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I loghi delle collane

 

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la coccinella – favole e fiabe

 il bruco – collana Interlinea


il bruco – collana Interlinea

l'asino – storie di animali

l’asino – storie di animali

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l’anatra – racconti d’avventura

 

 

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il gallo – Walt Disney

il coniglio - Winnie the Pooh

il coniglio – Winnie the Pooh

il maiale – Le mille e una fiaba

il maiale – Le mille e una fiaba

la cavalletta – scopri gli animali

la cavalletta – scopri gli animali

 

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la farfalla – collana Roberto Piumini

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il pesce – esplorando il corpo umano

pulcino - l'arte dei bambini

pulcino – l’arte dei bambini

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la lumaca – intercultura

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il riccio – rime e filastrocche

l'uccellino – lingue straniere

l’uccellino – lingue straniere

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lo scoiattolo – lettere in gioco

la tartaruga – feste e ricorrenze

la tartaruga – feste e ricorrenze

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il topo – scienze e geografia

la mucca – forme e numeri in gioco

la mucca – forme e numeri in gioco

l'orso- storia

l’orso- storia

I nostri simboli “animati”

 

Per rendere più facile per i bambini la collocazione dei libri nei vari reparti della biblioteca, sono stati creati delle simpatiche riproduzione “animate” dei personaggi utilizzati per le varie collane, tratte dal libro “Che tempo fa”.

 

Eccone alcuni:
la coccinella

la coccinella

 il pulcino

il pulcino

 il bruco

il bruco

 l'asino

l’asino

l'anatra

l’anatra

il coniglio

il coniglio

La lumaca

La lumaca

 la cavalletta


la cavalletta

il maialino

il maialino

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la farfalla

In biblioteca…
Le insegnanti gestiscono l’attività in biblioteca con piccoli gruppi di bambini che, in un clima sereno e tranquillo, scelgono il libro che vogliono portare in prestito a casa.
Il tempo previsto per la restituzione è di 15 giorni; ogni volta viene consegnato alle famiglie un piccolo modulo di “promemoria” con la data di riconsegna ed alcune piccole regole da ricordare.
Su un altro modulo da tenere in sezione, invece, verranno annotati tutti i libri presi in prestito.
Per l’attività in biblioteca è previsto in genere un giorno fisso della settimana, per ricordare ai bambini questo particolare appuntamento.
Sono coinvolti i bambini di tutte le sezioni (3,4, 5 anni).
Ahmed (3 anni): in biblioteca si legge, leggiamo
                                                                                                     Valentina (3 anni): ci sono i libri
Alessandro (3 anni): si fa silenzio
                                                                                                           Alessia (3 anni): ci sono i libri
Mirko (3 anni): ci sono gli animali
                                                                      Michel (4 anni): si ascolta la maestra
                       Giorgia (4 anni): si ascolta la storia
Sofia (5 anni): quando si legge una storia si ascolta se no non riusciamo a fare il disegno
                                                              Giulio: (5 anni) si sta seduti
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Le bustine che vengono utilizzate per portare i libri presi in prestito a casa:
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Chi è Elve Fortis de Hieronimis?
Conosciamo meglio Elve Fortis De Hieronimys, la scrittrice alla quale abbiamo dedicato il nome della nostra scuola dell’infanzia e dai cui libri abbiamo tratto ispirazione per creare i nostri simboli per le varie collane dei libri.
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Elve Fortis De Hieronyimis nasce a Cittaducale nel 1920 e ha vissuto fin dall’infanzia a Novara dove ha insegnato storia dell’arte e disegno nei licei. Dal 1967 in poi si dedica alla progettazione e all’illustrazione di libri, grandi albi, libri gioco e giochi didattici. Si è anche imposta come scrittrice di racconti e filastrocche per bambini vincendo numerosi premi di riconoscimento, tra cui il Premio del V Concorso Nazionale di Letteratura per l’Infanzia della città di Bitritto con I Viaggi di Giac. La sua produzione è caratterizzata da una continua ricerca e una perenne sperimentazione volte a stimolare il gusto alla lettura e alla creatività dei più piccoli. Si è spenta a Novara nel 1992.
Il libro indubbiamente più famoso è È arrivato un bastimento carico di…(Mondadori 1992). Nel catalogo di Interlinea, oltre al già citato I viaggi di Giac(2002), Che tempo fa? (2004), Riccetto (2005) e Così per gioco… (2006)
Alcuni libri della scrittrice Elve Fortis de Hieronimys presenti nella nostra biblioteca scolastica:
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Anche gli studenti novaresi hanno partecipato con interesse alla Commemorazione dei Martiri..

