Intervista a Emiliano Reali: “Il mio Bambi? Un romanzo che testimonia la forza di vivere il cambiamento liberi da pregiudizi”

Cari lettori,

oggi ho il piacere di parlarvi di uno scrittore che in questo periodo è ospite di molte città italiane per la presentazione del suo nuovo romanzo, “Bambi. Storia di una metamorfosi.”

Emiliano Reali è un artista che si è sempre contraddistinto per le sue opere attuali, coraggiose e prive di ogni genere di banalità: la discriminazione e i diritti civili sono ingredienti che lo hanno portato a tessere storie originali, fuori dal comune e capaci di affrontare temi spinosi e spesso tristemente ignorati.

I personaggi dei suoi racconti hanno caratteristiche molto particolari e spesso dietro un’apparenza fragile nascondono una forza interiore capace di cambiare le cose, con la loro determinazione ma anche con i loro silenzi.

Bambi è una persona che, come tanti, vive una vita in cui non si riconosce: di notte è un mix meraviglioso di sensualità e mistero che seduce con prepotenza le sue prede negli ambienti della città romana, di giorno ritorna a essere “semplicemente” Giacomo.

Nonostante Bambi decida di iniziare il conflittuale percorso di trasformazione sessuale, il passato fa fatica ad allontanarsi: e proprio durante questo delicato “passaggio” il protagonista incontra l’amore della sua vita. Un amore puro, viscerale e travolgente non privo, però, di difficoltà ed emozioni incontrollabili.

Il romanzo, dedicato a La Karl du Pigné (drag queen e attivista LGBTQIA) è una trilogia in un unico volume per raccontare la trasformazione di Bambi, il suo coraggio, il cambiamento. La critica letteraria ha riconosciuto questa opera di Avagliano Editore come manifesto della battaglia per l’identità di genere e orientamento sessuale

Emiliano Reali attualmente scrive per Il Mattino , Il Riformista e collabora con HuffPost Italia; tra le sue opere ricordiamo “Sul ciglio del dirupo. 10 anni di storie da raccontare” e “Il seme della speranza”.

Le prossime presentazioni del romanzo saranno a Roma, Genova e Imperia; per maggiori dettagli è possibile visitare il sito dell’autore: www.emilianoreali.it

Ciao Emiliano, in questo periodo stai visitando numerose città italiane per la presentazione del tuo nuovo successo, “ Bambi – Storia di una metamorfosi” (Avagliano). Ci puoi parlare del tuo libro?

Bambi è un’opera corale dove chiunque di noi potrà scorgere qualcosa di sé. Si parte con Giacomo e Luana che abbandonano Bassano del Grappa alla volta di Roma per scappare da un destino già scritto e non essere schiacciati dalle aspettative delle relative famiglie. La loro ricerca di libertà è la stessa che porterà alla nascita di Bambi, che guiderà Desideria a rivelarsi all’anziano padre o Lucy e Lamù ad abbandonare la prostituzione. Tante storie che si intrecciano, vite che si incontrano e talvolta si scontrano, dinamiche familiari, invidie, la vita insomma. Il romanzo tratta argomenti quali l’identità di genere e l’orientamento sessuale, ma poi allarga il discorso alla società tutta, ricordando che siamo tutti persone prima che essere gay, etero, bisex, transessuali.

Giacomo, alias Bambi, è un personaggio poliedrico, sensibile e a tratti misterioso. Come lo descriveresti con le tue parole?

Giacomo è luce intrappolata, è soffocare in una gabbia che altri hanno scelto per noi, è fragilità ma anche desiderio di ribellione, è egoismo (l’egoismo di chi sta affogando) e consapevolezza. Una giornalista ha scritto “Bambi è forza, orgoglio, vendetta, cambiamento, consapevolezza. È il meglio e il peggio di ciascuno di noi”.

Da dove è nata l’idea di questo racconto?

Sono stato sempre affascinato dal mondo delle Drag Queen, scrissi un breve racconto a riguardo, poi decisi di approfondire l’universo del travestitismo e alla fine mi sono ritrovato a convivere con delle persone transessuali.

Quale nuovo messaggio vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Concedetevi di vivere fregandovene del giudizio degli altri.

Come è stato accolto dalla critica questo romanzo?

Incredibilmente bene, Il Messaggero, la 27esima ora del Corriere della Sera, Il Mattino, TPI, Avanti!, Leggo, Affari Italiani, Il Riformista sono solo alcune delle testate che hanno dato spazio alla storia di Bambi.

Avresti immaginato tutto questo successo per il tuo “Bambi”?

Quando pubblichi un libro non sai mai come andrà. Mai avrei immaginato di andare in ristampa dopo un mese, tutti questi articoli, tanti inviti in giro per l’Italia, insomma Bambi ha sorpreso anche me.

Quali sensazioni hai provato nel poter incontrare nuovamente i tuoi lettori di persona?

E’ stato come tornare a respirare.

Puoi regalarci qualche riga del tuo libro capace di dare un’idea del romanzo?

Visti i tempi bui, lo squallido articolo uscito su La Verità qualche giorno fa, il vergognoso affossamento del ddl Zan e l’avvento della destra omofoba e transfoba al governo, credo queste pagine siano più che mai attuali.

