“Il cimitero della coscienza”: il romanzo di Verdiana Clio

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Un viaggio allucinante negli inferi di una coscienza divenuta oscura come un languido cimitero che inghiotte paurosamente tutto: nemici e ostacoli, veri e presunti; nel mondo di una donna molestata che vede crollare tutte le sue certezze interiori. Può il male deturpare l’anima umana fino a renderla nera e feroce come quella di un serial killer? Se il cuore umano non trova certezze e soluzioni alle quali aggrapparsi nel centro di un problema che appare inestricabile e terribile, che incide pesantemente nell’esistenza, allora può condurre la persona a mutare e percorrere pericolosamente le vie più spregiudicate: uccidere può essere talvolta l’unica possibile soluzione al problema; ma può anche diventare un’ossessione, una ragione per sopravvivere o riscattare la propria dignità offesa. Di molestia, infatti, si può non solo morire, di molestia si può giungere anche a perdere la ragione: il contatto con il male può essere fatale anche all’anima più candida. In questi casi solo l’amore può diventare l’unica e vera salvezza, un rifugio sicuro contro le brutture della vita.

Per acquistare il libro: http://www.ibs.it/code/9788860969750/verdiana-clio/cimitero-della-coscienza.html

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Stalking: un nemico che spaventa, uno spettro che perseguita e che rende le giornate cupe e piene di ansia.
Un tema delicato, difficile e spesso evitato che può essere raccontato davvero solo da chi l’ha vissuto sulla propria pelle e ne ha provato gli orrori emotivi: è quello che ha deciso di fare la scrittrice Verdiana Clio, con il suo romanzo “Il cimitero della coscienza”, edito dalla casa editrice Kimerik, acquistabile anche su: http://www.ibs.it/code/9788860969750/verdiana-clio/cimitero-della-coscienza.html

Incontriamo, intervistiamo e conosciamo meglio l’autrice, bibliotecaria di Pisa:

Di cosa parla il suo libro?
Il mio libro parla del fenomeno dello Stalking partendo da un’esperienza personale per indagare ciò che può causare nelle donne: anche disturbi di tipo psicologico. E’ un libro per le donne e dalla parte delle donne.

Come è nato il suo libro?
La scrittura come terapia per guarire le ferite dell’anima. Quando sono entrata in depressione il mondo per me ha smesso di esistere. Vivevo in un universo buio, avendo estromesso ogni interesse per la vita compresa la gioia di esistere e l’avventura di sperimentare…le novità giornaliere: la mia anima era precipitata in un cimitero. C’erano le ossa delle mie idee, l’incubo della mia quotidianità, gli incubi notturni, di sangue, di morte e di dolore. Mia figlia è stata il faro che ha illuminato il mio cammino, e mi ha tratto dal fango dell’inedia, dell’incoscienza e forse anche dalla fatica di esistere…da una morte mentale sicura perchè non riuscivo a sopportare di convivere con il mio molestatore che mi faceva mangiare pane amaro ogni giorno insidiandomi nel lavoro con angherie giornaliere di ogni tipo. Ho rischiato di impazzire veramente…Mia figlia mi ha detto: ” Scrivi il tuo malessere, inventa una storia su cui puoi rovesciare il tuo rancore ed avere anche una piccola vendetta letteraria”

Quale è il messaggio che vuole trasmettere ai suoi lettori?
Il messaggio che desidero trasmettere è una riflessione sia da parte dei legislatori che dei lettori. LA MIA ESPERIENZA DI STALKING è STATA DEVASTANTE:7 anni di sopportazione in una scuola, infine non ho avuto giustizia. La legge sullo stalking non tutela le donne, non completamente. Siamo alla mercè di una giustizia sommaria e superficiale. Una donna sottoposta a questo stress potrebbe anche perdere la ragione e passare dall’altra parte del muro. Diventare un’assassina, per esempio…In fondo di stalker non si può solo morire, si può anche impazzire.

