Quando le Terre di Panthya saranno unite in un solo Grande Regno guidato da un forte condottiero potranno assurgere

alla potenza suprema piegando e sottomettendo anche le Terre oltre i Mari e il mondo si inginocchierà all’Imperatore degli Imperatori.
Comincia così l’antica profezia delle Terre di Panthya, tramandata oralmente di padre in figlio, in attesa che l’Imperatore degli Imperatori
possa assurgere allo splendore e alla gloria di essere unico sovrano del Grande Regno. Una profezia che si tramanda da secoli, che ha visto l’esplodere di conflitti eterni
tra i vari regni di quelle lontane e inospitali terre, che ha visto scorrere il sangue di numerosi guerrieri che si sono immolati in battaglie senza fine
per arrivare alla creazione di un unico Grande Regno che avrebbe visto uniti tutti i Regni di Panthya e che ha visto sterminare interi popoli in nome di essa.
E dopo anni di combattimenti sono rimasti solamente in due, due reami che stanno consumando gli anni in una guerra che sembra non avere mai fine.
Sylia di Gallian, un minuscolo reame che unico e solo sta resistendo alla forza spietata del dominatore,
il forte e potente Nikos di Sallen, che è riuscito a sottomettere tutti i regni delle Terre di Panthya. Sylia e Nikos sono nemici da sempre e per sempre,
si odiano, si combattono e solo uno dei due sarà riservato il destino di essere l’Imperatore degli Imperatori.
Solo l’esito di questa ultima infinita battaglia potrà stabilire chi dominarà per sempre le Terre di Panthya.
Due sovrani che sembrano destinati a combattersi per il resto dei loro giorni, una guerra che potrebbe non finire mai,
due maghi che tramano nell’ombra perché la profezia si compia, due eserciti che si stanno decimando, un conto in sospeso tra Sylia e Nikos,
una battaglia personale nella guerra tra i loro regni, una ferita aperta che non smetterà di sanguinare fino a che la profezia potrà essere compiuta
e un amore profondo e intenso che rischia di essere ignorato perché sepolto dall’odio. 
Disponibile su Amazon sia in formato cartaceo che ebook (anche in lettura gratuita con abbonamento KindleUnlimited), cliccando qui: LE TERRE DI PANTHYA. LA PROFEZIA
anche per chi non potesse leggere il formato Kindle, l’ebook è leggibile scaricando gratuitamente l’APP direttamente dal sito di Amazon

 

libri

Nei giorni scorsi alla scuola dell’infanzia Elve è arrivato un piccolo e simpatico uccellino che ha portato un messaggio ai bambini: il mattino successivo al suo arrivo, in una delle sezioni, il misterioso uccello lascerà un sacchetto regalo contenente un oggetto misterioso.

La gioia degli alunni è stata veramente incontenibile. Per ricevere questo dono, però, in cambio i bambini hanno dovuto preparare alcuni disegni raffiguranti i personaggi delle storie e delle fiabe che conoscono.

Con grande entusiasmo tutti si sono messi al lavoro mettendo in scena ricordi e fantasia, aspettando con ansia l’arrivo del giorno dopo.

E con grande sorpresa….il giorno seguente sul tavolo di una sezione i piccoli hanno trovato un sacchetto di carta arricchito dai disegni preparati proprio da loro.

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Ma cosa ci sarà dentro questo sacchetto? Tutti i piccoli toccano con delicatezza cercando di capire di cosa si tratta e, dopo vari divertenti tentativi, scoprono che si tratta di …UN LIBRO!

Un libro speciale, proveniente dalla Biblioteca Ragazzi di Novara, che ha pensato a un utilissimo pensiero per questi alunni.

Il titolo del libro è “Giorni di neve” di Komako Sakai, una storia ambientata in inverno.

Ogni sezione ha letto con interesse il racconto e eseguito lavori a tema, scoprendo anche il simbolo della Biblioteca novarese.

Ma le sorprese non finiscono qui: tra due settimane l’uccellino porterà un nuovo libro, e altri ancora fino alla fine dell’anno scolastico.

Non ci resta che attendere e arricchirci con tante nuove storie.

Grazie Biblioteca di Novara e grazie… generoso uccellino!

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Genitori, bambini, Biblioteca e insegnanti insieme per l’amore della lettura: è l’obiettivo che si è voluto porre la scuola dell’infanzia Elve di Novara che da settembre aderisce a un progetto triennale di monitoraggio in collaborazione con la Biblioteca comunale di Novara.

Partecipando al progetto Nati per Leggere, i genitori della scuola sono stati invitati a leggere tre frasi stampate su borse di stoffe e di votare la loro preferita.

L’iniziativa è stata accolta con interesse e curiosità, e ogni mattina mamme e papà hanno dedicato il loro tempo per far conoscere le loro scelte.

 

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Per gli insegnanti è stato molto stimolante sentire viva la partecipazione delle famiglie; la lettura e i libri sono un elemento molto importante e fondamentale per la crescita affettiva e cognitiva di un bambino. Accompagnare i propri figli verso il mondo dei libri significa saper dedicare costruttivamente tempo prezioso per la crescita dei propri bambini.

 

 

biblioteca

Lodevole è l’impegno della Bilioteca civica di Novara e della dott.ssa Cesa, che propone sempre nuove iniziative e appuntamenti per avvicinare i cittadini, grandi e piccoli, al mondo della cultura, in modo semplice e gratuito.

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Quale sarà la frase che avrà raccolto più voti? Ve lo comunicheremo a votazione conlusa!

A presto!

 

libreria Paoline

Un’esperienza davvero significativa e divertente quella che hanno vissuto lunedì 13 novembre gli alunni della scuola dell’Infanzia Elve di Novara.

I bambini di 5 anni, infatti, si sono recati con le loro insegnanti alla Libreria Paoline di Novara dove li attendeva l’incaricata del Comune della biblioteca civica novarese, Raffaella Andreozzi.

Animata da una grande passione per la lettura e per i bambini, Raffaella ha presentato ai piccoli una serie di letture animate che si avvicinavano al tema della giornata, la gentilezza.

paoline

In particolare, i bambini hanno ascoltato con curiosità i racconti: Sulla collina, Il gigante più elegante, Reginald e Tina: Devo offrire il mio gelato?, L’albero, Una tigre all’ora del tè, Federico…

Questo appuntamento ha valorizzato le risorse che il territorio novarese (biblioteca e librerie) può offrire ai piccoli della città, per poterli avvicinare il più possibile all’amore per la lettura e la cultura.

Le suore della libreria Paoline hanno organizzato insieme al Comune questo incontro per poter permettere anche ai bambini che non hanno la possibilità di acquistare molti libri, di poterne conoscere nuovi e soprattutto di poter ricevere stimoli importanti e preziosi.

paoline

Al rientro a scuola, i bambini insieme alle loro insegnanti hanno rappresentato l’esperienza vissuta: ecco i loro capolavori:

bambini

bambini

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E dopo i disegni, ecco alcuni pensieri dei bambini emersi durante la conversazione sull’esperienza vissuta:

  • Oggi  siamo andati in gita con il pullman
  • No, non era una gita, non siamo andati a mangiare i panini
  • siamo andati in libreria 

Maestra: cos’è una libreria?

  • è un mobile con i libri
  • c’erano molti mobili con tanti libri
  • eravamo seduti su un tappeto
  • una signora poi ha letto un libro
  • no, ne ha letti 5

Vi è piaciuto? Di cosa parlavano i libri?

  • Quella signora ha detto che dobbiamo essere gentili 
  • cioè bravi con gli animali
  • anche con la mamma e i compagni
  • alla signora abbiamo detto GRAZIE!

Un incontro letterario davvero ricco e coinvolgente quello che si è svolto la settimana scorsa a Novara.

Ospite della Biblioteca civica di Novara è stato lo scrittore e maestro di musica Alessandro Pierfederici, che ha presentato al pubblico le sue opere e ha regalato un interessante ritratto di sé.

L’artista, originario di Trieste, è reduce dalla vincita dei prestigiosi premi letterari “Kafka”: il romanzo “Ascesa al regno degli immortali” ha conseguito il primo premio nella categoria “Romanzo”; la raccolta di racconti “Racconti e memorie di isole e mari” ha ottenuto il primo premio per la categoria “Racconti ” e il saggio “Oltre le colonne d’Ercole” ha avuto il premio speciale della giuria nella categoria “Saggistica”.