Il 24 ottobre scors, infatti, l’Istituto Margherita Hack è stato presente durante alcuni significativi momenti della 72esima Commemorazione dell’eccidio del 1944 di Otto giovani novaresi a Novara.

Una studentessa della 2D della scuola secondaria Morandi dell’Istituto comprensivo “M.Hack”  ha letto alcuni emozionanti ricordi storici.

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La classe 2’D con il dott.Cattaneo,nipote dell’ex Presidente della Repubblica,Oscar Luigi Scalfaro

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Arriva nelle radio italiane e sui digital store “L’amore non è mai un errore”, il singolo d’esordio della cantante lombarda Rossana, una ballad dolce e romantica ma allo stesso tempo emotiva e coinvolgente.

Sin da piccola si appassiona alla musica tanto da voler cantare ogni ora della giornata. All’età di 17 anni conosce l’insegnante di canto Diana Bestetti, dove con grande determinazione, studia canto moderno per 10 anni.

Nel corso degli anni Rossana, partecipa a diversi concorsi canori nell’ hinterland milanese posizionandosi sempre tra i primi posti.

Nel 2010 entra a far parte di una cover band di musica funky/soul dove suona per diversi anni calcando numerosi palcoscenici in tutta Italia.

Nel 2016 durante uno show case del cantautore Alex Normanno, si propone per poter lavorare come corista per futuri live lasciando diverse tracce audio. 

http://www.rossanacannata.com/ 

https://www.facebook.com/rossanacannataofficial/?fref=ts

 

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VODIVÌ è una casa di moda di Spoleto, in Umbria, che produce borse e accessori da donna e uomo in pelle conciata al naturale interamente realizzati in Italia. Fine dell’azienda è quello di creare prodotti che superino il concetto di stagionalità e che vadano al di là dei trend del momento.

Per questo VODIVÌ ha scelto i territori e le opere d’arte come fonte d’ispirazione affinché gli elementi immutabili in questi presenti (le linee e le risorse della natura, l’ispirazione e l’espressione artistica) riescano a dare continuità e durevolezza alle collezioni moda.

Ed è su queste premesse che è stata creata Reggia Collection, una collezione di borse e accessori realizzata da VODIVÌ e nata per promuovere e rendere omaggio alla Reggia di Caserta. Un luogo che pur avendo una straordinaria importanza culturale, storica e artistica è ancora poco conosciuto soprattutto dai turisti stranieri. Da qui l’idea di promuoverne la visibilità attraverso accessori in grado di farne intravedere il fascino e di raccontarne l’unicità. La collezione è composta da 9 articoli realizzati tutti in Italia con pelle conciata al vegetale. La facciata della Reggia, forse la caratteristica architettonica che la rende più riconoscibile, è stata impressa con uno stampo a rilievo sul lato esterno di ogni accessorio e arricchita di uno sbaffo d’oro.

Oro che ritroviamo nella stanza del trono e negli ambienti preziosi di quest’opera unica al mondo. E per promuovere una conoscenza della Reggia diversa dall’usuale a ogni accessorio sono stati abbinati: una proposta di pacchetto turistico a questa dedicato; un’intervista con il direttore Mauro Felicori per far conoscere storie e aneddoti unici e affascinanti; una photo-gallery per far vedere il Palazzo Reale in una diversa prospettiva.

Per promuovere questo progetto e avvicinare l’arte alle persone, VODIVÌ ha scelto come canale promozionale e di vendita una delle piattaforme di crowdfunding più famose al mondo: kickstarter.com (nella categoria fashion). Grazie a Kickstarter, che è un sito americano visitato ogni mese da milioni di persone, la visibilità di Reggia Collection sarà elevata (soprattutto se comparata ai tradizionali canali di vendita della moda come le boutique, i negozi e gli e-commerce). Inoltre la piattaforma permetterà di saltare molte intermediazioni e tanti costi promozionali: per questo motivo le borse della collezione avranno la stessa qualità, ma un prezzo inferiore rispetto al resto degli accessori VODIVÌ.

Grazie a questa collezione, voluta fortemente sia da VODIVÌ che dal direttore della Reggia, sarà possibile aumentare la visibilità di questa risorsa culturale italiana, ma anche realizzare qualcosa di concreto: una parte dei fondi raccolti sarà infatti destinata al restauro delle sedie del foyer, per preservare la bellezza di un luogo unico: il teatro di corte. Reggia Collection sarà su kickstarer per 40 giorni, fino a sabato 3 dicembre 2016.

