“Il lago del tempo fermo”: la scrittrice Laura Bonalumi ci presenta Viola e la sua straordinaria vacanza

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Isa Voi intervista…

Mamma, art director, amante della natura ma soprattutto scrittrice molto amata dai ragazzi: queste alcune caratteristiche di Laura Bonalumi, l’autrice di “Il lago del tempo fermo”, romanzo appena pubblicato da Il Battello a Vapore (Piemme).

Nata in provincia di Milano, scopre la sua passione per la scrittura dopo un’esperienza nel mondo della grafica, sia in Italia sia all’estero; diventata madre di due splendide bambine, cresce in lei giorno dopo giorno l’amore per le “parole”, leggendo storie per loro e inventandone altre a “misura” dei loro desideri.
Il gioco spontaneo nel mondo della fantasia si trasforma presto in realtà con i romanzi “Fragile” (Fara Editore – 2009); “Gli occhi del mondo” (Fara Editore, 2006);  “Wild Iri” (Ed. Nuovi Autori, 2002); e “La bambina dai capelli di luce e di vento” (Fanucci, 2013).
Proprio in questi giorni l’autrice sta presentando in molte città italiane la sua nuova opera, “Il lago del tempo fermo”, molto attesa dai giovani lettori pronti a “gustarsi” una nuova avventura ricca di emozioni.

Viola, col suo amore per la natura e il suo mancato attaccamento alla tecnologia, ci farà entrare in un mondo profondo e spesso trascurato che farà conoscere e amare lati sconosciuti e inaspettatamente interessanti.
Isa Voi ha avuto il piacere di intervistare Laura Bonalumi e di presentare il suo “ritratto” ai lettori:
  • “Il lago del tempo fermo” è l’ultimo suo romanzo: che avventura ci regala questa sua nuova opera?

Una storia ambientata in un paesino sperduto e senza nome, dove abitano persone davvero particolari, dove i negozi hanno tre insegne – e tre funzioni – dove il campanaro batte solo l’ora piena e dove la natura si ribella. 

In questo luogo Viola, una ragazzina di 11 anni e mezzo e suo padre trascorreranno le vacanze estive in una casa ereditata da uno zio.

  • Come descriverebbe Viola e cosa vuol trasmettere questo brillante personaggio ai lettori?

Viola è una ragazzina “particolare”: non ama i telefoni cellulari e i computer, preferisce osservare la natura. Ha una passione smisurata per la neve oltre che un’accesa curiosità; è un personaggio che racconta il mondo che la circonda, il mondo dell’adolescenza (o pre-adolescenza) con gli occhi di chi ama il silenzio, l’attesa, l’ascolto. Nel vorticoso e veloce mondo odierno, questa visione è un’eccezione; ma speriamo non lo resti a lungo!

  • Lei è autrice di altri romanzi per bambini: come è avvenuto il passaggio da case editrici minori a un grande nome come Piemme – “Il battello a vapore”?

E’ avvenuto grazie alla mia agente letteraria (Silvia Meucci) che ha letto e interpretato le mie storie, le avventure di Viola, e le ha sapute proporre. Già con il precedente libro: La bambina dai capelli di luce e vento, che è stato pubblicato da Fanucci.

  • Come è nata la sua passione per la letteratura per l’infanzia?

È maturata con il tempo, dopo la richiesta ufficiale ricevuta dalle mie figlie, affinché scrivessi una storia adatta a loro. Ma confesso di aver sempre letto e apprezzato i libri per ragazzi: La storia infinita, I ragazzi della via Pal – il mio preferito – , I pattini d’argento…

  • In “Fragile” e “Gli occhi del mondo” affronta tematiche rivolte agli adulti: è più difficile scrivere per i bambini?

Non posso dire che sia più difficile, scrivere non è semplice o facile in nessun caso, forse – nella letteratura per ragazzi – occorre fare molta più attenzione al linguaggio, ai temi trattati e al modo in cui vengono narrati. L’editoria per ragazzi in Italia è molto esigente anche se, purtroppo, vista ancora come narrativa di serie B.