L’incontro è stato condotto dalla dott.ssa Milena Giacobbe, psicologa dell’età evolutiva, che ha saputo cogliere con le sue riflessioni e curiosità gli aspetti più profondi dell’artista.

Lo scrittore è molto affezionato a tutte le sue opere, ma un sentimento speciale lo lega al romanzo “Ascesa nel regno degli immortali” perché il protagonista è un musicista, proprio come lui, ed è un racconto che è rimasto in gestazione per 17 anni.

Se fosse costretto a scegliere tra le sue opere, farebbe fatica a salvarne una.

Positivi i rapporti dell’autore con la critica letteraria: “A volte è andata oltre, in senso buono, rivelando qualcosa  di me che era nascosto; ha saputo leggermi tra le righe.”

Nel romanzo “Racconti e memorie di isole e di mari”, Pierfederici ricorda le sue vacanze infantili trascorse all’Isola d’Elba, insieme ai nonni: qui ci sono luoghi che serbano la memoria, che evocano determinate epoche, periodi, e predomina l’immagine dell’isola  che rappresenta l’isolamento, ma anche la protezione.

Alla domanda della dott.ssa Giacobbe “Chi è Alessandro Pierfederici: uno scrittore, un autore, entrambi?”, l’autore ha dichiarato con decisione: “Sono un musicista che scrive e uno scrittore che fa musica”.

Alessandro Pierfederici con la dott.ssa Giacobbe

Secondo l’artista è molto difficile scindere i due ruoli.  “Sento la necessità di dire qualcosa di nuovo, la curiosità di dire qualcosa di nuovo. Tutto questo si trasforma in scrittura. C’è qualcosa – continua Pierfederici – che mi affascina: gli elementi mentali incontrollabili, il mistero della mente.”

L’autore ha confidato ai presenti di rimanere affascinato dal fatto che un musicista fa nascere le proprie opere da un “foglio bianco”,dall’istinto. Secondo lui, l’artista ha il compito di rimanere bambino e creare da’ l’idea dell’infinito. “C’è qualcosa nell’uomo che è in infinito, che è proprio il pensare, il creare qualcosa che prima non c’era. E quando si tocca quella percezione  è fantastico”.

La dottoressa ha poi chiesto allo scrittore di descrivere le proprie opere con un aggettivo: “Ritorno al tempo che non fu” lo definirei fiabesco, una fiaba moderna, poiché descrive una realtà mediocre che esalta una musica sublime. E’ sbagliato, però,  per un artista staccarsi completamente dalla realtà nella quotidianità.

Il secondo – continua l’autore – l’ideale deve essere trovato dal reale quindi lo definirei idealista.

Il saggio lo definirei fantasioso: qui emerge spesso la figura dei padri; i veri figli di Verdi sono state le sue opere e in ognuna di esse c’è un padre.

lo scrittore con la moglie e la figlia

I racconti, invece, li definirei i libri delle memorie (del passato che è dentro di noi); sono racconti fantasiosi, magici, leggendari, che narrano un’umanità a 360°: c’è il rapporto con la natura, con i pesci, i pescatori, ecc..”.

Lo scrittore ha manifestato il suo dispiacere nei confronti del periodo  attuale, nel quale si sta dissacrando tutto, si sta perdendo la strada. E’ turbato per questa tendenza e volontà di dissacrare. Ha sottolineato che il rispetto per la vita e pensiero altrui dovrebbero essere assoluti. “Si perde un po’ di collocazione , come in un puzzle e mettiamo in disordine, tanto da non farne capire più il disegno.”.

Il lettore ideale di Pierfederici, come ha confidato lui, deve avere pazienza perché le sue opere tendono a non andare in profondità, rimangono in superficie e richiedono al lettore il bisogno di farsi delle domande. Il sogno di uno scrittore per lui è quello di scrivere qualcosa che sia sempre più bello, di cercare di rendere sempre più giustizia ai compositori di cui si occupa, poiché la loro grandezza è essere uomini per prima cosa.

Lo scopo dell’arte è quello di creare benessere – ci confida il maestro – di far star bene, di darci qualcosa in più. La musica e la scrittura hanno in comune questo.”.

Alcuni ospiti hanno chiesto all’autore che differenza c’è nel creare musica e creare un personaggio: “C’è sempre un elemento biografico, i personaggi che io creo nascono dal profondo. L’idea letteraria è qualcosa che si muove dentro lo scrittore, i personaggi vengono plasmati nel periodo storico scelto. La musica nasce invece da uno stimolo esterno che mette in moto la teatralità.”.

lo scrittore con alcuni ospiti

Pierfederici ha in cantiere nuovi progetti che presenterà presto ai suoi lettori. Non ci resta che aspettare le sue interessanti novità musicali e letterarie.

Per conoscere meglio Alessandro Pierfederici e poter acquistare le sue opere:

http://www.alessandropierfederici.it/Alessandro_Pierfederici/Home_page.html

 

 

 

Il libro che contiene le recensioni dei libri vincitori del Premio Letterario Nazionale Kafka

Ecco alcuni momenti della presentazione:

ioleggoperchè

Cari genitori, lettori, scrittori, nonni e amici,

da oggi al 29 ottobre riparte l’iniziativa IO LEGGO PERCHE’ ideata a favore delle scuole e per la promozione della lettura.

Come partecipare?

Tutti noi possiamo recarci in libreria, comprare uno o più libri e destinarli a una delle scuole della nostra città.

In particolar modo, io svolgo il ruolo di messaggero per la libreria PAOLINE di Novara, in corso Italia: invito tutti i miei amici a collaborare a questa interessante e ricca iniziativa che permetterà alle biblioteche scolastiche di arricchirsi con titoli nuovi.

Un modo semplice e solidale per stimolare nei nostri bambini (anche a chi non può comprare molti libri a casa) l’amore per i libri, la lettura e sviluppare la fantasia e la creatività.

Vi aspetto numerosi!

Ecco qualche informazione  sul progetto IO LEGGO PERCHE’:  http://www.ioleggoperche.it/it/home/

#ioleggoperché

#ioleggoperché è una grande raccolta di libri a sostegno delle biblioteche scolastiche.

È la più grande iniziativa nazionale di promozione della lettura, ed è organizzata dall’Associazione Italiana Editori.

Quest’anno è alla terza edizione. Grazie all’energia e all’impegno di messaggeri, librai, insegnanti e cittadini di tutta Italia e degli editori che hanno contribuito, nel 2016 sono stati donati alle scuole 124.000 libri, andati ad arricchire il patrimonio librario delle biblioteche scolastiche.

Da sabato 21 a domenica 29 ottobre 2017, nelle librerie aderenti sarà possibile acquistare libri da donare alle Scuole dei quattro ordinamenti: Scuole dell’infanzia, primarie, secondarie di primo e secondo grado.

Al termine della raccolta, gli Editori contribuiranno con un numero di libri pari alla donazione nazionale complessiva (fino a un massimo di 100.000 volumi), donandoli alle biblioteche scolastiche e suddividendoli secondo disponibilità tra tutte le Scuole iscritte che ne faranno richiesta attraverso il portale.”

leggere

Dal 14 ottobre riparte la ricchissima iniziativa “Letture per tutti i gusti” che fa parte del “Girotondo di storie” organizzato dalla Biblioteca Ragazzi di Novara.

Per i bambini dai 4 ai 7 anni, dalle 10.30 alle 11.30 ogni sabato, i nostri lettori proporranno tante bellissime letture animate di testi già noti e pubblicati recentemente.

