predarubia

Predarubia, band toscana formatasi  nel 2013 e di cui fanno parte il cantante Giuseppe Pocai, il bassista Luca Mori, il chitarrista Massimo Triti ed il batterista Zivago Anchesi,  il prossimo 8 settembre 2017, vedranno l’uscita del loro primo album discografico dal titolo “Somewhere Boulevard”.

Il lavoro è composto da 11 pezzi inediti di rock in purezza , venuti alla luce nell’arco dell’ultimo anno di lavoro e sono il racconto in parole e musica del viaggio intrapreso fino a qui dalla band: Il rock nella sua essenza, l’insana idea che il mondo si possa cambiare con le canzoni, che si possa migliorarlo e che il rock and roll possa veramente salvarci. L’album sarà edito ad opera de LATLANTIDE  e verrà distribuito nei principali digital store e nei negozi di dischi da EDEL.

“È raro oggigiorno il coraggio di produrre il disco di una band. Siamo felici ed orgogliosi di realizzare quello che è il sogno di molti artisti, trovare qualcuno che creda nella tua musica.” 

www.predarubia.com

https://www.facebook.com/predarubia/

pioggia

Quando il cielo si fa nero

e fa paura per davvero,

quando brontola di rabbia

come animale in gabbia,

ecco, è ora di scappare

e di andarci a riparare!

Di Marzia Cabano

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Pioggia cattiva?

Pioggia d’estate che scendi impetuosa,

che picchi, che sbatti sopra ogni cosa,

perché fai dei danni? Su, dimmi perché

non vai  solamente  da chi aspetta  te,

ma spacchi, distruggi, fai cose pazze…?

La colpa è dell’uomo? Di “alcune razze”?

 

di Marzia Cabano

 


 

Corri!

Quando le rondini si affannano tanto,

quando sul cielo c’è un grigio manto,

quando il tuo albero piega la chioma e ha dolore

quando di terra nell’aria c’è odore,

quanto lontano è il TUONO a parlare…

Corri al riparo! C’è il temporale!

di Marzia Cabano

ALBERICO

Canzone super estiva per lo youtuber ALBERICO (oltre 400.000 fan su Facebook) che insieme al duo CIUFFI ROSSI pubblica per Universal Music il suo primo singolo, una canzone ironica dal ritmo incalzante.

Il brano è accompagnato da un video coloratissimo caratterizzato dalla presenza di alcune fan che si cimentano nel “ballo del ciaone” con la app Musical.ly .

La collaborazione tra i ragazzi anche a un’altro brano LA MAREA presente nell’album ONE dei CIUFFI ROSSI.

ALBERICO

Videoclip: https://www.youtube.com/watch?v=ogD8QVZW03c

 

Social: https://www.facebook.com/AlbericoDeGiglioPage/

iTunes: https://itunes.apple.com/it/album/one/id1252578251

apatia

Il bellissimo quadro di Jimena Marín

La rubrica della dott.ssa Milena Giacobbe, psicologa dell’età evolutiva

ADOLESCENZA: quando un genitore sente questa parola, subito pensa alla ribellione, al figlio che passa più tempo in compagnia degli amici piuttosto che in casa, con tantissimi interessi e affamato di novità! Non sempre, però, questa immagine corrisponde alla realtà.

Alcuni giovani, infatti, si comportano esattamente in modo contrario: non escono quasi mai di casa se non per andare a scuola, la loro compagnia preferita è internet o la tv, sembrano tristi e svogliati.

Due facce della stessa medaglia?

È innegabile che il gruppo durante l’adolescenza sia il punto di riferimento in cui ri-conoscersi, ma per alcuni il gruppo diventa un muro che non si riesce ad abbattere o, addirittura, la fonte di giudizi duri e sprezzanti che portano alla scelta della solitudine e alla distruzione della propria autostima. Alla base della sensazione di solitudine spesso c’è l’insicurezza del bambino che sta per diventare uomo e che si sente solo non perché è solo, ma perché non si conosce nel gruppo e non trova nessuno in cui rispecchiarsi per cercare di ri-costruire se stesso. E, a volte, gli adolescenti perdono anche la voglia di spiegarsi e di cercare chi possa capirli.

