Lo scrittore…secondo Gianni Rodari

download (5)

Cari lettori,

oggi voglio proporvi alcuni passi del libro “Rodari, le parole animate” di Interlinea: alcune frasi che mi hanno arricchito e mi hanno trasmesso tutto l’amore che questo magistrale scrittore sentiva per la scrittura e per il mondo dell’infanzia.

Parole che parlano di uno scrittore che usava le parole per stimolare la fantasia dei bambini e che voleva riempire i loro pensieri e cuori di sogni e creatività.

Leggendo questo libro, ho sentito viva la gioia di essere uno scrittore, ma non per fama, per denaro o per ambizione: scrittore per poter esprimere la propria natura e per poter trasmettere quella forza innata e incontrollabile di “vivere” con le parole. Una forza senza la quale non avremmo avuto grandi capolavori, come Fiabe al telefono , Filastrocche in cielo e in terra e Il libro degli errori. 

L’altra settimana avevo un invito a Parigi. All’ultimo momento, invece di prendere il treno, ho preso la corriera e sono andato ad Abbadia San Salvadore, ho preso una stanza in albergo e fatto lo scrittore. Sorretto da un ottimo calorifero, da una cucina sana e non troppo piccante e dallo spettacolo della neve che cadeva fuori dalla finestra come in un presepio, scrivevo a macchina otto-nove ore al giorno, e così per sette giorni, e a venir via mi veniva da piangere. Di queste settimane purtroppo nella vita ne avrò poche. (lettera dell’8 dicembre 1962)

…….

Adesso vi saluto e vado al giornale. Sai, quella cosa di carta, tutta scritta. Un po’ come un libro, però con meno pagine. Però le pagine sono molto più grandi. A me mi pagano per scrivere un pezzettino di pagina tutti i giorni: ti sembra una cosa seria, da dedicarvi la vita?”

(lettera del ’68 a Ponchiroli)

……

Tu non puoi immaginare quanto io mi disinteressi delle mie cose, una volta uscite da casa mia; praticamente le dimentico; non ho mai letto intero un mio libro stampato neanche per vedere gli errori tipografici.

Nel caso delle filastrocche, la mia ideologia è la seguente: primo, non si tratta di poesie, neanche da lontano, ma di filastrocche, fatte per divertire, o per insegnare qualcosa, o per dare delle informazioni, insomma appartengono interamente alla sfera pratica e non ho nei loro riguardi l’atteggiamento dell’artista nei riguardi dell’opera, perché non sono un’opera e io non sono un artista.”

(lettera dell’8 agosto 1960 a Giovanni Arpino)

Poche ma profonde parole che ogni scrittore, emergente o no, sentirà sue. Parole che insegnano, come diceva Gianni Rodari, a “sognare in grande, in un mondo che  peggiora, in una società che degrada di giorno in giorno“.

images

Precedente 2 giugno 2016, 70 anni "di Noi" italiani Successivo Beniamo Baleotti, lo chef di Detto Fatto, riceve la Laurea Onoris

Lascia un commento

*

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.