L’appuntamento gratuito è in corso Cavallotti 6 a Novara. Vi aspettiamo numerosi.

volontari lettura

leggere

Il lettore volontario della Biblioteca Ragazzi di Novara Pier Paolo Pilò

I consigli della psicologa dell’età evolutiva, dott.ssa Milena Giacobbe

La lettura è un canale molto importante per lo sviluppo cognitivo ed affettivo dei bambini. Non solo, infatti, favorisce lo sviluppo della memoria e facilita e favorisce la comprensione del linguaggio, ma sviluppa al tempo stesso l’utilizzo della fantasia ed aiuta i bambini a pensare a situazioni ed avvenimenti in cui potrebbero essi stessi trovarsi.
Ovviamente le letture vanno scelte in base all’età del bambino, tenendo presente, comunque, che i piccoli riescono a distinguere realtà e fantasia senza difficoltà.
È importante seguire l’interesse del bambino, stimolarlo senza imporgli la lettura. Spesso i bambini si appassionano ad una fiaba e chiedono insistentemente che questa gli venga letta in continuazione. I motivi possono essere vari. Innanzitutto il momento della lettura rappresenta uno scambio tra l’adulto e il bambino, un momento affettivo molto importante. Inoltre nelle favole spesso i bambini trovano personaggi e situazioni in cui immedesimarsi e che, magari, stanno affrontando situazioni e “problemi” simili ai loro. Il simbolismo nascosto in ogni fiaba è proprio l’elemento che la rende così unica, e nonostante ci sia sempre un lieto fine che all’adulto può sembrare scontato, ai bambini è utile la ripetizione proprio perché li rassicura.
Il “vissero per sempre felici e contenti” è infatti un messaggio molto rassicurante per i bambini che ascoltano la storia e si convincono così che, nonostante le difficoltà, c’è sempre una via d’uscita che solitamente i protagonisti trovano attraverso l’ingegno o attraverso l’aiuto di qualcuno. I bambini imparano così sia a cercare soluzioni alternative, sia a richiedere aiuto quando da soli sentono di non farcela: dopotutto l’ha fatto anche il personaggio preferito ….
Per questi motivi è bene che le ragioni per cui una fiaba è preferita ad un altra rimangano un “segreto”, perlomeno fino a che lo decide il bambino, altrimenti il piccolo si sentirebbe “scoperto” e la fiaba perderebbe di efficacia.
Sempre per questo motivo è bene non spiegare il significato di ciò che viene letto: ciascuno trova il proprio. Quando il bambino si sentirà pronto, sarà lui stesso a voler condividere le emozioni provate con mamma e papà.
Bettheleim suggerisce di raccontare, più che leggere, in modo da lasciare spazio alla fantasia del bambino di immaginare ciò che ascolta, seguendo i suoi bisogni. Talvolta, anzi, il genitore che legge dovrebbe lasciare la possibilità al bambino di “interpretare” ciò che viene letto, in modo che il bambino autonomamente possa dar voce a questo o quel sentimento, a questa o quella paura e sottolinearli con l’enfasi che ritiene più opportuna. Talvolta è utile anche illustrare con disegni la favola preferita per permettere al bambino di esprimere e rielaborare ciò che la lettura gli ha suggerito.
Ogni età esige ovviamente un tipo di lettura diversa:
a sei mesi si possono utilizzare libri illustrati con molte “faccine”, a un anno filastrocche, dai tre/quattro anni le favole e , a poco a poco, libri che i bambini stessi chiederanno di leggere.
 Con l’adolescenza, poi, sarebbe importante ricercare libri che rispecchino gli interessi e i vissuti dei ragazzi: in un momento molto delicato della crescita in cui si sta costruendo l’identità e ci si pone molte domande, i libri dovrebbero contribuire a trovare le risposte, senza sostituirsi ai genitori …
I ragazzi ameranno la lettura solo se da bambini gli è stata trasmessa questa passione e il modo più semplice per i genitori di farlo, è amare essi stessi la lettura. Dedicare uno spazio “speciale” per la lettura, attrezzare una libreria che li accompagni nella crescita, condividere le loro scoperte editoriali possono essere efficaci stimoli, accompagnarli in biblioteche pubbliche ormai attrezzate per accogliere le varie fasce d’età.
Allora … buona lettura a tutti!!

Dott.ssa Milena Giacobbe

Psicologa dell’età evolutiva

Viale Buonarroti, 13 Novara

Cel. 348.3173462

 

biblioteca ragazzi novara

Cari genitori, insegnanti ed educatori,oggi voglio condividere con voi un utilissimo strumento educativo che gli esperti della Biblioteca Ragazzi di Novara hanno offerto ad alcune insegnanti della scuola dell’Infanzia durante un aggiornamento sui testi della letteratura dell’infanzia.

Capita spesso che noi adulti ci troviamo di fronte a un problema o a un disagio manifestato in qualche modo dai bambini che sono vicino a noi (distacco, disturbi del sonno, gelosia, problemi alimentari, ecc…) e ci sentiamo spiazzati e a volte impotenti.

Proprio per questo è molto utile farsi aiutare da esperti del mondo dell’infanzia, come pediatri, psicologi, educatori. Non bisogna sottovalutare, però, il potere della lettura: un libro adeguato può inaspettatamente fungere da ponte tra il mondo del bambino e le difficoltà verso cui va incontro.

Le parole, la fantasia, le metafore, i disegni spesso arrivano dritti al cuore e alla testa del piccolo prima di altri strumenti più strutturati. Certamente un libro non deve essere visto come la soluzione di un problema, ma sicuramente come un adeguato ausilio che può favorire il superamento di alcune difficoltà o la comprensione della motivazione che ha provocato il disagio.

Ecco una lista di libri utili per affrontare determinate tematiche relative al mondo infantile soprattutto per la fascia di età 3-6 anni.

Ringrazio gli addetti della Biblioteca Ragazzi di Novara che hanno regalato questa pratica “guida” letteraria che sicuramente ogni insegnante potrà usare quotidianamente.

Isa Voi

libri

cibo

gelosia

litigio

intercultura

inserimento

 

coach bob

Cari amici,

ecco una nuova puntata delle magiche avventure di Roberto Rattazzi e dei suoi amici volontari della Biblioteca Civica di Novara.

Adulti e bambini sono stati allietati dalle creative e curiose parole dei libri che hanno preso vita grazie alla voce di questi fantastici e attivi lettori, tra cui la coinvolgente Cristina Podestà.

Alla prossima tappa!

Le foto di questo servizio sono state scattate dal grande fotografo novarese CARLO SGUAZZINI.

letture

letture

letture

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libro

Voglio un libro che profumi di viole,

che cambi colore ai raggi del sole,

tra le pagine una farfalletta

che mi racconti una barzelletta

di un’ape e di un fiorellino

che si chiude quando sboccia il mattino.

Voglio un libro per mia sorella

con sulla copertina una rondinella

e con un titolo che è un titolone

“E’ ARRIVATA LA BELLA STAGIONE!”

Il sottotitolo?  “E’ PRIMAVERA!”

Voglio un libro con l’erbetta vera…

 

iris
Il libro, presentato a ScriptaManent lo scorso 7 aprile, protagonista dell’iniziativa promossa dal Gruppo C1V per donare le copie ai piccoli pazienti nei reparti pediatrici ospedalieri e a regalare sorrisi nell’ambito della clownterapia.

Al via “Un fiore in corsia” con il libro di Lara Di Carlo, IRIS, in dono ai piccoli pazienti dell’ospedale Bambino Gesù e dell’Umberto I di Roma. L’iniziativa, promossa dal Gruppo C1V Edizioni, rientra nel progetto “In corsia” che insieme ai volontari dell’associazione “Applausi Vip Roma Onlus”, promuove il valore della lettura nell’ambito della loro consueta attività di clownterapia, portando gioia e sorrisi con i libri C1V Edizioni dal 2010.

Prosegue dunque l’emozione di donare e di ricevere i libri nei reparti pediatrici ospedalieri, un’esperienza questa che è stata premiata con una menzione speciale dal Centro per il libro e la lettura del Ministero per i beni e le attività culturali sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco, nel dicembre del 2015, in riferimento alla donazione dei libri “Rosso Maltopo” di Giuseppe Ardagna e Sonia Teso, avviata il 23 aprile del 2015 in occasione della Giornata mondiale del libro.

IRIS è un piccolo fiore blu, simbolo della speranza, che vive diverse avventure, spesso cade, incontra nemici che lo ostacolano, ma si rialza sempre e non perde mai la voglia di vivere. Desidera un mondo migliore, e nonostante le avversità, continua a lottare e a trarre insegnamento dalle vicende per far trionfare i “colori” che ha dentro. Iris è un racconto per bambini e anche da leggere insieme a loro, dove i personaggi sono fiori, e ogni fiore ha un valore simbolico. Il libro, l’ultimo nato della collana Kids, ha la prefazione della scrittrice e insegnante Isa Voi e contiene le illustrazioni a colori della pittrice Romana Ricci.

