Psicologia: ADOLESCENZA e AUTOLESIONISMO

autolesionismo
I consigli della dott.ssa Milena Giacobbe, dott.ssa dell’età evolutiva

Ancora uno strano graffio sul polso … e altrettanto assurda la spiegazione di come Sara se l’è procurato! E improvvisamente un pensiero si fa strada nella mente dei genitori: sembra impossibile, ma forse Sara si è procurata quei segni da sola. Perché?

Quello dell’autolesionismo è un fenomeno in crescita negli ultimi anni, soprattutto tra le ragazze tra i 12 e i 14 anni.

All’origine di questi gesti c’è un vissuto di solitudine e depressione. Il taglio, il procurarsi dolore diventa il modo che questi adolescenti trovano non solo per sentirsi vivi, ma anche per chiedere aiuto. Se succede qualcosa che turba il loro equilibrio, questi ragazzi non riescono a trovare le risorse per reagire, e l’ansia e la tensione che li pervade sfociano in questo gesto che a volte appare liberatorio.  A poco a poco  il senso di vuoto e solitudine si trasforma in rabbia, verso l’adulto che non capisce e non vede (o vede solo l’apparenza) ma anche verso i coetanei. Spesso infatti il primo gesto di autolesionismo scaturisce dopo una lite con un amico/a o dopo il rifiuto del primo amore. Purtroppo solo il 7% di chi si taglia, lo fa una volta sola, il resto prosegue questa pratica per mesi e, a volte, per anni, magari intervallando dei momenti di astinenza.

Gli adolescenti con questa problematica hanno delle solitamente delle difficoltà nelle relazioni soprattutto con i pari; la loro solitudine è dovuta al senso di inadeguatezza che provano vicino ai compagni. Per questo è difficile che parlino del loro problema e, a volte, le chat diventano il luogo “protetto” dentro al quale confidarsi e cercare chi può capire il problema. Allora si scopre che la solitudine di questi ragazzi è legata al non essere riusciti a creare un rapporto di comprensione basato sul dialogo con i genitori, il che li ha portati a una scarsa fiducia in se stessi, bassa autostima ed accettazione di sé. È vero che il difficile rapporto con se è tipico dell’adolescente, ma nei ragazzi che si auto-lesionano, questi tratti sono molto marcati e spesso si fa fatica a trovare risorse per contrastarli ed aiutare l’adolescente a costruire una personalità matura e adeguatamente strutturata. Nelle ragazze soprattutto può capitare, a causa degli sconvolgimenti fisici  e ormonali in atto, che sentano il loro corpo estraneo e che cerchino di “riappropriarsene” attraverso il dolore. Inoltre Il dolore fisico è i più sopportabile del dolore psichico. Può anche innescarsi un meccanismo di autopunizione : se non si amano abbastanza o pensano di non essere amabili, possono indirizzare queste pulsioni negative su di se e infliggersi dolore. Insomma Non si piacciono, odiano il proprio corpo, al punto di non avere la minima fiducia in se stessi, ma neppure negli altri. Molti degli autolesionisti tendono ad essere perfezionisti, incapaci di gestire e di manifestare verbalmente intense emozioni, il che porta anche a sbalzi di umore importanti.

E i genitori come devono comportarsi? È bene non sottovalutare il problema, ma osservare attentamente ogni cambiamento e comportamento.  Vestiti larghi o lunghi per nascondere le ferite, lividi e ferite inspiegabili, irritabilità, amicizie che si assottigliano o rapporti che diventano quasi “ossessivi” sono campanelli d’allarme: qualcosa sta profondamente turbando il ragazzo o la ragazza che abbiamo di fronte …

È necessario allora analizzare il proprio comportamento da genitore e capire se l’adolescente che abbiamo davanti è frustrato perché non riesce a rispondere alle aspettative di mamme e papà o degli insegnanti o degli amici … inoltre è bene pensare a quanti no e divieti sono sottoposti, in nome dell’educazione che devono ricevere. Ma gli adolescenti hanno bisogno di approvazione e di sentirsi dire che l’adulto li stima ed è orgoglioso di loro.

Mai arrivare a dire al proprio figlio: “Che delusione, adesso fai anche questo …”: è un modo sicuro di perdere la battaglia contro il senso di vuoto sentito dal proprio figlio e non una mossa vincente per metterlo di fronte alle sue “responsabilità”!

  

Dott.ssa Milena Giacobbe

Psicologa dell’età evolutiva

Viale Buonarroti, 13 Novara

Cel. 348.3173462

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