La parola a Federica…

“VIGLIACCO CHI LO ABBANDONA”
Oggigiorno in una famiglia su due vive un animale domestico, ma quali sono le ragioni che inducono ad adottarlo?
Spesso si pensa all’animale domestico come ad un oggetto, del quale potersi disfare quando e come si vuole. Questo è già un primo, grosso, enorme sbaglio.
Un animale NON è affatto un oggetto, NON è un giocattolo da regalare come spesso – purtroppo – accade.
Quando si decide di adottare un cucciolo, di qualsiasi specie, bisogna prendere in considerazione ogni piccolo dettaglio, dalle spese economiche che comporta alle cure veterinarie fino ad arrivare ai bisogni e alle esigenze dell’animale stesso, punti questi estremamente importanti dei quali non si può fare a meno.

Ed ogni anno in Italia sono migliaiagli animali che vengono abbandonati, soprattutto in vista dell’estate, quando il nostro amico a 4 zampe o il nostro animale esotico, diventa un problema perché potrebbe intralciare,se non addirittura mandare a monte, le nostre tanto desiderate vacanze dopo un anno di duro lavoro. Ma perché non portare anche lui con noi?Del resto è parte integrante della famiglia. E invece si pensa bene di abbandonarlo senza neanche pensare alle conseguenze che tutto questo comporta, senza neanche avere dentro di sé un attimo di esitazione, quell’attimo che farebbe desistere dal compiere un gesto così atroce,vile,disumano.

La prima conseguenza è che quasi sicuramente l’animale abbandonato sul ciglio di una strada, in mezzo ad un bosco, lontano comunque dal luogo che soleva conoscere, non riuscirà a sopravvivere a lungo e morirà così, di fame e di sete, solo e senza nessuno al suo fianco.

L’abbandono mette quindi a repentaglio la vita stessa dell’animale che si ritrova a vagare senza meta, in un luogo che non è il suo, disorientato e impaurito dal rombo delle automobili, dalla confusione delle macchine che sfrecciano. E spesso accadono così gli incidenti stradali.

Abbandonare un animale significa anche incrementare il randagismo che porta non poche ed altrettante conseguenze di ordine pubblico (incidenti stradali), pericolo per l’igiene del suolo e dell’abitato(molti randagi frugano nell’immondizia in cerca di cibo, sparpagliando tutt’intorno i rifiuti), diffusione di zoonosi(malattie trasmesse dagli animali all’uomo tramite morsi o zecche), danni alla selvaggina.

Come se non bastasse, ad incrementare il randagismo sono anche i tanti giri di business che vedono l’animale randagio come una risorsa economica, da poter quindi impiegare in diversi mercati, quali:

  • pelli e pellicce
  • vivisezione
  • lotta clandestina tra cani
  • alimentazione

L’abbandono di un animale in Italia è vietato ai sensi dell’art. 727 c.p. , primo comma che così recita:Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro.”

Abbandonare un animale è quindi un reato non solo dal punto di vista giuridico ma anche e soprattutto dal punto di vista etico-morale.

Come si riesce anche solo a pensare di condurre, come se niente fosse, la propria vita sapendo di aver lasciato nelle mani della morte un essere vivente? Quell’essere che sino al giorno prima faceva parte della tua quotidianità e che ora svanisce, nel nulla?

Eh già, perché adesso sei tu l’animale, la vera bestia che lo hai abbandonato al suo tragico destino, senza neppure pensarci due volte, sei tu la bestia che pur sapendo parlare non riesci neppure a capire cosa significa amare.

Ed allora bisogna chiedersi: “che te ne fai della parola quando non sai neppure cogliere la bellezza di un fiore?”

Federica Voi
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