Lara Di Carlo è nata nell’86 a Roma dove risiede. Ha scritto prose liriche e saggi pubblicati sulla rivista «Osservatorio Letterario». Ha vinto il Secondo Premio per la Sezione “Saggi” al Premio Franz Kafka Italia 2013, con la sua tesi Arturo Onofri 1907-1917 pubblicata nel 2014. Ha vinto il Premio nazionale di narrativa Alberoandronico 2013 con il racconto Divagazioni a colori e il Premio “Scrivendo Racconto” 2014 con il racconto Intensità. Dal 2014 fa parte della Giuria del Premio Franz Kafka Italia e del gruppo di ricerca MeQRiMa. Nel 2016 ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie Neve infuocata. Con Iris entra nella letteratura per l’infanzia.

“IRIS – afferma l’autrice Lara Di Carlo – è un invito, non solo ai bambini, a non abbattersi di fronte alle avversità e ad apprezzare un mondo autentico e apparentemente semplice ma ricco di sfumature e bellezze”.

Riguardo all’iniziativa, l’editrice Cinzia Tocci dichiara: “Il libro in dono ai bambini ricoverati è gioia, speranza, vicinanza, è il piacere della lettura per la crescita personale e sociale, per un’editoria solidale e consapevole, che si concretizza grazie ai donatori e ai volontari della clownterapia. È l’emozione di far arrivare un dono come un libro ai bambini in ospedale e poterlo fare con un’associazione seria come Applausi VIP-Roma ONLUS è garanzia per ogni donatore che desidera far arrivare una o più copie ai piccoli pazienti”.

Anche IRIS è registrato nel Catalogo Ufficiale dei Libri in Commercio e può quindi essere richiesto dai lettori sia attraverso i canali diretti della casa editrice (sito, email, app) sia nelle librerie fisiche e online.
Per partecipare a “Un fiore in corsia” e donare il libro, basta scrivere a [email protected] o scaricare l’app My C1V e cliccare sull’iniziativa.

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Per ulteriori informazioni:

Cinzia Tocci
Gruppo C1V Edizioni
E-mail: [email protected]
Sito web: www.c1vedizioni.com
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/GruppoC1V/?fref=ts
Twitter https://twitter.com/C1Vedizioni

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About us
Le origini del Gruppo C1V risalgono al 2008, quando Cinzia Tocci fonda le “Edizioni C’era una volta”, oggi, come da sempre, casa editrice non a pagamento, con una mission che sarà una costante: il libro quale fonte per la crescita individuale, sociale e solidale. Da qui le iniziative “in corsia” a carattere benefico, con i diversi testi della collana C’era una volta Kids: “Il Sole nel Bauletto”, “Rosso Maltopo”, “Accendi una Stella!”, “Tartarughe sorprese”, “IRIS”, in dono ai piccoli pazienti di diversi ospedali nell’ambito delle attività di clownterapia dell’associazione “Vip Applausi”. Nel dicembre del 2015, l’iniziativa “In corsia” è stata premiata con menzione speciale dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali. Alla fine del 2016 C1V Edizioni è stata promotrice dell’iniziativa “Un libro per Amatrice”, a sostegno della ricostruzione attraverso l’iniziativa del comune “Adotta un’opera”. Inoltre, tra i progetti a carattere sociale e solidale rientra anche l’incontro di lettura “Libriamoci a scuola” del 27 ottobre 2016, quando l’editrice e alcuni autori si non recati personalmente ad Amatrice, intrattenendo i bambini e i ragazzi della scuola con i libri portati in dono a ognuno di loro: “Tartarughe sorprese”, “Il Sole nel bauletto” e “1 dei tanti”. All’interno della collana per bambini e ragazzi, con “La Fanciulla di Neve. Snegurochka”, di Giovanna Caridei, si inaugura la linea editoriale “Storie dal Mondo” a carattere interculturale.
Anche con i libri per adulti e adolescenti non manca la solidarietà, ad esempio “1 dei tanti”, di Sauro Benvenuti sostiene l’associazione “Nicco Fans Club Onlus”, impegnata in favore dei piccoli pazienti della Fondazione Meyer di Firenze.
Favorire la cultura della scienza per la crescita sociale è la finalità della collana di divulgazione scientifica “Scientia et Causa”, nata nel 2015, diretta da Armando De Vincentiis, dedicata a questioni di grande attualità e impatto sociale, al giornalismo scientifico e alle false credenze in tema di medicina, salute e ambiente, e caratterizzata dal contributo di autorevoli esperti quali Piero Angela, Giorgio Dobrilla, Silvano Fuso, Edoardo Altomare, Paolo Attivissimo, Lorita Tinelli, solo per fare alcuni esempi.
Con la collana “Sul palco”, e il primo volume “Sul Nascere” di Carolina Sellitto, il teatro contemporaneo entra nella letteratura con l’obiettivo di riprodurre la potenza comunicativa ed evocativa delle rappresentazioni teatrali attraverso i libri.
Dal 2015 la casa editrice diventa “Gruppo C1V” allargando il proprio campo di attività. Oltre ai libri e agli eventi si aggiungono infatti la formazione, rappresentata ad esempio dal 1° congresso nazionale “Medicina e pseudoscienza” tenutosi il 7 e l’8 aprile a Roma, evento in contemporanea nella stessa sede con il Salotto dei libri C1V “ScriptaManent”, e il debutto in ambito cinematografico come principale sponsor del film “Bomba libera tutti”, da cui è nato “1 dei tanti”. In occasione del nono compleanno, il 4 aprile del 2017 è stato annunciato il rilascio della app My C1V che avvicina ancor di più i lettori agli autori e ai libri, e che grazie alle sue funzionalità rappresenta una novità assoluta nel campo.

pierfederici alessandro

E’ con grande piacere che oggi vogliamo proporvi l’intervista a uno scrittore e musicista di Treviso: si tratta del maestro Pierfederici Alessandro, che ha da poco dato alle stampe due libri, “Oltre le colonne d’Ercole” e “Racconti e memorie di isole e di mari”.

Pierfederici, diplomato in Pianoforte e Composizione nei Conservatori italiani e in Direzione d’orchestra nei “Wiener Meisterkurse” di Vienna, ha alle spalle una ricca attività internazionale di docente, pianista accompagnatore e direttore d’orchestra.

Ha suonato nei più importanti teatri stranieri e italiani ed è fondatore e presidente dell’Associazione culturale “Musicaemozioni” di Treviso che si occupa della formazione e della promozione di giovani studenti ed artisti della lirica.

Oltre alla musica, l’altra sua grande passione è la letteratura.

E’ autore, infatti, di numerosi romanzi, tra cui ricordiamo anche “Ritorno al tempo che non fu” , “Carmen: da Mèrimèe a Bizet” e “Ascesa al regno degli immortali”.

Lo abbiamo incontrato e intervistato per voi:

Il suo ultimo libro, “Oltre le colonne d’Ercole”, è una vera opera d’arte, ricca di storia e cultura; come la presenterebbe al suo pubblico?