Nella società odierna la difficoltà maggiore è quella di comunicare in maniera efficace e, soprattutto di comunicare i propri stati d’animo. È innegabile, infatti che l’adolescenza porti con se una buona dose di disagio, ma solo se i messaggi che i ragazzi rimangono inascoltati, questo disagio cresce fino a soffocarli. E allora una tendenza alla solitudine può trasformarsi in apatia, cioè alla diminuzione delle reazione di risposte emotive di fronte a situazioni ed eventi quotidiani.

I campanelli dall’allarme sono una sorta di indifferenza generale, una marcata pigrizia fisica e “mentale” (il non avere voglia di fare niente, insomma) e la mancanza di qualsiasi spirito di iniziativa che si prolungano nel tempo e che possono minare le basi dell’autostima. È importante in questi casi intervenire tempestivamente per evitare una sindrome depressiva.

In generale ai primi segnali di disagio, è bene cercare subito di instaurare un dialogo costruttivo con l’adolescente. Ciò non è facile perché spesso gli adolescenti non accettano consigli, reputandoli veri e propri giudizi. Allora mettersi in un atteggiamento di ascolto e comprensione può risolvere la situazione.

Altro tentativo è quello di spingere i giovani a trovare una soluzione ai propri problemi e spingerli a mettere in pratica ciò che è venuto loro in mente, senza preoccuparsi di sembrare  tipi “strambi”. Spingere i ragazzi a essere attivi non significa solamente farli “muovere”, ma fargli toccare con mano che provare, sperimentare, ideare e  conoscere è gratificante. Così scatterà anche la voglia di sperimentare se stessi e mettersi in gioco. Gli altri allora potranno finalmente vedere nel ragazzo scontroso e taciturno, un ottimo ascoltatore, un genio della matematica, un ottimo barzellettiere o chissà cosa altro ancora!

Psicologa dell’età evolutiva

Viale Buonarroti, 13 Novara

Cel. 348.3173462

 

beppe convertini
L’attore e conduttore Beppe Convertini appena rientrato da una missione umanitaria a sostegno dei rifugiati Siriani a Zarqa in Giordania per Terre Des Hommes ha spento le candeline nel ristorante fusion giapponese Me Geisha al Mo’ Mo’ Republic di Roma con i suoi amici tra i quali alcuni personaggi del mondo dello spettacolo da Giucas Casella, Simona Borioni, Carolina Rei, Raffaello Balzo, Alma Manera, Roberta Garzia, Ester Vinci, Graziano Maria Scarabicchi, Alessandra Sasha Carlesi,Alessandra Carrillo,Metis Di Meo a Stefano Garrone.
beppe convertini
E’ stato per l’attore un anno ricco di impegni lavorativi; lo vedremo nel ruolo di Nettuno Tritone nella commedia “Un figlio a tutti i costi” regia di Fabio Gravina al fianco di Roberta Garzia,  Maurizio Mattioli, Ivano Marescotti e Stefano Masciarelli con la colonna sonora di Gigi D’Alessio. Da poco ha terminato le riprese del thriller “Le grida del silenzio” per la regia di A.Sasha Carlesi nel ruolo del bancario Maurizio con Alice Bellagamba e Manuela Zero. 
Quest’estate invece lo vedremo alla conduzione di eventi importanti come il Festival Internazionale del Cinema di Maratea e il tour musicale “Chi fermerà la musica” un vero e proprio talent & music show itinerante e nel nuovo anno tornerà sul palcoscenico teatrale con la commedia ‘ricette d’amore’ regia di Diego Ruiz  .. 
beppe convertini

Beppe con Carolina Rei

beppe cobvertini

Il momento del brindisi

Beppe con Simona Borioni e Giucas Casella

beppe convertini

beppe convertini

germanelli

Eccola di nuovo, dopo l’esperienza a X-Factor 2012 torna con una carica senza eguali Eleonora Bosio, in arte CIXI, con il suo primo album di inediti “Chissà cosa dirà mio padre” (Sony 2017), prodotto, suonato ed arrangiato da Alex Bagnoli.

L’ album è un concentrato di pop, ritornelli happy e melodie catchy, adatto a chi ha voglia di svagarsi e navigare in un’orbita fatta di suoni super moderni e minimalisti, voci effettate e anche un po’ di sana ironia. Singolo di apertura “Una cosa sola”, scritto da Alex Bagnoli, Marco Baroni e la stessa CIXI.