  • Come descriverebbe il mondo dei bambini oggi?

Frenetico, rumoroso, veloce; troppo veloce. Con i miei testi cerco – umilmente – di spiegare che silenzio, calma, ascolto e osservazione, elementi indispensabili alla conoscenza e alla comprensione, rappresentano uno stile di vita positivo e meno carico di ansie, che ti permette di cogliere alcune sfumature della vita che non vediamo perché il bombardamento di informazioni ai quali siamo sottoposti non ce lo permette.

  • Secondo la sua esperienza, quali sono gli argomenti e le fantasie che i ragazzi vogliono trovare nelle pagine dei loro libri preferiti?

Dipende dalle età o dai gusti personali: ci sono ragazzini che amano i libri gialli, altri le storie d’amore, o la nuova tendenza letteraria del genere “distopico”. I ragazzi sanno benissimo cosa vogliono leggere, per fortuna la letteratura riesce a soddisfare ampiamente ogni desiderio!

  • Oltre che scrittrice, è anche mamma: le sue figlie come vivono l’esperienza di avere una mamma così speciale?

Ogni genitore è speciale! Diciamo piuttosto che sono una mamma un po’ noiosa, perché quando inizio a pensare a una nuova storia mi inabisso in ricerche profonde coinvolgendo tutti. Ma ho una famiglia molto paziente! Le mie figlie mi ascoltano, mi sopportano e mi supportano!

  • Oltre alla scrittura, quali sono le altre sue passioni?

La neve! Il Natale, il freddo, la cioccolata, le coperte calde, un camino acceso, i libri. Mi piace preparare dolci: torte e biscotti.

  • Dai suoi profili social traspare con piacere una entusiasmante amicizia con molte altri scrittrici famose: come sono i rapporti tra “colleghe” ed esiste una competizione tra le varie autrici?

Competizione? No. C’è molta solidarietà e collaborazione: ci piace ritrovarci, parlare delle nostre esperienze, condividere dubbi, gioie e rabbia. Sì, rabbia. Dare alla luce un libro, farlo crescere e vivere non è cosa facile!

  • Quanto aiuta il web nel successo di un romanzo?

Aiuta, certo; soprattutto per i contatti; anche se credo più al passaparola tra i lettori, al lavoro prezioso dei librai, delle biblioteche, delle scuole. Ma una bella segnalazione su un quotidiano e su un settimanale sono incomparabili!

  • Il suo rapporto con i fans?

Fans? No! I miei lettori sono ragazzi, a volte, bambini; molte insegnanti si sono affezionate ai miei libri, molte libraie (che non ringrazierò mai abbastanza), i fans li lasciamo ai grandi miti.

  • Da bambina sognava..

…di fare il pompiere! Avrei voluto davvero diventare un’eroina e salvare tanta gente. Poi, la veterinaria: gli animali sono sempre stati una mia grande passione. Crescendo, ho capito che mi piaceva molto disegnare e dipingere e, frequentando la suola giusta, facendo tante esperienza all’estero, sono diventata un art director e ho lavorato a lungo nel mondo della pubblicità.

  • Come si vede tra dieci anni….

Dieci anni sono troppi e sono troppo lontani. Posso dirle come mi vedo domani, che è giovedì e, solitamente, il giovedì faccio la spesa al supermercato. Dopodomani venerdì, vedrò la mia agente per un nuovo libro, sabato farò una presentazione in Mondadori e così via. Giorno per giorno. Ricorda? Calma. Osservazione, ascolto… lo dico sempre anche alle mie figlie: iniziamo a pensare a cosa faremo oggi. Domani, vedremo. Certo non posso negare di fare progetti, di programmare; sarei una donna fuori da questo tempo, cosa che, però, non mi dispiacerebbe!

  • Ha già pensato a un nuovo romanzo?

Oh, sì! La fine di una storia porta l’inizio di una nuova. Sempre.
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