Con una sola frase, che poi è sempre stato per me una sorta di motto: “Raccontare la musica”.  In questo saggio non ci sono esempi musicali e gli elementi strettamente tecnici sono ridotti al minimo e, quando assolutamente necessari, sono stati spiegati nel corso del testo, senza ricorrere a note aggiuntive, che a mio avviso appesantiscono troppo la lettura e rischiano di renderla dispersiva. Inoltre, l’aspetto umano e personale dei due autori è sempre in primo piano, sia quando si parla di loro sia quando si tratta delle loro opere, così che, anche attraverso la narrazione analitica di capolavori quali il Requiem verdiano o la Tetralogia wagneriana si possono intravedere le figure dei due uomini, con i loro caratteri, le loro aspirazioni, le loro debolezze, la loro genialità.  Infine, e credo che sia qualcosa di molto stimolante, la presenza di tre racconti di fantasia (anche all’interno di un saggio non ho mai dimenticato di essere soprattutto un narratore) per ciascun autore, volti a narrare qualche episodio della loro vita o qualche caratteristica delle loro opere, cercandone una nuova, originale interpretazione; e, al termine, un fantasioso “Epistolario impossibile”, che credo non sia mai stato tentato da alcuno prima, che ipotizza come sarebbe stato uno scambio di lettere fra i due maestri, a partire dalla realtà storica e dai due diversi caratteri; e forse alla fine potrebbe essere che i due grandi maestri sempre contrapposti non fossero poi così distanti l’uno dall’altro… Giudicherà il lettore: io sono stato attentissimo a non far mai trapelare la mia preferenza, ammesso che ce l’abbia, per l’uno o per l’altro, proprio per lasciare anche a chi si accosta per la prima volta alla conoscenza di questi due grandi, la libertà di decidere secondo la propria sensibilità e i propri gusti.

 

Come vede, in poche parole, Verdi e Wagner alla “sua maniera”?

Ecco: ciò che sono riuscito ad evitare nel saggio, rischierei di rivelarlo proprio con questa risposta.  Chi sono essenzialmente questi due grandi maestri “alla mia maniera”? Due esseri umani, con i loro pregi e difetti, con il loro genio e le loro manie, con le loro emozioni e le loro turbe, ma soprattutto con la consapevolezza, che andava progressivamente crescendo nel tempo, di occupare un posto fondamentale nella storia, e non solo nella storia della musica.  Sono due uomini immersi integralmente nella vita, entrambi con l’aspirazione di superarne i limiti, l’uno (Verdi) portandone al massimo grado gli elementi costituenti (umanità, storia, emozioni, istanze popolari e valori intimi), l’altro (Wagner) esaltandone gli aspetti che la trascendono (mito pagano e cristiano, fusione di carnalità e spiritualità, eroismo maschile e femminile, sentimento d’amore sovrumano che diventa redenzione o trasfigurazione, eternità).  E lo fanno con lo strumento a loro più congeniale, l’arte dei suoni, la musica per il teatro, la rappresentazione scenica e quindi pubblica di tale aspirazione, così da renderla un esempio trascinante, immediato nel caso di Verdi, con le opere risorgimentali, più tardivo ma non limitato al pubblico ma esteso a musicisti, scrittori, filosofi e artisti successivi nel caso di Wagner.

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Può spiegarci il significato del titolo “Oltre le colonne d’Ercole”?

Ho scelto questo titolo riferendomi ovviamente al fatto che anticamente si credeva che le cosiddette “Colonne d’Ercole”, lo stretto che separa il Mar Mediterraneo dall’Oceano Atlantico, costituissero il limite invalicabile del mondo allora conosciuto e che l’avventurarsi oltre avrebbe comportato un’inevitabile fine, un precipitare nel vuoto, per i temerari che l’avessero osato. Il parallelismo è realizzato con l’opera di questi due straordinari compositori, che andarono oltre i limiti fino ad allora segnati dal teatro musicale e che nessuno aveva tentato di superare, né in Italia, dove la tradizione belcantista sorta dall’insegnamento e dalle strutture formali rossiniane si era consolidata e cristallizzata con grandissimi maestri ma non era più in grado di esprimere le istanze dei tempi nuovi che incombevano con l’avvicinarsi della metà del secolo; né in Germania, dove, dopo la nascita del teatro lirico nazionale tedesco ad opera di von Weber, non si era avuta una figura di grande rilievo ma solo un certo numero di autori minori, che portasse avanti in modo convincente e rivoluzionario quella novità. Verdi da un lato e Wagner dall’altro furono coloro che ebbero il coraggio di superare i limiti delle rispettive tradizioni e che traghettarono il dramma musicale dal Romanticismo alla modernità, non solo sotto l’aspetto drammaturgico ma anche sotto l’aspetto musicale; dopo la loro opera, la musica e il teatro non furono più gli stessi e non poterono più prescindere dalle loro conquiste e innovazioni.

 

“Racconti e memorie di isole e mari” è un insieme di storie d’amore e d’avventura; per la prima volta lei scrive un libro in racconti; da dove nasce questa scelta?

Ci sono due diversi motivi all’origine della scelta di pubblicare una raccolta di racconti.  Uno è di matrice sostanzialmente pratica: le mie prime esperienze di scrittura, durante e dopo i tempi di scuola, sono state soprattutto orientate alla forma breve del racconto, per una (apparente) maggiore facilità di gestire il contenuto narrativo e il messaggio del testo.  Sono nati così, nel lontano 1992, assieme a molti altri ancora nel cassetto, alcuni dei racconti che, adeguatamente rivisti e in parte riscritti, hanno trovato posto in questa raccolta. Chiaramente, la maggiore consapevolezza derivata dall’esperienza di scrittura di romanzi, un saggio, alcuni pezzi teatrali, mi ha portato ad elaborare in maniera più matura e stilisticamente consapevole tutta la raccolta – il cui ultimo racconto è nato integralmente lo scorso anno ed ha avuto tre diverse stesure complete prima di giungere alla redazione definitiva che mi soddisfacesse – oltre a porre in rilievo l’aspetto simbolico, psicologico, interiore di personaggi e vicende, e scioglierlo nello stesso tempo nell’elemento fantasioso, non di rado misterioso e inspiegabile, quasi sempre sospeso tra realtà e finzione.  Il secondo motivo è stato proprio il desiderio di cimentarmi con questa forma breve, che ritengo complementare e diversa ma non inferiore al grande romanzo di ampio respiro, il desiderio di affrontare le differenze con la grande forma del romanzo sotto l’aspetto soprattutto tecnico ma anche contenutistico, e – ciò che mi ha stimolato ancor di più – la possibilità di variare forme, toni, colori, caratteri da un racconto all’altro (ve ne sono di avventurosi, sentimentali, biografici, psicologici, simbolici, esoterici, misteriosi, erotici, riflessivi, realistici), ma di mantenere un’unitarietà di fondo che non nascesse solo dalla comune ambientazione in luoghi di mare o isole, ma anche da un substrato emotivo, intimamente personale, attraverso il quale passano tutte le vicende narrate, i paesaggi, i personaggi, i sentimenti e, soprattutto, il senso di una memoria che va oltre l’infanzia e la giovinezza e si riallaccia forse ad una memoria collettiva di matrice psicanalitica.

pierfederici

 

Qual è il racconto che preferisce?

Si tratta di una domanda difficilissima: sono ugualmente affezionato a tutti, dal primo “Il vecchio Sebastiano”, che è stato il primo racconto che scrissi quando decisi di dedicarmi seriamente anche alla scrittura, all’ultimo “Tra fuoco e mare”, del quale immaginavo, mentre lo scrivevo, una possibile sceneggiatura cinematografica, per la ricchezza di caratteri e vicende, per il mistero e la tensione che lo animano, per il dramma dei singoli che ad un certo momento si unisce al dramma collettivo.  Sono ugualmente molto legato ai racconti che grondano di mistero e soprannaturale: “Il faro”, “L’eterna pena del navigatore”, “Il convento della Vergine del mare”; ma se dovessi proprio fare una scelta, credo che cadrebbe sul racconto erotico “Afrodite marina”, sul quale aleggia lo spirito dell’antico mito greco rivissuto attraverso la frequentazione delle opere del poeta Salvatore Quasimodo, in particolare “Cavalli di luna e di vulcani”.

Dato che è la sua prima raccolta di racconti, ha avuto qualche modello, qualche autore di riferimento nell’affrontare questa diversa forma letteraria?

Direi proprio di sì, sia quando sono nati in tempi ormai lontani i primi tra questi racconti, sia quando li ho ripresi, completati e revisionati. Quando ho iniziato a scrivere i racconti avevo sempre come modello e fonte di ispirazione il tedesco Hesse, soprattutto sotto l’aspetto formale.  Ma nel momento in cui si è posto il problema di completare la raccolta, ho approfondito ancora questo aspetto con la lettura di parecchie opere di autori di diversa nazionalità (fra le quali i “Tre Racconti” di Flaubert, i Racconti di Akutagawa, quelli di Cechov, quelli di Maupassant), e, considerando anche la tematica, ho affrontato la lettura di quasi tutte le opere di Melville e dei romanzi brevi di ambientazione marina di J.Conrad.

