“Sogno un castello da vivere”: i bambini inventano la storia e costruiscono un libro “magico”

castello
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Ecco il libro realizzato dai bambini della scuola dell’Infanzia Elve di Novara, che racconta una storia fantastica risultata vincitrice al concorso “Ma che bel castello”, edizione 2013.
Il racconto raccoglie i sogni e le fantasie dei piccoli su un futuro fantastico del Castello Sforzesca di Novara; la trama ospita alcune personaggi tipici del territorio novaraese, come le risaie, le zanzare, le rane, ecc..

 

Il progetto ha visto l’utilizzo di varie tecniche grafico pittoriche e di diverso materiale di recupero.
Buona lettura!
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 Il testo
UN CASTELLO… DA VIVERE
Rana Gracidina, Zanzara Ronzina e Airone Cenerino vivono ormai da molto tempo nelle risaie che costeggiano Novara, quelle che in primavera si riempiono di acqua e diventano come delle grandi piscine: …il mare a quadretti.
Da questa postazione è ben visibile una bella cupola, la cupola di San Gaudenzio. Durante una delle loro lunghe chiacchierate, Gracidina, Ronzina e Cenerino, vedendo la cupola, si confidano sul desiderio di andare a vederla da vicino. Hanno sentito spesso il contadino parlare della cupola di San Gaudenzio come di una meraviglia…ma per vederla da vicino bisogna andare in città.
Airone:”Che ne dite, amiche mie, se domani, appena si fa giorno e siamo tutti ben riposati ci facciamo un viaggetto verso la città?”.
Rana:” Sarebbe bello, ma per me è troppo lontano…E’ vero, so saltare, ma mi stancherei molto prima di arrivare…e poi tutte quelle macchine sulle strade…è troppo pericoloso!”
Zanzara:” Oh, come mi piacerebbe, ma ho delle piccole ali che non mi permettono di volare fin laggiù!”
Airone: “Non preoccupatevi per questo! Io ho ali grandi e posso volare lontano. Vi porterò io sulla mia schiena”.
I tre amici contenti si salutano e si danno appuntamento al giorno dopo.
Il mattino spunta ed è una tiepida giornata. Dopo una sostanziosa colazione, Gracidina, Ronzina e Cenerino si ritrovano vicino alla seconda chiusa, il loro solito punto di incontro.
Airone: “Tutti a bordo, si parte!”
La rana e la zanzara si accomodano tra le ali dell’airone, tenendosi ben forte. Hanno un po’ di paura, non sono mai state così in alto! Ma l’airone vola molto bene e ben presto Gracidina e Ronzina si tranquillizzano e si godono un paesaggio mai visto. Il mare a quadretti è ormai lontano ed ora si vedono tante case, tante strade, tante macchine… Laggiù, la cupola.
Mentre sono dirette verso la cupola vengono attratte da un grande edificio con tante mura e tanto verde intorno. E’ molto grande ma un po’ malmesso. I tre amici, incuriositi, decidono di scendere per vederlo da vicino. C’è un grande cancello e quante finestre! Tante finestre piene di sbarre. Sembra un carcere.
La zanzara, che è piccolina si offre di volare attraverso le inferriate per andare a vedere l’interno, ma rimane delusa. Quanto spazio, ma è tutto così vecchio, triste e abbandonato…
Ronzina torna da Gracidina e da Cenerina che la aspettano impazienti, perché nel frattempo hanno scoperto che questa costruzione è un castello, il castello di Novara! Quanti racconti di castelli meravigliosi hanno sentito! Il contadino della risaia ama raccontare storie ai suoi nipotini!
Quando la vedono uscire dalla finestra le vanno incontro:” Allora, presto, raccontaci, cos’hai visto? Cosa c’è di bello lì dentro?”
Ronzina: “C’è tanto tanto spazio, e questo è bello, ma è tutto così vuoto e triste…”
I tre amici rimangono in silenzio e pensierosi…Tutto quello spazio…lasciato lì …come potrebbe essere utilizzato?
E’ ormai sera a Novara, il cielo si colora di arancione. L’airone, la rana e la zanzara sono stanchi e continuano a pensare: tanto spazio…come utilizzarlo?
Pensano, pensano, pensano…. Si addormentano…sognano sognano sognano…
Sognano…un castello da vivere.
Un castello del futuro, “giovane”, costruito con materiali…con cui si fanno i robot. Un castello di ferro. Un castello grigio con i fiori, perché questi colori insieme stanno bene.
Un castello di diamanti, perché sarebbe tutto brillante. Però poi i ladri con un laser potrebbero prenderne qualcuno…Ma no, impossibile perché il diamante è una pietra sacra con grandi poteri, anche se nessun scienziato ha scoperto quali poteri può avere.
Un castello di caramelle, con barrette di cioccolato e con guardie di cioccolato.
Un fossato pieno di palline colorate, dove i bambini si tuffano scivolando da uno scivolo a forma di proboscide di elefante. I genitori guardano i loro bimbi dall’alto delle torri riparate da tettoie rosse.
Un tappeto elastico pieno di fiori.
All’interno, nel mastio, lontano dai rumori, una biblioteca, dove tanti libri sono riposti in vetrinette, o su mensole o in librerie a forma di alberi e cespugli. Divani, poltrone, sedie per essere comodi.
Un teatro di burattini per divertirsi. Alcuni giorni gli spettacoli vengono preparati dai genitori per i bambini, altri giorni dai bambini stessi per i loro amici.
Una stanza con piedistalli e mensole dove disporre statue di legno o d’oro.
Una stanza moderna con computer per scrivere mail ad altre zanzare, la wii con il gioco “zanzara contro zanzara”, la x-box con la zanzara e l’airone, telecamere collegate ai poliziotti per controllare i cattivi.
Uno specchio magico di forma triangolare
Pareti con cuoricini e stelline, tante rose sui tavoli. Tanti divani, forse 32, di ogni colore, a righe, a quadretti, a fiori, o di un solo colore.
Un re con una giacca di piume verdi, pantaloni rossi e una corona con le stelle.
Dopo un lungo sonno pieno di idee, Gracidina, Ronzina e Cenerino si svegliano, e pieni di entusiasmo si raccontano i loro sogni. Come sarebbe bello realizzarli! Come fare?
Gracidina:” Noi siamo animali e non possiamo. Dobbiamo rivolgerci agli uomini che hanno grandi capacità per realizzare sogni e fantasie. Scriveremo una lettera e la lasceremo a qualcuno.”
I tre amici scrivono la lettera raccontando del loro viaggio, dei loro sogni e delle loro speranze. Nel viaggio di ritorno verso le risaie, dall’alto del cielo di Novara, si guardano intorno alla ricerca del posto più adatto dove depositare la “preziosa” lettera. All’improvviso un vociare di bambini che giocano in giardino, pieni di entusiasmo, vivacità, grinta e curiosità. Sono i bambini della scuola dell’infanzia Elve Fortis de Hieronymis.
Cenerino, Gracidina e Ronzina esclamano in coro: “ Ecco a chi lasciare la lettera!” e la lasciano cadere giù. I bambini accorrono incuriositi e portano la lettera alla maestra per farsela leggere.
Entusiasti di ciò che sentono, sanno che qualcuno potrebbe realizzare queste belle fantasie. Che bello! Un castello dove giocare e divertirsi! Chiedono alla maestra di portare quella lettera a coloro che decidono le cose di Novara e aggiungono: “ i castelli vecchi portano i ricordi di tanti anni fa…Il castello del futuro è un castello di fantasia che si può sognare, ma si può anche disegnare e se si vuole si può anche realizzare”.
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