Lucy si sta alimentando della favola, la sua, quella che la strada le aveva strappato. L’incanto che non si traveste, che vive nel sogno di una relazione vera tutta per lei, per la creatura con il corpo sfregiato da interventi chirurgici, per la principessa invasa dal silicone che brucia dai glutei sino ai polpacci. Ha trovato un uomo che anela a costruire un futuro con lei. Il weekend con Cosimo a Ischia è stato indimenticabile, inatteso per una ex prostituta. Rivivrebbe ogni attimo, ha scolpiti quegli istanti nel pro­fondo del suo essere, tra le carni frementi e i palpiti dimentica­ti, perché se tutto dovesse improvvisamente finire, la consape­volezza di essersi sentita amata le darebbe la forza per sopravvi­vere. Per Cosimo lei non è la puttana, non è la trasgressione, non è la trans, l’ibrido esperimento mal riuscito, non è tette e culo da squadrare, non è l’oggetto di risa, è solo Lucy. Sono arrivati a Napoli prendendo l’Eurostar; lui non ha vo­luto sentire storie e ha trascinato anche la valigia di lei, cocco­landola e viziandola con piccole attenzioni, premure essenziali al nutrimento. Sul traghetto hanno assaporato abbracciati la brezza del ponte, quando le onde vengono infrante dallo scafo e dolci sogni diventano visibili a tutti coloro che hanno speranza e fiducia per crederci; lui le sussurrava parole mai ascoltate, e neanche il romanesco di quell’accento semplice e verace poteva attenuarne la melodia. Avvolta in un manto protet­tivo, le braccia forti e ruvide di Cosimo l’avrebbero difesa dalla vita: riusciva addirittura a non far caso alle occhiatacce e ai commenti. Si destava dal caldo torpore solo quando scorgeva queste note stonate nello sguardo preoccupato di Cosimo. Ma non per la vergogna di essere il lui di quella insolita coppia, solo per il timore che lei ne soffrisse. Ma Lucy era inscalfibile, l’amore la cingeva come una corazza. Approdati sull’isola si erano diret­ti all’albergo per dare il via al loro soggiorno ischitano. Il resto è storia, raccontarlo ne svilirebbe la magia. Tra bagni termali, cene a lume di candela, passeggiate appassionate in cui gli occhi rubano e proiettano un giubilo pervasivo, quelle quarantotto ore scarse erano volate in alto, oltre le nuvole e lo smog. E proprio quando bisognava atterrare nuovamente coi piedi per terra, prima di salutare quella che avevano eletto come la loro isola, una doc­cia di ignoranza li aveva destati. Dei ragazzi avevano apostrofato volgarmente Lucy e Cosimo aveva immediatamente preteso che le chiedessero scusa, insultandoli a sua volta, con aggettivi adatti agli individui che erano destinati a definire. Lucy assisteva preoccupa­ta alla discussione tirando Cosimo per un braccio e supplican­dolo di ignorarli. A sedare la lite era sopraggiunta fortunatamente la guardia di finanza, appostata nei pressi della banchina d’attracco per controllare che non venissero sbarcate droghe. L’appuntato, con cane lupo al seguito, era riuscito a sedare gli animi con un discorso convincente, senza avviare ulteriori azioni. Lucy tremava dentro. Lei sapeva cosa vuol dire essere picchiata o picchiare, essere oggetto di discriminazione, male­ducazione, e un tarlo la logorava: ‘E se Cosimo realizzasse cosa significhi essere il compagno di una trans e non si sen­tisse pronto ad affrontare la situazione?’ L’espressione rabbuiata, monosillabi inarticolati, un silen­zio bruciante tra loro: da principessa, di nuovo, puttana del bordello di periferia. Perché non è ammissibile essere una donna come le altre? È realizzabile l’utopia di un amore autentico? Lei non se l’era con­cesso, perché questo avrebbe significato lasciare la strada; troppe amiche, dopo relazioni durate anni, sono state abbandonate dal loro compagno andatosi a rifugiare nella bugia rassicurante del­la famiglia istituzionale. Sole, senza nessun diritto, neanche un soldo nella borsetta e ormai troppo in là con l’età per tornare a battere. Ora che non si svendeva più, l’impedimento veniva dalla natura, da quel corpo in cui era disgraziatamente nata e che la imprigionava sebbene avesse cercato di modificarlo. Proprio in quel momento, a interrompere voli pindarici in avvenimenti preclusi o occasioni mancate, Cosimo le aveva preso il viso tra le mani. “Tu non hai nulla che non va, sei splendida, sono le per­sone a essere stupide e ignoranti. Ma devi star tranquilla, a me non importa di quei maleducati. Alla mia età cerco solo di vivere serenamente, senza prendermela troppo per simili stronzate. Scusami se mi sono messo a litigare, ma avevo troppa voglia di tirare un pugno a quei quattro imbecilli”. Con un dolcissimo bacio tra i passanti curiosi, le nubi si erano dissolte e il sole era tornato a brillare

Come è cambiata la tua vita da scrittore negli ultimi anni?

Dopo il brutto arresto a causa della pandemia, dal 5 maggio di quest’anno (uscita di Bambi) sono tornato a fare quello che amo, finalmente!

Progetti futuri?

Ci sono libri, progetti in altri ambiti, ma non posso dire nulla per ora!

Intervista di Isa Voi

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