Con una cura particolare sui testi, l’ artista condivide il suo mondo da ventunenne come tante, sotto l’aspetto più scanzonato e divertente.  Non mancano concetti profondi come l’amore, l’amicizia, oppure la paura (“118” è ispirata a un fatto di violenza realmente accaduto).

link videoclip: https://www.youtube.com/watch?v=vprUef4j7R4

leggere

Il lettore volontario della Biblioteca Ragazzi di Novara Pier Paolo Pilò

I consigli della psicologa dell’età evolutiva, dott.ssa Milena Giacobbe

La lettura è un canale molto importante per lo sviluppo cognitivo ed affettivo dei bambini. Non solo, infatti, favorisce lo sviluppo della memoria e facilita e favorisce la comprensione del linguaggio, ma sviluppa al tempo stesso l’utilizzo della fantasia ed aiuta i bambini a pensare a situazioni ed avvenimenti in cui potrebbero essi stessi trovarsi.
Ovviamente le letture vanno scelte in base all’età del bambino, tenendo presente, comunque, che i piccoli riescono a distinguere realtà e fantasia senza difficoltà.
È importante seguire l’interesse del bambino, stimolarlo senza imporgli la lettura. Spesso i bambini si appassionano ad una fiaba e chiedono insistentemente che questa gli venga letta in continuazione. I motivi possono essere vari. Innanzitutto il momento della lettura rappresenta uno scambio tra l’adulto e il bambino, un momento affettivo molto importante. Inoltre nelle favole spesso i bambini trovano personaggi e situazioni in cui immedesimarsi e che, magari, stanno affrontando situazioni e “problemi” simili ai loro. Il simbolismo nascosto in ogni fiaba è proprio l’elemento che la rende così unica, e nonostante ci sia sempre un lieto fine che all’adulto può sembrare scontato, ai bambini è utile la ripetizione proprio perché li rassicura.
Il “vissero per sempre felici e contenti” è infatti un messaggio molto rassicurante per i bambini che ascoltano la storia e si convincono così che, nonostante le difficoltà, c’è sempre una via d’uscita che solitamente i protagonisti trovano attraverso l’ingegno o attraverso l’aiuto di qualcuno. I bambini imparano così sia a cercare soluzioni alternative, sia a richiedere aiuto quando da soli sentono di non farcela: dopotutto l’ha fatto anche il personaggio preferito ….
Per questi motivi è bene che le ragioni per cui una fiaba è preferita ad un altra rimangano un “segreto”, perlomeno fino a che lo decide il bambino, altrimenti il piccolo si sentirebbe “scoperto” e la fiaba perderebbe di efficacia.
Sempre per questo motivo è bene non spiegare il significato di ciò che viene letto: ciascuno trova il proprio. Quando il bambino si sentirà pronto, sarà lui stesso a voler condividere le emozioni provate con mamma e papà.
Bettheleim suggerisce di raccontare, più che leggere, in modo da lasciare spazio alla fantasia del bambino di immaginare ciò che ascolta, seguendo i suoi bisogni. Talvolta, anzi, il genitore che legge dovrebbe lasciare la possibilità al bambino di “interpretare” ciò che viene letto, in modo che il bambino autonomamente possa dar voce a questo o quel sentimento, a questa o quella paura e sottolinearli con l’enfasi che ritiene più opportuna. Talvolta è utile anche illustrare con disegni la favola preferita per permettere al bambino di esprimere e rielaborare ciò che la lettura gli ha suggerito.
Ogni età esige ovviamente un tipo di lettura diversa:
a sei mesi si possono utilizzare libri illustrati con molte “faccine”, a un anno filastrocche, dai tre/quattro anni le favole e , a poco a poco, libri che i bambini stessi chiederanno di leggere.
 Con l’adolescenza, poi, sarebbe importante ricercare libri che rispecchino gli interessi e i vissuti dei ragazzi: in un momento molto delicato della crescita in cui si sta costruendo l’identità e ci si pone molte domande, i libri dovrebbero contribuire a trovare le risposte, senza sostituirsi ai genitori …
I ragazzi ameranno la lettura solo se da bambini gli è stata trasmessa questa passione e il modo più semplice per i genitori di farlo, è amare essi stessi la lettura. Dedicare uno spazio “speciale” per la lettura, attrezzare una libreria che li accompagni nella crescita, condividere le loro scoperte editoriali possono essere efficaci stimoli, accompagnarli in biblioteche pubbliche ormai attrezzate per accogliere le varie fasce d’età.
Allora … buona lettura a tutti!!