Per saperne di più guarda il video:

https://www.kickstarter.com/projects/reggiacollection/reggia-collection?ref=nav_search

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Grande entusiasmo alla Libreria Paoline di Novara per l’iniziativa nazionale #IOLEGGOPERCHE’, nata per migliorare e arricchire le biblioteche scolastiche o aziendali.

Accolti dalle gentilissime Suore, dalla commessa e dai messaggeri che indossano la tipica maglietta del progetto, fino al 30 ottobre tutti i lettori, i genitori e gli alunni potranno contribuire acquistando un libro che poi verrà donato a una delle 5 scuole gemellate con la libreria novarese.

Il libro acquistato andrà sugli scaffali della biblioteca della scuola e tra le mani di tantissimi bambini e ragazzi che grazie al vostro aiuto potranno immergersi in favolose storie,

Se siete curiosi di sapere le scuole che si sono gemellate con noi, passate in libreria!

VI ASPETTIAMO!

E in libreria sarò presente con immenso piacere anche io, in veste di Messaggero e con l’immancabile maglietta letteraria!

Buona lettura!

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Una ricetta economica al giorno…nei tempi di crisi: VERMICELLI ALLA SIRACUSANA

Ingredienti:
  1. mezzo bicchiere di olio
  2. due spicchi d’aglio
  3. due filetti di acciughe sotto sale
  4. un melanzana
  5. tre pomodori maturi
  6. 1 peperone giallo
  7. 100 g. di olive nere
  8. un pugno di capperi
  9. basilico
  10. 600 gr. di vermicelli
 
Questa ricetta è patrimonio della gastronomia siracusana.
In mezzo bicchiere di olio, fate rosolare 2 spicchi d’aglio (che poi toglierete) e scioglietevi 2 filetti di acciughe sotto sale. Unite poi una melanzana tagliata a tocchetti e, quando questi saranno dorati, 3 pomodori maturi grossolanamente tagliati.
Lasciate cuocere per 5 minuti, poi aggiungete: 1 peperone giallo ridotto a liste sottili, 100 gr. di olive nere private delle ossa e appena tritate, un pugno di capperi e 5/6 foglie di basilico.
Aggiungete a piacere sale e pepe e continuate la cottura per 20 minuti circa.
Lessate al dente 600 gr. di vermicelli che condirete con la salsa preparata e, se volete, con pecorino grattugiato.
Buon appetito!

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Cari lettori, in una domenica autunnale, rilassante e piovosa come questa (al Nord piove da stamattina….) vi consiglio questa profonda e curiosa lettura, che aprirà le porte verso vari aspetti esistenziali e sociali.
Vi presento alcuni paragrafi per invitarvi ad abbandonarvi a questo meraviglioso romanzo, che per me rimarrà sempre un ricordo indelebile.
Buona lettura amici!
l ruolo di Bom andò ad Alaska e il ragazzo era Pedro Almodòvar.
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…cambiando la prospettiva con cui la si guarda anche la storia cambia, non sapremo mai se un’occasione persa non è stata in realtà un’occasione guadagnata, e dunque non serve a niente lamentarsi per quello che poteva essere e non è stato.

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…La maggior parte, a causa delle carenze affettive, presenta sintomi di iperattività, aggressività, disturbi alimentari, problemi di coordinazione motoria o di inserimento scolastico.
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…quando ad un bambino viene istintivamente da picchiare gli altri senza un motivo apparente, è sempre perchè lui per prima viene picchiato…
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…una ragazza dolcissima, che tiene sempre gli occhi bassi in un atteggiamento che non si sa se definire sottomesso o cupo, ed è un peccato che non li alzi e non li mostri con orgoglio…
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…il quartiere è multiculturale, non interculturale, e Claudia glielo ripete spesso; le comunità si tollerano ma non si mescolano, e i limiti vengono sempre rispettati.
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…quando Antòn le manda un messaggio sul cellulare, la Mamma tarda sempre uno o due giorni a rispondere , e questo basta ad Antòn per confermargli che non lo considera una priorità nella sua vita.
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…e a molti, specie ai sudamericani, sembra strano che siano degli uomini che vogliono occuparsi dei bambini, e ne diffidano.
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…che a una certa età bisogna scegliere tra la faccia e il c…., che più sei grassa meno rughe ti vengono: lo so.
 