Lei tratta un tema purtroppo oggi molto attuale e sempre più diffuso, lo stalking. Cosa pensa di questo fenomeno? Pensa che ci possa essere una vera “cura” a questo dramma?
Penso che il fenomeno sia ancora diffuso a causa della confusione dei ruoli, maschile e femminile. Se l’uomo in passato si sentiva padrone delle donna che si occupava principalmente della famiglia, dell’allevamento dei figli, adesso molti uomini di fronte all’emancipazione della donna sentono emergere la loro terribile fragilità. Non accettano il rifiuto, la fine di una storia d’amore diventa una tragedia. S’innesca un meccanismo perverso, il maschio sentendosi rifiutato insiste, perseguita e uccide. La vera cura? Educazione al rispetto, in famiglia e a scuola. E quando lo stalker perseguita pene più severe, più attenzione verso le donne. Basta con la tolleranza verso questi uomini malati e prepotenti. Se non sono in grado di rispettare le donne vanno imprigionati e messi in condizione di non nuocere più.

Lei ha studiato scienze occulte e si interessa di religioni e culture alternative. E’ stata utile questa sua preparazione per il suo racconto?
Dal momento che il mio racconto parla di una donna che opera magia, le mie conoscenze “occulte” mi son servite per la descrizione dei suoi rituali e di quelli della setta satanica alla quale è legata. A Bierntina, il paese in cui ho abitato c’era una setta che operava in segreto, dopo un’indagine infruttuosa coloro sono spariti nel nulla. Ho immaginato che la mia eroina oscura fosse agganciata a questa setta e operasse nel buio con delitti immaginabili…

A volte bisogna avere il coraggio di guardare nei sottofondi dell’umanità…e ciò equivale a guardare nel sottofondo della nostra anima…dove operano forze contrastanti, il bene e il male…

Cosa consiglierebbe ad una donna vittima di persecuzione da parte di un uomo?
Il mio consiglio è di denunciare sempre, ma spero che siano più fortunate di me…io non ho avuto giustizia.

Come trova oggi il mondo dell’editoria, soprattutto per gli scrittori giovani ed emergenti?
L’editoria a volte è deludente: ci vogliono soldi per pubblicare e come mi ha detto una cara amica che mi ha recensito, l’editing non è stato ottimale. Poi voglio vedere se tutte le promesse che mi hanno fatto verranno mantenute..

Quale è stata la difficoltà maggiore per farsi conoscere dal pubblico?
Beh, ho avuto molte recensioni, ma a causa dell’argomento controverso non riesco a trovare un posto dove fare una presentazione.

Come descriverebbe oggi il popolo dei lettori?
I gusti del pubblico non si possono discutere, ognuno giustamente ha il suo…

10. Come è cominciata la sua passione per la scrittura?

Scrivo da quando avevo 12 anni. Poesie e racconti gialli. Era il mio modo di comunicare, giacché ero timida e introversa.

11. Quale è il suo sogno segreto…?

Diventare una scrittrice affermata. Lasciare un pezzo della mia anima ai miei lettori. Diventare immortale nella mente di chi mi legge, lasciare un’impronta di me…Non so però se è un desiderio irraggiungibile.

12. Quali sono i suoi autori preferiti? C’è qualche corrente letteraria che predilige particolarmente?

Edgar Allan Poe, Stephen King, Dario Argento

13. Verdiana Clio nella vita di tutti i giorni…

Sono una donna di famiglia, una madre, una compagna di vita affezionata ed affettuosa. Amo leggere e mi occupo di recensioni sul sito QLIBRI.

14. Cosa vuol dire vivere tutti i giorni in biblioteca?

Significa vivere in mezzo alla cultura e ai ragazzi. Aiuto i ragazzi non solo nel proporre letture ma anche indirizzandoli verso le mete che vogliono raggiungere, consigliandoli, educandoli alla tolleranza e al rispetto verso i compagni e i loro professori.

15. Un consiglio per chi vorrebbe cimentarsi nella scrittura di un libro…

Scrivere è come prendere l’impronta dell’anima. Scrivere vuol dire osservare la realtà e renderla visibile, condividerla con i lettori…Trasformarla in sogno, mutarla in immagini…impossibili…Non si può insegnare come scrivere secondo me, ognuno ha il suo modo di rapportarsi con la scrittura e con i lettori. Scrivere è un dono che ci viene dato alla nascita come il colore degli occhi e dei capelli.

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