Dott.ssa Milena Giacobbe

Psicologa dell’età evolutiva

Viale Buonarroti, 13 Novara

Cel. 348.3173462

 

biblioteca ragazzi novara

Cari genitori, insegnanti ed educatori,oggi voglio condividere con voi un utilissimo strumento educativo che gli esperti della Biblioteca Ragazzi di Novara hanno offerto ad alcune insegnanti della scuola dell’Infanzia durante un aggiornamento sui testi della letteratura dell’infanzia.

Capita spesso che noi adulti ci troviamo di fronte a un problema o a un disagio manifestato in qualche modo dai bambini che sono vicino a noi (distacco, disturbi del sonno, gelosia, problemi alimentari, ecc…) e ci sentiamo spiazzati e a volte impotenti.

Proprio per questo è molto utile farsi aiutare da esperti del mondo dell’infanzia, come pediatri, psicologi, educatori. Non bisogna sottovalutare, però, il potere della lettura: un libro adeguato può inaspettatamente fungere da ponte tra il mondo del bambino e le difficoltà verso cui va incontro.

Le parole, la fantasia, le metafore, i disegni spesso arrivano dritti al cuore e alla testa del piccolo prima di altri strumenti più strutturati. Certamente un libro non deve essere visto come la soluzione di un problema, ma sicuramente come un adeguato ausilio che può favorire il superamento di alcune difficoltà o la comprensione della motivazione che ha provocato il disagio.

Ecco una lista di libri utili per affrontare determinate tematiche relative al mondo infantile soprattutto per la fascia di età 3-6 anni.

Ringrazio gli addetti della Biblioteca Ragazzi di Novara che hanno regalato questa pratica “guida” letteraria che sicuramente ogni insegnante potrà usare quotidianamente.

Isa Voi

libri

cibo

gelosia

litigio

intercultura

inserimento

 

libri

Cari lettori,

oggi voglio proporvi due libri per l’infanzia che ho appena finito di leggere e che mi hanno arricchito molto.

Due letture molto diverse tra loro per genere e stile, ma che hanno una cosa in comune: un messaggio importante da portare sempre con sé.

Il primo, “Un meraviglioso mondo per Oliver” della famosa serie di Geronimo Stilton, affronta in modo ludico e leggero il delicato argomento della disabilità. Il piccolo Oliver si troverà ad affrontare delle problematiche che non gli permettono di svolgere serenamente le stesse attività dei compagni, semplicemente perché vive su una sedia a rotelle.

Con grande stupore, però, saranno proprio i suoi amici a trovare il modo per  “eliminare” le barriere architettoniche: non solo quelle fisiche, ma soprattutto quelle morali.

Il secondo romanzo che vi consiglio è “L’occhio del lupo”, di Daniel Pennac. Questo è il primo libro per ragazzi scritto dall’autore ed è una storia molto particolare, poiché viene raccontata da un lupo che ripercorre la sua dinamica e difficile esistenza dalla gabbia dello zoo nel quale è rinchiuso.

L’animale vede solo da un occhio e  si sente osservato a lungo dal figlio del guardiano che, per entrare in comunicazione con lui decide di chiudere uno dei propri: in questo modo entrambi accettano e accolgono la storia dell’altro.

Il lettore ha l’occasione di leggere pagine molto profonde che permettono di vedere punti di vista difficilmente visibili e di conoscere lo stile di vita di un animale che la gente conosce veramente poco e ricopre di legende. Forse non tutti sanno che il lupo è fedele in amore e  resta legato per tutta la vita a una sola lupa, finché non muore, a differenza dell’uomo.

E non tutti sanno che il lupo non attacca se non è estremamente affamato e che quando mangia riserva una parte della preda nello stomaco per offrirla successivamente alle lupe incinte o ammalate.

Ma la cosa più bella di questo romanzo è che solo alla fine il lettore capirà perché il lupo protagonista vede solo da un occhio, e così pure il bambino che lo osserva: semplicemente perché un occhio solo “basta e avanza” per vedere una spettacolo simile…quello della vita.

