Psicologia:SCUOLA: UNA NUOVA AVVENTURA? DALLA PARTE DEI BAMBINI

I consigli della psicologa dell’età evolutiva, dott.ssa Milena Giacobbe

Da poche settimane per molti bambini è iniziato un nuovo anno scolastico; per alcuni si tratta di riprendere un’abitudine consolidata, per altri è l’inizio di un’avventura da risvolti emotivi e “pratici” che possono inizialmente intimorire.
I più piccoli sono chiamati al primo distacco dalle figure di riferimento genitoriali, tanto che alcuni possono vivere tale esperienza come un abbandono. Fondamentale, allora, l’intervento di genitori e maestre che hanno il compito di trasmettere ai bambini la fiducia necessaria ad affrontare questa prova. Emotivamente infatti i piccoli sono pronti a tollerare la distanza “fisica” dai genitori e, soprattutto, ad entrare nel gruppo scolastico e ad impararne le regole.

 Le attività proposte, le dinamiche stesse di un gruppo di bambini curiosi di conoscere e conoscersi, abbinate ad una adeguata accoglienza in un ambiente sereno con tempi e modi pensati a misura di bambino permetteranno ai piccoli non solo di adattarsi alle nuove richieste scolastiche, ma di trarre gratificazione dalle stesse. Tutto ciò farà così scoprire ai bambini nuove capacità e, soprattutto, darà loro fiducia in se stessi. Proprio come avevano promesso mamma e papà, ce l’hanno fatta!
Certo, piccoli intoppi possono capitare e sono il segnale che i bambini stanno attivando delle strategie (che a volte agli occhi dell’adulto appaiono poco funzionali) per risolvere il nuovo compito. Infatti pianti, tentativi di “fuga”, notti agitate sono il segnale solitamente transitorio che il bambino sta cercando strategie per affrontare la scuola. Ai genitori e agli insegnanti il compito di incoraggiare e sostenere, senza mai sottovalutare la paura dei piccoli, ma accompagnandoli a sconfiggerla, stimolandoli a raccontare le loro emozioni e, a volte, suggerendo qualche rimedio magari “magico” come può esserlo solo il pupazzo preferito o il fazzoletto di mamma. Tanta pazienza e altrettanta fermezza suggeriranno al bambino che non è il caso di arrendersi, perché ciò che gli viene richiesto è veramente alla sua portata …
In fondo anche per gli step scolastici successivi la “ricetta” apparentemente semplice è sempre la stessa: infondere fiducia ai bambini/ragazzini che si trovano ad affrontare per la prima volta richieste di “studio” alla scuola primaria e in organizzazioni scolastiche sempre più complesse.
I bambini sono in grado di affrontare la nuova realtà perché pienamente in grado, dai 6 anni, di essere sufficientemente autonomi, sufficientemente in grado di controllare la propria istintualità e di concentrarsi, sufficientemente in grado di recepire regole condivise per vivere in un gruppo. Il bagaglio di competenze sociali, emotive e culturali fin’ora costruito costituisce un’ottima e sicura base a cui appoggiarsi.
È in questi anni che si forma la passione alla conoscenza, allo studio, alla lettura …
La scuola dovrebbe essere fonte di gratificazione, non sede del giudizio. dovrebbe realmente trasmettere i valori fondamentali soprattutto dell’accettazione reciproca a prescindere dalle capacità individuali e dalle caratteristiche di ognuno.

E tutto ciò non si riassume in un numero: noi genitori, oltre agli insegnanti, dovremmo ricordarcelo sempre

di Milena Giacobbe, psicologa

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