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Da dove nasce la sua ispirazione letteraria?   

La mia ispirazione letteraria ha sostanzialmente due fonti: una di tipo culturale, che è la conoscenza di opere letterarie e artistiche, attraverso la lettura e lo studio, e lo stimolo che ne deriva, unito alla varietà di sollecitazioni che mi vengono dall’affrontare parallelamente lo studio e la conoscenza di un’altra espressione creativa quale la musica; l’altra è la vita stessa: già ebbi modo di scrivere, nell’Introduzione alla lettura del mio secondo romanzo, pubblicata sul portale “Literary”, che un autore può, a mio avviso, scrivere esclusivamente di ciò che conosce, e ciò che conosce davvero non può che essere esclusivamente la propria vita, un passato e presente che coincidono nell’attimo in cui scrive e estendono la loro influenza su tutto: la storia, l’arte, l’umanità, le vicende che crea sono tutte viste attraverso la lente della sua personalità; anche quando la narrazione è oggettiva al massimo grado, la scelta dei vocaboli, la forma, lo stile sono ciò che crea l’opera letteraria e le conferisce il taglio definitivo e il carattere, e sono anche ciò che viene al talento dell’autore dalla sua esperienza, più o meno consapevole, di vita, dalle immagini e dai ricordi stampati in lui, dai suoi pensieri, dalle sue reazioni, da tutto ciò, insomma, che fa di lui un essere umano.  In tutto ciò che ho scritto, persino nel saggio musicale, c’è presente una parte più o meno grande di me: dalla vicenda totalmente autobiografica all’esperienza professionale, dalle emozioni al modo di affrontare situazioni e realtà, dal ricordo alla rivisitazione delle narrazioni ascoltate da bambino, tutto ciò che ho scritto risente, in modo più o meno forte, della mia esperienza di vita e, anche quando non sembrerebbe direttamente legato ad essa, sono consapevole che ne sia comunque un’emanazione inconscia, che mi fa scegliere una scena piuttosto che un’altra ed il modo di descriverla o narrarla, una parola piuttosto che un’altra o il particolare taglio del carattere di un personaggio.  Pertanto, non sempre l’ispirazione è consapevole e dominabile, ma la bellezza della creazione artistica risiede proprio in questo, in quella scintilla imperscrutabile, indefinibile, talora irrazionale che non di rado dà origine a grandissimi capolavori destinati a rimanere nella storia.

 

Come riesce a coniugare musica e scrittura?

La musica è il mio lavoro principale, quello che mi tiene impegnato, nella molteplice veste di direttore, pianista, insegnante e organizzatore, per la maggior parte del tempo, anche perché non si limita all’evento ma necessita di uno studio preparatorio che deve essere sempre rinnovato, anche quando si esegue musica già ben conosciuta.  La scrittura rimane quindi ancora una sorta di rifugio, un momento di enorme felicità che va dal contatto fisico con la penna e la carta (io continuo a realizzare la prima e a volte anche una seconda o terza stesura a mano, così come la prima correzione; le mie pagine entrano nel computer solo con la seconda correzione e la revisione) alla piacevole necessità di leggere autori estremamente vari e diversi per nazionalità, collocazione cronologica, generi e caratteri (e leggere è una delle gioie più grandi che siano date all’uomo) e alla gratificazione che mi dà il documentarmi a livello storico, psicologico, ambientale su quanto sto scrivendo.  Ma conciliare questi due aspetti della mia attività non è impossibile, anzi: si tratta di due diverse forme di arte e creatività, che hanno entrambe il loro fondamento sulla conoscenza della cultura in senso lato, e sulla conoscenza dell’uomo, nelle sue varie espressioni di vita attraverso la storia e la società. Direi, quasi, che queste due attività si integrano, si sostengono, si completano, al punto che non riesco più a immaginarmi come musicista senza la scrittura né scrittore senza la musica.

pierfederici alessandro

Lei è un noto maestro d’orchestra: come procede la sua carriera musicale?

La mia carriera musicale, negli ultimi anni, ha visto: un duplice ritorno in Giappone nella veste di direttore d’orchestra, affrontando alcuni impegnativi e importanti titoli del repertorio lirico: “Eugenio Onegin” di Ciaikovski, “Carmen” di Bizet e “Thaïs” di Massenet; concerti quale pianista accompagnatore in Italia e alle Isole Canarie; l’organizzazione di eventi musicali e culturali correlati all’anniversario della Prima Guerra Mondiale; un master di canto lirico insieme a mia moglie Lucia al Conservatorio Souza Lima di San Paolo del Brasile. Gli impegni futuri prevedono di intensificare la mia attività musicale nelle Isole Canarie, luogo molto favorevole anche all’ispirazione letteraria.

 

Quali sono stati i suoi studi musicali? E cosa consiglierebbe a un giovane che oggi vorrebbe intraprendere la carriera artistica come lei?

Mi sono diplomato in Pianoforte e successivamente anche in Composizione presso i Conservatori italiani e contemporaneamente in Direzione d’orchestra presso i “Wiener Meisterkurse” al Conservatorio di Vienna.  Già durante i miei studi regolari, però, avevo seguito corsi di specializzazione sia come pianista accompagnatore di teatro che come direttore d’orchestra ed avevo iniziato a collaborare con scuole, cantanti e teatri, per cui la mia formazione accademica è stata sempre affiancata dalla sperimentazione diretta sul campo di quanto acquisito.  Ho avuto la fortuna di avere due maestri di Composizione, prima uno anziano e molto tradizionalista che mi ha inquadrato rigidamente e poi un compositore contemporaneo di successo che mi ha lasciato una grande libertà analitica ed espressiva, che ho potuto gestire con successo grazie alla formazione del precedente insegnante, e le cui modalità ho poi applicato anche scrivendo i miei lavori letterari e, soprattutto, recensendo opere altrui.  E ho avuto la fortuna di incontrare sulla mia strada una delle persone più dure, esigenti e intransigenti che io abbia mai conosciuto, il mio ultimo maestro di direzione d’orchestra, il maestro Julius Kalmar, straordinario didatta al quale devo la vera conoscenza della musica, quella conoscenza che mi ha permesso di dire qualcosa di mio di fronte ai grandi capolavori di quest’arte. Consigli per i giovani? Dovrei dire studiare moltissimo e non solo il proprio strumento ma tutto ciò che ruota attorno alla conoscenza che si vuole acquisire, ma mi sembra superfluo e scontato.  Dato per inteso che vi sia un vero interesse a 360 gradi attorno alla propria materia, direi di avere infinita pazienza, non lasciarsi prendere dalla smania di bruciare le tappe, poiché il mondo dell’arte è pieno di meteore, di guardarsi bene attorno e alle spalle, e soprattutto acquisire conoscenze di tipo tecnico e culturale, esperienze di contatti umani e di luoghi diversi, proprio per non cadere preda di illusioni alimentate da approfittatori che si avvalgono sempre della scarsa esperienza delle loro vittime. Nessuno può ipotecare il futuro né sapere da quale via arriverà prima il lavoro poi, forse, anche il successo e la carriera.  E un altro consiglio che dò ai musicisti e cantanti è quello di non sottovalutare mai gli impegni che sono chiamati ad affrontare, per quanto possano sembrare di poco conto come saggi scolastici o concerti nell’ambito di piccole realtà locali: affrontare tutto da subito in modo professionale, serio e presente, senza mai pensare che si sta facendo qualcosa di infimo e che gli impegni importanti saranno altri, poiché questa sarebbe la via maestra del fallimento; in musica, ogni impegno è importante e bisogna dare sempre il massimo di quel momento, senza mai collocare la convinzione del proprio successo in qualcosa di predefinito, che poi è solo nella nostra mente. A livello pratico, parlando dei giovani studenti italiani, consiglierei loro, appena acquisita la conoscenza necessaria, di impararsi una o due lingue, prepararsi le valige e fuggire oltre le Alpi, dove la figura del musicista ha ancora una parvenza di dignità e di considerazione, alla pari dei professionisti di qualunque altra attività.

 

Che posto hanno, secondo lei, l’arte e la cultura ai tempi d’oggi?

