Psicologia: LA FORZA DI NON ARRENDERSI MAI

I consigli della psicologa dell’età evolutiva
Mi ha raggiunto una notizia triste, che mi ha fatto riflettere. Chiara alcune sere fa è andata a dormire e non si è più svegliata. Chiara era una ragazza “particolare”, aveva una di quelle sindromi con un nome più o meno strano che però hanno un significato comune: il suo percorso di vita è stato fin da subito assai difficile e il desiderio dei genitori è sempre stato quello di vederla serena, inserita in una comunità che la accogliesse con i suoi pregi ed i suoi difetti e che, invece di rendere ancora più difficile il suo cammino, lo agevolasse almeno un po’.  Il desiderio, in fondo, di ogni genitore.  
L’interrogativo che mi pongo è se questa nostra società oggi sia in grado di rispondere a questa esigenza  o se tenda a delegare se non a dimenticare …

Così anche il dolore della perdita assume dei contorni particolari. Molti anni fa, quando lavoravo a tempo pieno in un centro che si occupa di portatori di handicap, diedi ad una mamma la notizia della morte di uno dei “miei” ragazzi. Sul suo volto vidi subito comparire il dolore, ma ciò che mi colpì fu ciò che mi disse: “In fondo è ciò che speriamo noi genitori di ragazzi portatori di handicap … che loro muoiano prima di noi…” Allora mi sembrò innaturale.  Col tempo ho capito cosa intendeva quella mamma: il dolore che questi genitori si portano dentro non è legato tanto alla condizione dei figli, ma alla paura che tanto minore è l’autonomia da essi raggiunta, tanto maggiore è il rischio che nessuno voglia o sappia prendersi cura di loro, in una società che tende a non affrontare le difficoltà, ma a rimuoverle, a non avvicinarsi a ciò che è diverso, perché l’omologazione sembra la risposta a tutte le difficoltà  … E anche i sentimenti e le relazioni sembrano dover subire la stessa sorte.
Per chi come me conosce un po’ questo mondo, sa che a volte sembra un mondo parallelo, ma è una realtà in cui le relazioni, i sentimenti e le emozioni difficilmente si lasciano imbrigliare, etichettare ed omologare, basta avere il coraggio di farle emergere  . 
Io ringrazio Chiara e tutti i “miei” ragazzi ai quali spero di essere stata utile e di poter continuare in qualche modo ad esserlo, per quello che loro mi hanno insegnato: la forza dei sentimenti, espressi senza vergogna e senza remore,  l’importanza della comunicazione non verbale, che non può essere finta, la forza di non arrendersi mai, perché comunque sia, la vita è un’avventura che vale la pena di essere vissuta. E questo è l’insegnamento che come genitore spero di riuscire a trasmettere ai miei figli e come professionista di usare nel mio lavoro.
Ciao Chiara.
Dott.ssa Milena Giacobbe
Psicologa dell’età evolutiva
Viale Dante, 20 Novara
Cel. 348.3173462

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