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…la memoria ripercorre corridoi pieni di ragnatele in cui non si addentrava da parecchio tempo, e ricorda sequenze, momenti, immagini. Come se non bastasse, ha appena riconosciuto la canzone.
 
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…Non c’è niente di più inutile e patetico che ubriacarsi ascoltando una musica ferita di ricordi.
 
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E lui le diceva che l’amava e tutte quelle cose che si dicono quando uno è arrapato.
 
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…E mia nonna, poverina, ogni volta che mi vede mangiare insalata mi dice: “Non ricomincerai con certe sciocchezze, vero?” So che lo fanno con le migliori intenzioni, ma sono tutti così goffi…Non mi chiedono come sto, cosa mi spaventa, se piango o se ho qualcuno con cui parlare. Per loro, e non mi importa quante volte gli ho spiegato il contrario, si riduce tutto a un problema di immagine, al fatto che mi veda grassa oppure no, che mi veda bella o meno. Ormai ho lasciato perdere perchè tanto sono irrecuperabili. Mi dicono di mettere su qualche chilo quasi senza guardare il mio corpo; credo che ormai me lo ripetano per semplice abitudine, proprio come a una donna incinta si dice che sta divinamente anche se sembra una portaerei, sa?
 
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E’ da così tanto tempo che penso agli altri da aver dimenticato chi sono io. Succede a tutte noi del gruppo, tutte noi vediamo con  meridiana chiarezza la realtà di chi ci circonda ma non sappiamo avere cura dei nostri corpi, della nostra vita. E come se fossimo affette da una miopia selettiva. Non ci sono realtà oggettive che tengano . O almeno  non ci sono per me; io non so vedere me stessa. Per questo mi vedo sempre grassa anche se non lo sono.
 
 
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…I diversi gruppi si sopportano, ma non stabiliscono dei rapporti veri e propri. Per questo si convive senza gravi problemi, ma tra i gruppi non ci sono veri scambi, il meticciato non esiste, neanche lontanamente.
 
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Così, con il passare del tempo, mi ero abituata a staccare il telefono ogni volta che stavo  con lui. E, ovviamente, così finiva che mi allontanavo dalle mie amiche, perchè passavo sempre più tempo con lui, e quanto più stavo con lui meno vedevo le mie amiche, ragion  per cui  avevo sempre più bisogno di lui: un circolo vizioso.

I consigli della psicologa dell’età evolutiva, dott.ssa Milena Giacobbe
saper aspettare

SAPER ASPETTARE

Oggi viviamo in una società tecnologica in cui i contatti virtuali rischiano di essere più importanti di quelli “veri”. Una società in cui con un click si può ottenere ciò che si vuole. E ci si stupisce dei tempi di attesa, al punto che i momenti di pausa sono vissuti come segno di passività, rassegnazione o indolenza.
In realtà saper aspettare è molto importante. Più volte ho ribadito come per i bambini è fondamentale avere dei momenti apparentemente “vuoti” i quali, invece, sono lo spazio entro il quale si possono rielaborare ed accomodare esperienze e insegnamenti che, al contrario, non potrebbero divenire parte dell’individuo stesso, ma rimarrebbero nozioni appiccicate in qualche angolo della mente.
Insegnare ad attendere significa insegnare a rispettare i propri tempi e quelli delle persone che ci circondano, significa insegnare a progettare e  a rispettare i naturali tempi di crescita, significa insegnare a  sopportare la frustrazione che una rinuncia può generare o l’ansia che l’attesa può creare. Attendere le persone che ci circondano significa rispettare il loro percorso di vita, proprio come quando un genitore attende con trepidazione il primo passo o la prima parola del figlio. Nell’attesa non si è immobile, ma si “lavora” affinché il momento atteso arrivi …. Al momento giusto!
È vero anche che certe decisioni o azioni non si possono rimandare, talvolta sono immediate, ma sono sempre il frutto di una riflessione e di una corretta gestione del problema stesso.
Il progettare di raggiungere un obiettivo e darsi il tempo necessario perché esso  prenda forma non significa attendere passivamente che gli eventi  trasformino la realtà a nostro favore, ma avere il coraggio di prendere decisioni e attenderne gli sviluppi, al fine di proseguire con la propria idea ed eventualmente modificarla per renderla  più efficace. Questo servirà anche a conoscere meglio se stessi, le proprie qualità e i propri limiti, in modo da agire solo al momento opportuno e cogliere tutte le possibilità a disposizione. 
Tra i valori da trasmettere ai figli io comprenderei anche la pazienza che può essere trasmessa per esempio attraverso  i giochi (puzzle, costruzioni, modellini …) o con l’osservazione della natura (il seme che si trasforma in pianta, il bocciolo che sboccia, il cucciolo che diventa adulto …)o ancora riscoprendo il tempo dell’attesa di una risposta ad una domanda spedita attraverso una lettera ad un amico lontano  e, soprattutto, insegnando ed imparando a raccontare e raccontarsi eventi e sentimenti, per capire e progettare sempre meglio …
 