Il discorso sarebbe lunghissimo, forse non basterebbe un intero libro ad illustrare accuratamente quanto ci sarebbe da dire.  Mi limito a superare la solita retorica di chi si lamenta della mancanza di cultura oggi e, di fronte ad eventi culturali quali concerti, conferenze, mostre, presentazioni di libri rimane a casa con ogni scusa possibile (il freddo, il caldo, la pioggia, la partita, il compleanno del nipote e chi più ne ha più ne metta) per poi lamentarsi, di solito sui social network, che non c’è cultura, che non si fa più arte e così via, e spesso alla semplice domanda: “cosa intendi per cultura?” non sa cosa rispondere se non un’accozzaglia di termini retorici e senza senso.  Vogliamo essere realistici, allora: la cultura – intesa come conoscenza della realtà della storia, della natura, del mondo, degli aspetti emozionali e spirituali dell’umanità, ossia come qualcosa che coltiva e fa crescere rispetto e considerazione, nell’ottica di una comune gratificazione e soddisfazione che porti al benessere interiore di ciascuno – non gode di molta considerazione nel mondo di oggi, soprattutto in alcuni paesi, e spesso è sacrificata ad esigenze politiche che sono diretta filiazione di esigenze economiche e di numeri: la cultura non è mai un investimento a breve termine né una scommessa, ma un lento, solido, faticoso investimento strutturale che, in tempi in cui si brucia e si sacrifica tutto sull’altare del consumismo più sfrenato e limitato all’oggi, non trova più patria e tende, per un meccanismo perverso, ad essere messa sempre più ai margini della società civile.  L’arte, che si lega certamente alla cultura ma è soprattutto un’emanazione della spiritualità e creatività umana, proprio per il suo carattere individuale, originale, non inquadrabile in schemi preordinati se non limitatamente agli elementi tecnici di cui si avvale, è l’esatto opposto dell’ipertrofia matematica, scientifica e tecnologica di cui si nutre la vita sociale attuale.  Il mondo va nella direzione di cercare nell’intero universo un linguaggio matematico, di tentare di elaborare calcoli che riconducano a formule matematiche persino gli eventi imprevedibili della quotidianità, per cui l’arte rimane veramente il baluardo della propria libertà individuale di esseri umani, affidata a pochi “ribelli e alternativi” rispetto al processo generale.  In quest’ultima frase, credo di aver dato la risposta riguardo a ciò che credo sulla funzione attuale dell’arte e della cultura: sono le ultime, estreme difese della vera libertà interiore, spirituale, espressiva, creativa dell’essere umano, prima che un meccanismo perverso ci riduca del tutto a semplici numeri e codici all’interno di infiniti database; in questo non nascondo che talvolta mi sento un eroe talvolta un Don Chisciotte, ma non potrei vivere in modo diverso: sento la responsabilità di consegnare alle generazioni successive almeno una parte di ciò che mi è giunto dalle precedenti, perché anch’esse abbiano il diritto di godere delle grandi creazioni dell’uomo e delle sue grandi opere artistiche.

 

Lo scrittore e il musicista nei quali si riconosce di più…

Lo scrittore che sento più congeniale è certamente il tedesco Hermann Hesse, sia per la varietà di generi trattati che di tematiche affrontate; ma è comunque una sorta di “primus inter pares”, poiché, se non in tutto, mi riconosco in molti aspetti di altri scrittori, soprattutto classici sia italiani che stranieri.  Ho una personalissima simpatia per il tedesco E.T.A.Hoffmann sia per le interessanti tematiche che pongono a confronto realismo e fantastico sotto una lente psicologica di stupefacente modernità, sia perché fu anche musicista, compositore e direttore d’orchestra, per cui la musica ha uno spazio importante nei suoi scritti letterari.  Per quanto riguarda il musicista, anche qui la risposta non è semplice: ho scritto un saggio su Verdi e Wagner, che sono forse i maestri che sento maggiormente congeniali nonostante la loro diversità; ma non posso dimenticare i compositori che fin da ragazzo hanno alimentato il mio amore per quest’arte, nell’ordine Beethoven, Puccini e Chopin, che sono rimasti sempre tra i miei massimi punti di riferimento.

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Alessandro Pierfederici nella sua vita privata…

La vita privata è quella di una famiglia apparentemente ordinaria, che affronta i problemi di ogni giorno e la vita sufficientemente arida e costellata di numeri alla quale si è costretti di questi tempi.  Ma è anche quella di una famiglia di artisti e creativi, che ha viaggiato e vissuto a contatto costante con un ambiente multietnico, multiculturale, multilingue: chi ha tratto grande vantaggio da questo è stata finora soprattutto mia figlia Tatiana (15 anni), che ha potuto così sperimentare esperienze importanti di conoscenze diverse.  A volte la difficoltà è conciliare l’esigenza creativa con quella della realtà quotidiana, soprattutto se ad essere creativi siamo in tre, ciascuno con le proprie caratteristiche e le proprie necessità personali: io ho trovato una scappatoia che mi permette di conciliare in parte queste esigenze, facendo spessissimo il cuoco di casa, così da mettere un aspetto creativo al servizio di una necessità quotidiana; mia moglie (cantante lirica e docente di canto) fa lo stesso cucendo vestiti e costumi di scena; mia figlia crea a tutto tondo, ed è un trionfo di esperienza multidisciplinare: appassionata di cinema, dopo la visione di un film è in grado di spaziare su tutte le materie che in qualche modo vi si riallaccino, dalla storia alla scienza, dalla letteratura all’arte, in completa autonomia dalle pastoie scolastiche nelle quali non si è mai riconosciuta. E infatti per il secondo anno consecutivo si avvale dell’istruzione parentale, in quanto l’istituzione scolastica le è sempre stata estremamente stretta, e in questo contesto, tanto per non farmi mancare nulla, io sono il suo insegnante di italiano, latino e storia.

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Progetti futuri?

Per quanto riguarda la scrittura, sto completando l’editing dell’autobiografia di una nota cantante lirica che, secondo i tempi previsti, dovrebbe uscire entro l’anno.  Ho già messo mano ad un ampio romanzo di carattere storico, ma la cui stesura richiederà molto tempo, anche se alcune parti sono già state scritte; ho un progetto di due brevi romanzi, entrambi di matrice autobiografica ma estremamente diversi tra loro, e nel secondo di questi è mia intenzione sperimentare una tecnica di scrittura che si riallacci al meccanismo psichico del flusso di coscienza; ho in corso anche la stesura di tre ampi racconti di matrice esoterica ed ho elaborato un piano e alcune pagine di un secondo saggio musicale; infine, vorrei riordinare tutte le poesie scritte nel corso di venticinque anni e compilarne una raccolta completa.  Per quanto riguarda la musica, l’attività dell’Associazione di cui sono Presidente continuerà promuovendo la musica lirica presso i giovani e sostenendo i giovani studenti con un progetto a breve termine che prevederà l’assegnazione di sei borse di studio per sei meritevoli studenti di canto lirico, assegnate da una giuria competente al termine di tre fasi di selezione: è anche questo un modo per essere presenti e fare la nostra parte per preservare questo enorme e straordinario patrimonio spirituale e culturale che ci viene dalla creatività dei grandi geni del passato che, non dimentichiamolo mai, erano persone come noi.  Attualmente sto collaborando con il Conservatorio di Padova e credo che questo impegno proseguirà anche negli anni a venire; in più, la mia attività di pianista e docente mi porterà, come avevo accennato, ad accrescere la presenza nelle Canarie; in un prossimo futuro è inoltre previsto anche un ritorno in Brasile per attività di insegnamento di Master.  Anche sotto questo aspetto, dunque, non avrò modo modo di annoiarmi.

Per maggiori informazioni: http://www.literary.it/ali/dati/autori/pierfederici_alessandro.html

Il sito dello scrittore: http://www.alessandropierfederici.it/Alessandro_Pierfederici/Home_page.html

Per ordinare i libri: https://www.amazon.it/Racconti-Memorie-Di-Isole-Mari/dp/1540321754/ref=sr_1_2?s=books&ie=UTF8&qid=1487623598&sr=1-2

 

https://www.amazon.it/Oltre-Colonne-Dercole-Wagner-Maniera/dp/1530635128/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1487623598&sr=1-1

iris

Cari lettori, oggi mi è arrivato il libro per bambini “Iris” della scrittrice Lara di Carlo.

