Invito alla lettura: COSMOFOBIA di Lucìa Etxebarrìa

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Cari lettori, in una domenica autunnale, rilassante e piovosa come questa (al Nord piove da stamattina….) vi consiglio questa profonda e curiosa lettura, che aprirà le porte verso vari aspetti esistenziali e sociali.
Vi presento alcuni paragrafi per invitarvi ad abbandonarvi a questo meraviglioso romanzo, che per me rimarrà sempre un ricordo indelebile.
Buona lettura amici!
l ruolo di Bom andò ad Alaska e il ragazzo era Pedro Almodòvar.
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…cambiando la prospettiva con cui la si guarda anche la storia cambia, non sapremo mai se un’occasione persa non è stata in realtà un’occasione guadagnata, e dunque non serve a niente lamentarsi per quello che poteva essere e non è stato.

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…La maggior parte, a causa delle carenze affettive, presenta sintomi di iperattività, aggressività, disturbi alimentari, problemi di coordinazione motoria o di inserimento scolastico.
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…quando ad un bambino viene istintivamente da picchiare gli altri senza un motivo apparente, è sempre perchè lui per prima viene picchiato…
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…una ragazza dolcissima, che tiene sempre gli occhi bassi in un atteggiamento che non si sa se definire sottomesso o cupo, ed è un peccato che non li alzi e non li mostri con orgoglio…
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…il quartiere è multiculturale, non interculturale, e Claudia glielo ripete spesso; le comunità si tollerano ma non si mescolano, e i limiti vengono sempre rispettati.
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…quando Antòn le manda un messaggio sul cellulare, la Mamma tarda sempre uno o due giorni a rispondere , e questo basta ad Antòn per confermargli che non lo considera una priorità nella sua vita.
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…e a molti, specie ai sudamericani, sembra strano che siano degli uomini che vogliono occuparsi dei bambini, e ne diffidano.
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…che a una certa età bisogna scegliere tra la faccia e il c…., che più sei grassa meno rughe ti vengono: lo so.
 
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…la memoria ripercorre corridoi pieni di ragnatele in cui non si addentrava da parecchio tempo, e ricorda sequenze, momenti, immagini. Come se non bastasse, ha appena riconosciuto la canzone.
 
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…Non c’è niente di più inutile e patetico che ubriacarsi ascoltando una musica ferita di ricordi.
 
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E lui le diceva che l’amava e tutte quelle cose che si dicono quando uno è arrapato.
 
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…E mia nonna, poverina, ogni volta che mi vede mangiare insalata mi dice: “Non ricomincerai con certe sciocchezze, vero?” So che lo fanno con le migliori intenzioni, ma sono tutti così goffi…Non mi chiedono come sto, cosa mi spaventa, se piango o se ho qualcuno con cui parlare. Per loro, e non mi importa quante volte gli ho spiegato il contrario, si riduce tutto a un problema di immagine, al fatto che mi veda grassa oppure no, che mi veda bella o meno. Ormai ho lasciato perdere perchè tanto sono irrecuperabili. Mi dicono di mettere su qualche chilo quasi senza guardare il mio corpo; credo che ormai me lo ripetano per semplice abitudine, proprio come a una donna incinta si dice che sta divinamente anche se sembra una portaerei, sa?
 
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E’ da così tanto tempo che penso agli altri da aver dimenticato chi sono io. Succede a tutte noi del gruppo, tutte noi vediamo con  meridiana chiarezza la realtà di chi ci circonda ma non sappiamo avere cura dei nostri corpi, della nostra vita. E come se fossimo affette da una miopia selettiva. Non ci sono realtà oggettive che tengano . O almeno  non ci sono per me; io non so vedere me stessa. Per questo mi vedo sempre grassa anche se non lo sono.
 
 
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…I diversi gruppi si sopportano, ma non stabiliscono dei rapporti veri e propri. Per questo si convive senza gravi problemi, ma tra i gruppi non ci sono veri scambi, il meticciato non esiste, neanche lontanamente.
 
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Così, con il passare del tempo, mi ero abituata a staccare il telefono ogni volta che stavo  con lui. E, ovviamente, così finiva che mi allontanavo dalle mie amiche, perchè passavo sempre più tempo con lui, e quanto più stavo con lui meno vedevo le mie amiche, ragion  per cui  avevo sempre più bisogno di lui: un circolo vizioso.
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