Psicologia: AIUTO, MIO FIGLIO E’ STATO BOCCIATO !!!

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Psicologia: AIUTO, MIO FIGLIO E’ STATO BOCCIATO !!!

Cari amici, genitori e insegnanti,

oggi voglio riproporvi l’articolo di una esperta psicologa dell’età evolutiva, la dott.ssa Milena Giacobbe di Novara, che affronta un tema molto interessante soprattutto in questo periodo dell’anno: la promozione e la bocciatura dei nostri bambini. Ecco qualche valido consiglio per gestire la situazione al meglio e interagire positivamente  con i nostri figli.

“Per molti studenti sono arrivate le sospirate vacanze, per alcuni purtroppo il periodi estivo corrisponde invece a un momento da dedicare quasi esclusivamente al recupero dell’anno scolastico perso, perché il responso della pagella è stata una bocciatura.

È abbastanza raro che una bocciatura arrivi del tutto inaspettata, segnali dovrebbero essercene stati parecchi durante tutto l’anno scolastico, ma l’impatto emotivo è sempre abbastanza pesante, sia per l’alunno che per la sua famiglia.

Innanzitutto è bene pensare profondamente alle cause della bocciatura e alla motivazione che ne ha dato l’istituto frequentato. Ci sono bocciature che assomigliano a punizioni perché conseguenti al disinteresse quasi totale mostrato durante l’anno scolastico e altre che invece si travestono da seconda opportunità data a chi ha avuto delle difficoltà e per questo non potrebbe “sopportare” il carico didattico del successivo anno di studio

Comunque sia la bocciatura  spesso vissuta come un fallimento, spesso anche dai genitori. In altri casi, invece, la responsabilità viene completamente riversata sui docenti o su altre cause esterne, il che mette al riparo il bocciato dal rischio di una eccessiva svalutazione di se stesso, ma non lo aiuta a comprendere non solo le cause della bocciatura, ma, soprattutto le motivazioni della probabile perdita della voglia di imparare e conoscere che sono alla base di qualsiasi processo di apprendimento.

Ecco perché è proprio in questo ambito che i genitori dovrebbero intervenire, analizzando con il proprio figlio le vere motivazioni della bocciatura e cercando un rimedio, assumendo ciascuno la propria parte di responsabilità per ciò che è successo. Talvolta infatti aspettative troppo alte o un atteggiamento iper-protettivo, rischiano di far perdere di vista le reali capacità del proprio figlio e le sue aspirazioni ed inclinazioni.

I castighi possono essere utili solo se si ritiene che il proprio figlio non si impegni a trovare una soluzione. Ma anche in questo caso bisogna sempre “lavorare” su due piani: punire il comportamento errato, ma accogliere la sofferenza e la difficoltà che si nasconde dietro tale comportamento. E, soprattutto, scegliere punizioni che i genitori possono “portare a termine”: inutile minacciare di sequestrare il telefono per un mese, se dopo una settimana non si resiste alle richieste pressanti di restituzione. Molto meglio comminare subito una settimana! Inoltre è bene non caricare i ragazzi della propria delusione: dire “Sono dispiaciuto”  e magari “Arrabbiato con me stesso perché non ho capito come aiutarti” è molto meglio che dire “Mi hai deluso” e suggerisce al bocciato che le responsabilità esistono (possono anche non essere tutte sue), ma devono essere affrontate!

Dopo la bocciatura, infine, è necessario non prendere decisioni avventate, soprattutto  sull’eventuale cambiamento di scuola o indirizzo di studi. La scelta della scuola superiore per un adolescente è molto importante perché lo aiuta a trovare una propria identificazione a livello personale. Proporre un istituto professionale invece di un Liceo potrebbe implicitamente trasmettere uno screditamento delle capacità del figlio e magari far proseguire il corso di studi liceali solo per non deludere i genitori. Arrivare il più possibile ad una scelta ragionata e condivisa è una dei modi di riaccendere la voglia di impegnarsi.

Se invece ci si rende conto che dietro alla bocciatura ci sono delle reali difficoltà di apprendimento, è bene invece cercare di individuarle il più precisamente possibile, mettendo poi a punto un metodo di studio che permetta di potenziare eventuali punti deboli, utilizzare al meglio i punti di forza ed evitare il più possibile di utilizzare meccanismi magari non funzionali al ragazzo stesso. In questo caso, però, sarebbe utile farsi seguire da uno specialista., che potrebbe individuare anche quali caratteristiche della personalità rallentano i processi di apprendimento (come ansia, bassa autostima o altro ancora)

Solo così l’estate, anche se impegnativa, potrà essere il vero momento di svolta per la carriera scolastica. La bocciatura sarà un incidente di percorso che avrà permesso a genitori e figli di stabilire una sorta di nuovo accordo che prevede un impegno costante dello studente e un sostegno incondizionato dei genitori. Il trauma della bocciatura sarà allora superato insieme.”

 

Dott.ssa Milena Giacobbe

Psicologa dell’età evolutiva

Viale Buonarroti, 13 Novara

Cel. 348.3173462

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