La rubrica della dott.ssa Milena Giacobbe

I consigli dell’esperta dell’età evolutiva
ATTENTI AL LUPO!
Recentemente mi trovavo a cena in un ristorante con la mia famiglia e, accanto al nostro tavolo, c’erano due giovani coppie, una delle quali con un bambino di circa due anni di età. Hanno attirato la mia attenzione perché il piccolo, annoiato dalla situazione, desiderava sgambettare per il ristorante e la madre per evitare che si dirigesse nelle cucine o all’esterno gli ha detto di non avvicinarsi a tali luoghi perché … lì dietro ci poteva essere il lupo cattivo! Ho sorriso a questa “minaccia” che mi ha portato alla memoria mia nonna che diceva ai propri nipoti di non uscire perché avrebbero incontrato l’uomo cattivo con la barba bianca che li avrebbe portati via.

Pare proprio che alcune difficoltà delle mamme (e nonne) di ieri siano proprio le stesse di oggi: come convincere un figlio piccolo che ha voglia di muoversi, scoprire ed esplorare a farlo senza correre pericoli ? La paura che accompagna i genitori è sempre la stessa: impedire che ai propri figli succeda qualcosa di brutto e, per farlo, talvolta si ricorre a trucchi apparentemente innocui. Chi segue questa rubrica ha letto come inconsciamente i genitori possano trasmettere al figlio la “necessità” di dire bugie. Il lupo cattivo infatti rappresenterebbe una bugia a fin di bene, ma spesso si sottovalutano le conseguenze che, pur non essendo traumatiche, comunque ci sono. Innanzitutto trasmettiamo ai bambini delle notizie che non corrispondono alla realtà: i lupi cattivi non vivono né nelle cucine dei ristoranti, né per strada. Inoltre non è detto che tutti i lupi siano cattivi… In questo caso, la struttura cognitiva del bambino può trarlo in errore. Infatti i piccoli solitamente distinguono ciò che li circonda secondo caratteristiche abbastanza precise che poi tendono a generalizzare. Soprattutto ogni cosa, animata o inanimata, tende a d essere suddivisa nelle due categorie principali “buono” e “cattivo” e l’etichettatura tende ad essere riportata per ogni elemento appartenente alla categoria. Qualcuno potrà obiettare che se i bambini piccoli temono i cani di grossa taglia, non correranno il pericolo di avvicinarsi e di essere morsi. Prevenire è meglio che curare?! Forse si, ma sarebbe corretto indicare ragioni reali che consentano di avere comportamenti adeguati. Per esempio non correre in strada perché le macchine sono pericolose, non andare in cucina perché i fornelli scottano e le persone che lavorano non possano dare attenzione ad un bambino. Se la curiosità è grande, meglio allora raggiungere un compromesso e chiedere di poter far visita al luogo desiderato in un momento di calma e solo se il bambino si comporterà in un certo modo. E ancora spiegare che non tutti i cani amano essere accarezzati dai bambini e quindi è meglio chiedere al padrone dell’animale se è possibile farlo. Soprattutto non stancarsi mai di ripetere queste spiegazioni e cogliere al volo le occasioni in cui si può dimostrare concretamente che ciò che si è detto corrisponde a verità.

I bambini sono perfettamente in grado di comportarsi nella maniera adeguata in qualsiasi contesto: sono “competenti”, ma spesso il loro egocentrismo (tendenza a rapportare tutto ciò che succede ai propri bisogni/vissuti) li porta a cercare di evitare comportamenti e situazioni difficili da sostenere. I “compromessi”, cioè gli accordi che si possano raggiungere affinché il bambino si comporti in un certo modo, lo aiuteranno a sentirsi in grado di affrontare situazioni difficili e a tenere comportamenti adeguati rafforzando la sua autostima, oltre che aiutarlo a capire che è necessario sforzarsi per ottenere dei risultati. Comportarsi come i genitori richiedono non è solo un atto formale se dietro ad esso c’è la consapevolezza dell’adulto di aiutare il proprio figlio a costruire una personalità sufficientemente autonoma, sicura e pronta ad affrontare ciò che la vita richiederà.

A volte i suggerimenti appaiono banali, ma spesso i genitori non si soffermano su particolari apparentemente insignificanti, forse perché la vita quotidiana impone ritmi frenetici, ma ogni tanto vale la pena di riflettere sui comportamenti che si adottano, senza eccedere in auto critiche negative, proprio perché il mestiere di genitore è veramente il più difficile e a volte i nostri figli ci mettono proprio a dura prova …

Dott.ssa Milena Giacobbe

Psicologa dell’età evolutiva

Viale Dante, 20 Novara

Cel. 348.3173462
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