SICCITA'

 

di Marzia Cabano

Ho rivolto lo sguardo al cielo,

non c’è nulla, solo un velo

sempre uguale, opaco, strano…

-Qualcuno può darci una mano

a fare scendere qualcosa

su una estate troppo afosa?

Ieri sera ho aperto il rubinetto

e ho provato un certo effetto,

l’acqua scendeva, ma solo un filino,

non ce n’era  neppure per il gattino!

Come faremo andando avanti

con poca acqua e noi così tanti?

 

 

ferragosto

di Marzia Cabano

Filastrocca di ferragosto

tutti a correre per un posto

sulla spiaggia di un bel mare

per mangiare, per cantare;

filastrocca di metà agosto,

è già cotto il bell’arrosto

da portare su, sui monti

dove sgorgano le fonti!

Ferragosto,mezza estate,

è la notte delle fate,

è  una notte di gran festa

che ci  fa girar la testa!

I consigli della psicologa dell’età evolutiva, dott.ssa  Milena Giacobbe
regole
 
 
Recentemente durante un dibattito su come aiutare i bambini a crescere, un “addetto ai lavori” ha portato una riflessione: alcune volte le regole sono troppe, seguito da: «Ai miei tempi c’erano meno regole: se all’oratorio il più grande ti diceva che non potevi giocare, ti adeguavi perché nessun adulto interveniva e regolamentava la situazione».
Forse il problema non è nella quantità di regole, ma come queste vengono gestite e proposte dagli adulti ai bambini.
Innanzitutto una riflessione sull’utilità delle regole. Fino ai due anni le regole sono un’ostacolo che i bambini trovano davanti alla loro voglia di sperimentare ed esplorare e che gli adulti utilizzano soprattutto per impedire che i piccoli si facciano male, ma non sono né capite né condivise, sono semplicemente “subite” .
Dai due anni però c’è un primo cambiamento in quanto inizia a svilupparsi la “moralità della costrizione”: i bambini rispettano le regole perchè questo consente loro di avere l’approvazione dell’adulto. Fino ai sette anni circa il bambino però è egocentrico, nel senso che agisce e interpreta ciò che avviene attorno a lui riferendolo quasi esclusivamente a se stesso e a ciò che prova lui. Non è in grado, insomma, di “mettersi nei panni degli altri”. Per questo non riesce né a interiorizzare né a motivare le regole. Si limita a seguirle attraverso un meccanismo semplice: l’imitazione. Le regole infatti vengono apprese e messe in pratica solo se chi le propone le segue a sua volta, altrimenti sarà solo un assecondarle per evitare spiacevoli conseguenze. 
Il seguire le regole però ha una valenza importantissima: da ai bambini i confini entro cui muoversi. Il limite permette ai piccoli di sviluppare una adeguata sicurezza e di cominciare a mettere le basi per una personalità serena.
Circa a sette anni si compie un importante cambiamento: il bambino è in grado di decentrare il suo punto di vista e di cogliere le sfumature dei comportamenti altrui. Le regole allora diventano lo strumento che permette di vivere meglio nel gruppo dei pari (scuola, sport, gioco …) e l’adulto diventa colui che può aiutare i piccoli a capire la situazione che stanno vivendo, le sue cause e le conseguenze. L’adulto inizia a essere anche una guida valoriale. Questo compito a volte è confuso con il semplice passaggio di una miriade di precetti che non permettono ai bambini di cogliere le regole non scritte che esistono ovunque. Infatti l’adulto che interviene e cambia le regole del gruppo spontaneo, apparentemente aiuta il bambino a perché gli evita una frustrazione, ma in realtà sta lanciando un messaggio contraddittorio. Infatti le regole non si possono cambiare “in corsa” e le regole che valgono per i bambini devono valere anche per gli adulti! Ecco allora perché troppe regole non servono, rischiano di contraddirsi l’una con l’altra! Poche regole generali e chiare invece possono essere seguite in ogni frangente.
L’ultima “rivoluzione” avviene verso gli undici anni, quando i bambini iniziano ad essere in grado di usare il pensiero astratto.  Le regole divengono astratte, interiorizzate e adattate alle varie situazioni. E soprattutto vengono “messe alla prova”. È questa, in fondo, la ribellione degli adolescenti:  capire se le regole che i genitori in primis e tutti gli altri adulti hanno insegnato, valgono.  I valori vengono messi in discussione proprio per la costruzione e lo sviluppo dell’io.  A poco a poco cioè nascerà un giovane uomo o una giovane donna in grado di auto-regolamentarsi, che ha avuto degli adulti di riferimento che hanno saputo sostenerlo, dargli i giusti limiti e, al momento giusto, discutere con lui delle regole che gli hanno proposto.
Insomma, un altro non facile compito dei genitori …
 