Una storia coinvolgente e fantastica di cui ho avuto l’onore di scrivere la prefazione. all’interno, le bellissime illustrazioni di Romana Ricci.

Invito alla lettura bambini e adulti!

iris

iris

Per ordinare il libro: http://www.c1vedizioni.com/_p/prd15/4611396351/product/iris

farina

Cari amici lettori, stasera voglio presentarvi il libro Primi passi della filosofa Maria Giovanna Farina pioniera in Italia delle Pratiche filosofiche. Il testo fa parte della collana da lei diretta per Kkien Publishing International di Pratica filosofica in e-book, uno studio scritto con stile divulgativo dove la filosofa mostra come trasmettere ai bambini la filosofia e i suoi rimedi pratici.

“La filosofia può aiutarci a vivere meglio”, è il messaggio che Farina promuove da molti anni: noi l’abbiamo intervistata per voi.

  • Ci può descrivere brevemente di cosa parla il suo libro?

Primi passi, inizia con un dialogo con il filosofo Duccio Demetrio che diventa il punto di partenza per riflettere sul significato della scrittura e della filosofia come cura. Lo scritto si amplia e prosegue analizzando alcuni comportamenti umani attraverso l’uso delle “Narrazioni filosofiche” da me ideate e raccontate ad alcuni bambini delle elementari di differente età: terza, quarta e quinta, in sede di esperimento. Il risultato è questo libro: “Primi Passi” per amare la filosofia, che si fa pratica, e trasmetterla ai bambini. Lo scopo è affrontare con più facilità il vivere quotidiano con tutte le piccole e grandi sfide. I bambini stessi attraverso il dialogo fanno emergere aspetti interessanti come la libertà, la lotta di affermazione, la dipendenza da telefonino, la chiusura al mondo. Tutti argomenti del nostro vivere attuale.

 

A chi è rivolto?

Il libro è per gli adulti che desiderano, siano essi genitori o insegnanti e operatori del settore dell’educazione, trasmettere l’interesse e quindi l’amore per la filosofa. Ricordo che la parola filosofia significa amore per la sapienza che è conoscenza.

farina

Da dove è nata questa idea?

Dalla mia esperienza di insegnamento e poi di cura filosofica con i bambini. Ritengo il dialogo uno strumento imprescindibile ed ho voluto realizzarlo con i bambini che hanno reagito con interesse. Come mostro nel libro, i piccoli, se stimolati, dimostrano un’acutezza incredibile: non dico che non me la aspettassi, ma solo che le loro risposte dimostrano una profondità davvero incoraggiante. Il libro è nella collana di Pratica filosofica in e-book che dirigo per Kien Publishing International.

Come descriverebbe in poche parole la “filosofia”?

La filosofia è nata per riflettere sull’essere umano, per interrogarsi alla ricerca di risposte. Avvicinare i piccoli a questa disciplina formativa, significa dar loro una compagna fedele per il resto della vita. La mia è filosofia pratica, ne sono una pioniera in Italia, e credo sia una modalità veramente utile per trovare soluzioni alle difficoltà esistenziali a partire dall’infanzia.

 

Che posto ha la filosofia nella società di oggi?

La domanda è complessa, vedo e odo tanta filosofia, ma mi piace ricordare che la filosofia non è confondere le idee, bensì chiarirle. Auspico questo futuro per la materia che amo di più: la sua diffusione divulgativa è diventata una delle mie più importanti ragioni di vita.

 

Quale è il suo percorso professionale e artistico?

Più che una professionista mi sento un’artista proprio per il continuo “giocare” con la filosofia e per giocare intendo, come affermo anche nel libro, muoversi da una piano all’altro della nostra umanità. Quindi non fossilizzarsi, credo di descrivermi in modo realistico dicendo ciò; la filosofia la porto ovunque e in ogni cosa, infatti sono giunta anche in cucina dove creo torte filosofiche. Per concludere la risposta, il mio percorso viene da lontano a partire da tutte le difficoltà che ho affrontato ed imparato a risolvere da quando la filosofia si è manifestata alla mia coscienza, studiandola a facendola mia. Prima brancolavo nel buio!

 

Progetto futuro?

Vi racconto quello appena nato: è il blog “La porta dell’ottimista” https://www.portaottimista.it/, un luogo virtuale dove il suo ideatore Guido Angeli, ispiratosi al mio libro Dialoghi con un ottimista, in salotto con Francesco Alberoni (Leima), mi ha invitata a scrivere e a parlare in video per dare suggerimenti con ragione ed ironia. A chi mi segue offro, da ottimista, le soluzioni più semplici per risolvere le difficoltà. Sempre con filosofia!

 

 

Per saperne di più:

Maria Giovanna Farina: www.mariagiovannafarina.it cell. 3476427716

 

“Dalla IV di copertina” del libro:

Un dialogo con il filosofo Duccio Demetrio diventa il punto di partenza per riflettere sul significato della scrittura e della filosofia come cura. Il libro si amplia e prosegue analizzando alcuni comportamenti umani attraverso l’uso delle Narrazioni filosofiche ideate dall’autrice e raccontate ad alcuni bambini. Il risultato è questo libro: Primi Passi per amare la filosofia, che si fa pratica, e trasmetterla ai bambini. Lo scopo è affrontare con più facilità il vivere quotidiano con tutte le piccole e grandi sfide. I bambini stessi attraverso il dialogo fanno emergere aspetti interessanti come la libertà, la lotta di affermazione, la dipendenza da telefonino, la chiusura al mondo.

 

 

 

 

  1. comoIl 22 marzo 2017, nell’ambito delle presentazioni del Premio Internazionale Città di Como, alle ore 18.30 all’Hotel Palace di Como, sarà presente il famoso giornalista del “Corriere della Sera” Aldo Cazzullo.
    Parlerà del suo libro “Le donne erediteranno la terra“, Editore Mondadori. CON LETTURA DI BRANI SCELTI.

    Ingresso libero.

    Trama del libro:

    Il libro racconta di come e perché il nostro sarà il secolo del sorpasso della donna sull’uomo. A Berlino e a Londra governano due donne, una donna si è affacciata per la prima volta sulla soglia della Casa Bianca, in Italia c’è una sindaca nella capitale, la presidente della Camera è una donna, le direttrici delle principali carceri, l’astronauta più nota e la scienziata più importante.

    Sono più dotate per affrontare l’epoca grandiosa e terribile che ci è data in sorte: sanno sacrificarsi, guardare lontano, prendersi cura. L’autore evoca il genio femminile attraverso le figure del passato e del presente arrivando alle ultime generazioni, le adolescenti nate nel 2000.

    Aldo Cazzullo scrive: “Voi donne siete meglio di noi. Non pensate che gli uomini non lo sappiano; lo sappiamo benissimo, e sono millenni che ci organizziamo per sottomettervi, spesso con il vostro aiuto. Ma quel tempo sta finendo. E’ finito. Comincia il tempo in cui le donne prenderanno il potere.

antonio reale

Qual è il legame che può unire grande storia, capolavori dell’arte, vini millesimati, cinema d’autore, movimenti culturali e artistici del Novecento? In questo libro è certamente la passione di chi rifugge dai recinti delle discipline per muoversi libero da un campo del sapere all’altro, guidato dalla curiosità a tutto campo, dall’istinto verso le cose belle, dal piacere di condividere informazioni, scoperte, associazioni di idee non consuete e a volte persino… temerarie.
Arte da gustare, vino da contemplare.

227 pagine, 14 euro.

Per ordinare il libro: http://insedicesimo.it/index.php/category/autore/alessandro-reale/

 

L’AUTORE

ALESSANDRO REALE

(Genova, 1978), funzionario pubblico, con un passato di studi nel settore economico e giuridico, ma con un’innata passione per la storia dell’arte e per la cultura legata al mondo del vino. Nel tempo libero ama leggere i capolavori del XIX e XX secolo, specialmente quelli della letteratura russa. È sposato con Virginia dal 2013 e attualmente vive a Campomorone.