Dott.ssa Milena Giacobbe
Psicologa dell’età evolutiva
Viale Buonarroti, 13 Novara

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Gli studenti di una scuola secondaria realizzano un lavoro contro il razzismo

Cari lettori, oggi vi voglio presentare un interessantissimo lavoro didattico, con progetto letterario, contro il Razzismo realizzato dagli studenti di una scuola di I grado di Novara  a favore delle disuguaglianze.
Gli studenti hanno letto brani di diversi scrittori anche contemporanei, hanno affrontato  letture giornalistiche e tratto riferimenti cinematografici artistici e della società contemporanea per riflettere sul concetto di diversità come arricchimento.

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Inoltre, sono stati  letti articoli della Costituzione italiana da dove i ragazzi hanno tratto il concetto che nella Diversità le persone sono tutte uguali.

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I consigli della psicologa dell’età evolutiva, dott.ssa  Milena Giacobbe

Valentino è sempre stato un bambino decisamente “sveglio”, a volte lasciava a bocca aperta con delle riflessioni da “bambino grande” o con quelle domande acute cui era difficile trovare una risposta. È stato naturale allora decidere di fargli frequentare la scuola primaria come anticipatario e oggi continua a dare dimostrazione della sua intelligenza sia a suola, che al corso di inglese  e a quello di musica, e persino quando gioca a basket …
È vero: alcuni bambini appaiono precoci e, in effetti, hanno bisogno di essere stimolati in una certa maniera perché altrimenti si annoierebbero. L’intelligenza è un dono, ma va anche coltivata!
È opportuno però riflettere su alcune implicazioni che una eccessiva stimolazione può comportare. Il primo bisogno di ogni bambino e semplicemente essere un bambino, proprio come tutti gli altri. Spesso invece i bambini dotati si trovano a vivere in una sorta di mondo parallelo in cui non sono ancora adulti, ma hanno un’agenda fitta di impegni che farebbe invidia ad un manager, ma non sono più nemmeno bambini, perché non sono in grado di relazionarsi con i coetanei in maniera serena e costruttiva perché non l’hanno mai fatto, impegnati invece a coltivare i loro doni.
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Una eccessiva stimolazione può addirittura rendere un bambino insicuro e confuso, proprio perché evolutivamente alcune competenze vengono raggiunte con la maturazione del sistema nervoso ad una determinata età, indipendentemente dal quoziente intellettivo.
Spesso i “piccoli geni” non esprimono il naturale bisogno, tipico dei bambini, di essere protetti e di ricevere sicurezza e sostegno dai genitori, proprio perché , facendolo, potrebbe succedere che pensino riterrebbero di non essere più i bimbi prodigio tanto elogiati da mamma e papà.
La programmazione di ogni momento della giornata, poi, non permette di esprimere la creatività. Il gioco spontaneo, quello che nasce naturalmente da un momento di noia o di relax, è quello che più aiuta i bambini a crescere. Perché attraverso quel gioco imparano a misurarsi con se stessi, rielaborano ciò che succede, imparano a diventare grandi. Il gioco è una vera e propria palestra di vita.
Perché oltre a dare delle performance, da adulti è necessario saper organizzare, oltre a conoscere il nome dei sentimenti e delle emozioni, bisogna saperle riconoscerle, gestirle e, se si vuole, trasmetterle. Ecco perché è necessario educare anche la fantasia.
Un’ultima riflessione riguarda la capacità dei bambini di rispondere alle implicite aspettative degli adulti. Se da una parte è frustrante e noioso seguire i ritmi di apprendimento “normali”, sarebbe ancora più  dannoso non riuscire a seguire i ritmi da “genio” che adulti di riferimento propongono. E se un bambino intuisce che invece è quello ciò che ci si aspetta da lui, lo farà con la massima collaborazione possibile. E diventerà all’apparenza un piccolo adulto, anche nei comportamenti e nelle espressioni verbali. Il problema è, però, che questa è solo la parte esteriore.
Capire come comportarsi può essere allora difficile, ma forse basta osservare un po’ più attentamente i figli per capire innanzitutto se sono felici di essere adulti in miniatura e poi chiedendosi se quello che come genitori si sta facendo è per il bene del proprio figlio o per dimostrare invece di essere un bravo genitore, magari   anche solo a se stessi …