Dott.ssa Milena Giacobbe

Psicologa dell’età evolutiva

Viale Buonarroti, 13 Novara

Cel. 348.3173462

difference

Già in radio da un mese e presente nelle principali indie charts, ecco”Differenze”, il nuovo singolo del cantautore svizzero Mauro Tummolo. ”Le differenze uniscono la gente”, basterebbe quest’anteprima per far capire tutto, perché è come una sorta di mantra per l’unione dei popoli, come la condivisione di idee naturali per far comprendere bene come le differenze siano il primo passo verso la tolleranza.”Bisogna proprio dire che bisogna far sì che non ci sia mai divisione tra tutto ciò che potrebbe causare disastri naturali e innaturali. Bisogna fidarsi e puntare verso l’amicizia sincera e il bene comune per far sì che più queste Differenze possano davvero unire la gente di tutto il pianeta. Pronti a pubblicare un tormentone estivo di spessore, una canzone che ti rimane in testa, molto fresca e moderna ma allo stesso tempo con un testo molto forte e d’impatto.”

“Differenze” è prodotto dal grande Dino Vitola, grazie anche all’intuito del noto talent scout  Davide Beltrano. L’ artista fa parte della Nazionale Attori e Cantanti ed attualmente è impegnato nelle piazze d‘ Italia con l’European Tour 2017.

SITO UFFICIALE: www.maurotummolo.it

 

FACEBOOK PAGINA UFFICIALE: https://www.facebook.com/maurotummolomau

TWITTER: https://twitter.com/maurotummolomt

 

YOUTUBE: https://www.youtube.com/channel/UCAyffAelfhGZW5fAqAq3WUA

 

Biografia

Mauro Tummolo è un artista che colpisce per il suo carattere forte e deciso. I valori sono alla base della sua musica e il suo motto lo spinge a fare sempre meglio e di più. E’ nato a Zurigo, da padre lucano e mamma pugliese. Conserva tutti gli aspetti del suo segno zodiacale, il Cancro. Mauro ha incontrato la musica alla tenera età di otto anni, iniziando a suonare la tromba.Durante il periodo militare, diventa trombettista ufficiale del Corpo D’Armata Della Brigata di Gorizia e suona in importanti manifestazioni, come Picchetto d’Onore, per personalità come il Presidente Francesco Cossiga e il Papa Karol Wojtyla. E’ proprio durante questo periodo che esplode in lui la passione per il canto ed inizia così a prendere lezioni di tecnica e interpretazione vocale. In seguito agli ottimi risultati decide di iscriversi all’Accademia Saint Louis di Roma.

Moltissime sono in questo periodo le sue esperienze canore e partecipazioni a concorsi musicali. Frequenta stage di perfezionamento e incontra moltissimi professionisti del settore (fra gli altri, il maestro Beppe Vessicchio, Mariella Nava, Gatto Panceri, Luca Pitteri, Iskra Menarini, Gabriella Scalise).

Partecipa al Festival di Napoli, al Bengio Festival con Dario Salvatori, al Festival degli Sconosciuti, all’Accademia di Sanremo, al Festival Show, al contest canoro di Casa Sanremo etc. Vanta anche la presenza in tre Musical collaborando col grande Mario Rosini. Partecipa inoltre a trasmissioni radiofoniche (Radio Kiss Kiss) e televisive a livello nazionale (Vincitore del programma “Stasera è la tua sera” su Rai Uno, “Cultura Moderna” su CANALE 5). Si cimenta come attore in una piccola parte nel film Tv della Rai “Il Generale dei Briganti”. Duetta con Stefano Centomo al teatro Rendano di Cosenza, riscuotendo consensi e apprezzamenti.

