Direttiva UE Copyright e Diritti per gli Artisti Indipendenti: no a leggi bavaglio, sì al pagamento dei contenuti musicali, si chiede incontro al Governo

COMUNICATO STAMPA

Marco Mori, Roberto Grossi, Renato Marengo e Giuseppe Marasco: i rappresentanti delle etichette discografiche indipendenti, degli artisti e festival per indipendenti ed emergenti e delle realta’ del folk italiano chiedono un incontro urgente al Governo.

A seguito della Direttiva Copyright in discussione al Parlamento Europeo che parla di una “stretta sul web” e alle reazioni del Governo Italiano, Marco Mori, del Direttivo di AudioCoop, che rappresenta circa 200 label della produzione indipendente italiana, Roberto Grossi, Vice Presidente della Rete dei Festival, che coinvolge circa 100 contest per giovani emergenti, Renato Marengo, Presidente di Aia, l’associazione di artisti indipendenti ed emergenti che ha raccolto oltre 300 adesioni di artisti,  e Giuseppe Marasco, coordinatore di It-Folk che rappresenta circa 50 realta’ artistiche e organizzative dell’ambito folk,  concordano sull’indispensabilita’ di non mettere alcun tipo di bavaglio all’informazione libera e alla diffusione delle libere opinioni, come pare emergere dalle ipotesi di Direttiva Europea che si stanno profilando, oltre ad esprimere il proprio apprezzamento al Governo per la conferma dell’App 18, che andra’ ancora meglio strutturata per favorire le piu’ piccole realta’ indipendenti ed emergenti Made in Italy,   che ha permesso ai giovani appena maggiorenni di acquistare musica per ben 22 milioni di euro circa tra musica registrata e concerti dal vivo , anche allargandola a una piu’ ampia fascia di eta’, oltre alla conferma di progetti importanti per il settore come la Festa della Musica e la Casa dei Cantautori.

Allo stesso tempo si ritiene indispensabile tutelare tutta la filiera delle imprese produttrici di contenuti culturali e musicali affinche’ ricevano il giusto riconoscimento economico per il loro lavoro, oggi decisamente sottoremunerato dalle piattaforme multinazionali globali e monopoliste che decidono, senza avere alcuna concorrenza, la quantita’ veramente ridotta di risorse che arriva per ogni click, streaming e visualizzazione trattando il settore, soprattutto per la parte dedicata agli indipendenti ed emergenti, al pari del mondo dei riders .

L’industria creativa e culturale italiana è una delle più importanti risorse del nostro Paese, con  circa 1 milione di persone nel settore e con un valore economico di oltre 50 miliardi di euro, in attesa di avviare i Decreti Attuativi dell’ultima Legge sullo Spettacolo dal Vivo da poco approvata. Un settore strategico per l’Italia che potrebbe creare altre decine di migliaia di posti di lavoro per il Paese se riuscisse a sfruttare tutte le opportunità e a contrastare le minacce come il value gap e la pirateria, ma anche la scarsa presenza sui media generalisti delle piccole e giovani produzioni  con la necessita’ urgente di quote di musica in radio e tv indipendente ed emergente, il monopolio delle piattaforme di distribuzione e diffusione che danneggia soprattutto gli indipendenti, una maggiore tutela del Made in Italy con l’avvento della Direttiva Barnier sulla liberalizzazione del diritto d’autore, e il modello di raccolta delle risorse dei diritti ancora penalizzante verso i piu’ piccoli e giovani artisti.

 

Per tali motivi chiediamo un incontro urgente al Governo, al Ministro Di Maio e al Ministro per i Beni Culturali Bonisoli  per approfondire il tema e illustrare loro le problematiche che ogni giorno le nostre piccole e piccolissime imprese, fatte di autori, editori, artisti, produttori, promoter, videomaker  e tantissime altre figure del settore tecnico e marketing, soffrono nel mercato della raccolta dei diritti, dei live, della presenza sui grandi media, pubblici e privati, e della  distribuzione e diffusione online delle opere culturali e musicali del nostro paeseper una sempre maggiore tutela del Made in Italy musicale capace di innovare il settore.

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