 

 

Dott.ssa Milena Giacobbe

Psicologa dell’età evolutiva

Viale Buonarroti, 13 Novara

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Una ricetta economica al giorno… nei tempi di crisi: TEGLIA DI UOVA E SPINACI

Ingredienti per 4 porzioni:

  • 4 uova
  • 500 g di spinaci
  • 2 spicchi d’aglio
  • 1 cipolla
  • 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • 400 g di pomodori pelati
  • 1 cucchiaino di semi di coriandolo
  • 50 g di formaggio parmigiano grattugiato
  • 200 g di mollica di pane
  • 1 baguette piccola
  • sale
Cuocete gli spinaci, precedentemente mondati e lavati, in poca acqua salata. Nel frattempo, pelate sia l’aglio sia la cipolla e tritate quest’ultima finemente con l’aiuto della mezzaluna. Dopo 10 minuti dall’ebollizione, scolate gli spinaci, lasciateli intiepidire e strizzateli per bene.
Dorate la cipolla con 2 cucchiai di olio, aggiungete i pomodori pelati tagliuzzati, poca acqua e continuate la cottura per almeno 20 minuti; aggiustate di sale.
Intanto, scaldate l’olio rimasto con l’aglio e saltatevi gli spinaci per 2-3 minuti. Quando saranno tiepidi, mescolateli in una terrina con il coriandolo pestato, il parmigiano grattugiato, un pizzico di sale, la mollica di pane ammollata in acqua tiepida, strizzata e sbriciolata, quindi ricavate delle polpettine.
Versate la salsa di pomodoro in una teglia, sistematevi le polpettine di spinaci, lasciando liberi quattro spazi in cui sguscerete le uova.
Mettete la teglia in forno già caldo a 180 gradi e cuocete per circa dieci minuti. Servite caldo con fette di baguette leggermente tostate il forno.
Un piatto da leccarsi i baffi!

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Una ricetta economica al giorno…nei tempi di crisi: VELLUTATA DI FAGIOLI E PATATE

Soffriggete in un tegame 1 cipolla tritata con 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva, aggiungete 400 g. di fagioli in scatola sgocciolati, 2 patate tagliate a cubetti, 1 litro d’acqua e 2 dadi vegetali.
Procedete nella cottura per circa 20 minuti, quindi frullate il tutto.
Servite la vellutata calda cosparsa di emmentaler grattuggiato e pepe, accompagnandola con crostini al pane.
Buon appetito!

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Il menestrello del rock ed il giullare del popolo, accomunati da una data: 13 Ottobre 2016…
Il primo e’ Bob Dylan,il secondo e’ Dario Fo…
Il 13 Ottobre Dylan veniva insignito del Premio Nobel per la Letteratura, Invece Fo, che quelllli stesso Nobel l’ aveva preso nel 1997, spirava a Milano per insufficienza respiratoria ( eppure dicono che, qualche ora prima di morire cantasse a squarciagola!)

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Una data che li accomuna il 13 Ottobre, eppure altro li unisce, qualcosa di “molta sostanza”..

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Bob Dylan e Dario Fo sono emblemi della protesta contro il razzismo e contro qualsiasi altra forma di ingiustizia sociale; l’ uno con la musica, l’altro con il racconto sono accomunati dalla lotta contro la diversità di pensiero o di maniera che possa creare ingiustizie sociali.

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di Rosanna Raho

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“Mamma”..la parole più dolce e semplice del mondo, quella più spontanea, universale, condivisa…la più vera.

Non a casa quando diciamo MAMMA le nostre labbra è come se mandassero due baci, compiono lo stesso movimento di questo importante gesto.

Spesso le mamme sono impegnate, in disordine, spettinate, struccate, distratte, pensierose, arrabbiate,  non perfette, ma per ogni bimbo la propria Mamma è l’essere più perfetto del mondo, la più delicata, la più amorevole e semplicemente la più bella.

Questo è il disegno di una bambina di 4 anni,  la rappresentazione di qualcosa che per lei è l’essenziale: la propria Mamma, la propria Principessa.