Proprio grazie a questi risultati decide di realizzare col produttore Antonio Deodati (Corona, Marie Claire D’Ubaldo, Laura Valente, Federico Poggipollini, Mango, Unaderosa), il suo album di esordio intitolato “Chi la dura la vince”, frase che Mauro ha reso indelebile, facendosela imprimere sulla pelle con un tatuaggio.

Da anni collabora con la Prof.ssa Francesca Sisto, Vocal Coach dell’Accademia dei due Mari (Taranto). Dopo l’uscita su varie piattaforme digitali e radio locali del singolo “Resterò”, un altro singolo: “Come te”, spopola sul web con oltre 53.000 visualizzazioni, grazie alla collaborazione con Guido Palma della Top Records (Milano). Oggi, su FaceBook, il fantastico Mauro Fans Club Official (capitanato da Valentina Bombelli) vanta molti Fans.

Mauro è anche autore per altri artisti, infatti il brano “T’innamorerai”, cantato e interpretato da Lorena, è stato scritto in collaborazione con Massimo Tornese, altro grande cantautore.

Dal 2013 gira le piazze col proprio progetto “Vittima Modà Tribute Band” e con la “Ritmonek Tribute Band” (tributi a Modà e Nek). Fa tappe anche nel Tour con Dodi Battaglia.

Altro inedito uscito l’anno scorso: “#VolevoSoloDirti”, per il quale ha girato un bel video, ambientato sui Navigli di Milano, in collaborazione con Namas, noto regista del panorama musicale milanese.

L’artista lucano ha di recente firmato un contratto che lo legherà all’agenzia di management ”Grage Artist Direct Management” di Gina Azzato. Mauro è in giro per presentare dal vivo i brani del suo ultimo capolavoro discografico ”Parto Da Qui”, un progetto che racchiude esperienze, amori ed emozioni di un cantautore che ha sempre vissuto di pane e musica. L’album è distribuito dalla Like Music.

francesco mucè

Il prestigioso riconoscimento viene assegnato ogni anno dalla Nazionale Italiana Cantanti e SIAE, ed è stao il frontman della balla band fiorentina Amarcord Francesco Mucè ad aggiudicarsi il “Premio SIAE” 2017 , assegnato annualmente dalla Nazionale Italiana Cantanti insieme alla SIAE, all’autore di età inferiore ai 31 anni che si sia maggiormente distinto nel corso dell’ultimo anno e consistente in una borsa di studio di 2500 euro.

La SIAE, per la scelta, si è affidata alle candidature dei direttori artistici delle manifestazioni e dei festival più importanti in Italia per gli artisti emergenti. Tra loro Loredana D’Anghera (Premio Lunezia Nuove Proposte), Ezio Nannipieri (Musicultura), Zibba (Premio Bindi), Massimo Bonelli (Primo Maggio Roma) e Maurizio Caridi (Area Sanremo). Proprio da Massimo Bonelli e dal Primo Maggio di Roma è uscita la candidatura vincente.

Tra le nomination, accanto al giovane autore leader degli Amarcord , si leggono anche nomi di Lucio Corsi, Francesco Motta, Federico Braschi e Edoardo D’Erme (Calcutta).

“ E’ un premio completamente inaspettato frutto del lavoro di tutti. Senza gli Amarcord e il lavoro di tutte le persone che ci seguono, niente di tutto quello che ci sta capitando sarebbe stato possibile ”, racconta Francesco Mucè, e continua: “ Quello che sta succedendo dà a me e al gruppo un grande stimolo per concludere il nostro secondo album in uscita nel 2018. Ringrazio Massimo Bonelli (iCompany) che ha pensato a me per un premio così importante. 

Dopo aver suonato sul Palco del Primo Maggio Roma , essere stati scelti da Amnesty International tra le band emergenti portatrici di un messaggio affine alla mission dell’organizzazione e aver partecipato a Musicultura, un’altra grande soddisfazione per gli Amarcord in questo 2017, iniziato con l’intenso periodo di registrazioni per il secondo album nello studio privato di Luciano Ligabue , che ha scoperto gli Amarcord grazie al Rock Contest di Controradio .

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www.amarcordband.com

Facebook: Amarcord band

Frontiere è l’emblema di  “Ventitre”. Questo brano infatti racconta l’ascesa al vertice di un leader carismatico che promette al suo popolo “nuove promesse, nuove opportunità, e la possibilità di una nuova realtà, di una nuova identità, attaccando direttamente il sistema che “difetta” e auspicando un nuovo mondo, pieno di magie e vuoto di stereotipi, un mondo in cui ognuno non è condizionato e omologato già dal momento della nascita. “Ma sarà vero?! Il popolo farà bene a fidarsi ?!O cadrà nella morsa del dittatore ancora una volta?!

 

Biografia

Ventitre (nome d’arte di Gianluca Isgrò) è un cantautore siciliano di 26 anni. Nato da genitori catanesi il 10/05/1991 è il secondo di due fratelli, e si ritiene molto legato alla famiglia. 

Nella vita si occupa di intrattenimento ed è impegnato attivamente nel sociale. 

Ventitre nei suoi brani si mostra satirico e malinconico, a tratti anche comico. Con la sua potente energia, cerca di trasmettere al proprio pubblico la voglia di superare il macro sistema che ci rende impotenti sperando che un giorno qualcosa possa cambiare. L’obiettivo però è quello di non stressare l’ascoltatore ma divertirlo facendolo al contempo riflettere. 

Fb: https://www.facebook.com/gianluca.isgro

I consigli della psicologa dell’età evolutiva, dott.ssa Milena Giacobbe

Tempo di vacanza: indubbiamente con la chiusura delle scuole i genitori si trovano di fronte al problema di come tenere impegnati i figli, se prediligere la compagnia dei nonni o far frequentare ai bambini centri estivi o grest organizzati ormai da ogni comune o parrocchia. E poi, per i più fortunati, le sospirate vacanze …
Innanzitutto, soprattutto per i bambini che hanno frequentato la scuola, è necessario un periodo di “defaticamento” che permetta loro di accomodare tutte le nozioni imparate durante l’anno scolastico. Ciò non significa ozio assoluto, ma la possibilità di mettersi alla prova in maniera diversa.

Cimentarsi in attività ricreative diverse dalle solite permette ai bambini di sperimentarsi e mettere in campo le capacità acquisite. Ben vengano quindi sia attività ludiche strutturate e condotte da educatori esperti come nei centri estivi, sia il diventare l’aiutante del nonno che deve ridipingere la ringhiera del balcone … il tutto proposto ricordando che le regole  servono a dare sicurezza ai bambini ed a evitare spiacevoli conseguenze durante “ i lavori”. È bene quindi concordare poche e chiare regole prima di qualsiasi attività! Le esperienze estive, poi, possono aiutare a rinforzare l’autostima dei piccoli, che facendo nuove esperienze si renderanno conto di essere cresciuti rispetto all’estate precedente e “capaci”!
I bambini sperimentandosi in contesti apparentemente meno rigidi della scuola avranno l’opportunità di scoprire come utilizzare la libertà di cui godono: stimolati in maniera corretta potranno usare la loro fantasia per inventare nuovi giochi, ma nello stesso tempo, dovranno cimentarsi in relazioni nuove con bambini magari di età differente dalla propria, incrementando così le loro capacità
L’estate poi è il momento migliore per scoprire il territorio che ci circonda: gite in campagna o nelle città vicine stimoleranno i piccoli e gli mostreranno ciò che magari hanno visto solo indirettamente nei libri.
Infine le vacanze con i genitori: mare o montagna sono indifferenti fonti di stimoli e conoscenza, ma soprattutto sono la possibilità di vivere per diversi giorni con tutta la famiglia e di godersi mamma e papà che non devono scappare per andare al lavoro!  Ai genitori il consiglio di fare in modo che sia vera vacanza per tutti, trovando il modo di rispettare non solo le esigenze dei bambini, ma anche le proprie, cercando dei compromessi che soddisfino tutti. È vero che si è in vacanza, ma è anche vero che la regola del rispetto reciproco non deve mai venir meno ed è fondamentale non solo nel mondo degli adulti. Quello che serve, invece, è un po’ di elasticità, tanta voglia di divertirsi insieme e lo sforzo, da parte degli adulti di ricordare  che a volte le situazioni nuove e lontane dalla routine possono incutere un po’ di timore ai bambini, che come sempre hanno bisogno “solo” di essere rassicurati per poter vivere fino in fondo anche questa avventura …

Dott.ssa Milena Giacobbe

Psicologa dell’età evolutiva

Viale Buonarroti, 13 Novara

Cel. 348.3173462