“Transizione forzata” di Mauro Travasso

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È gelido, lo sguardo di Nico. Lui vive la sua esistenza come se sentisse, se percepisse dentro di sé che il ruolo da interpretare nel suo spettacolo è quello del cattivo. Egoista, sfrontato e trasgressivo, prende ciò che desidera e non sente di dover dare nulla in cambio. Improvvisamente, la sua vita prende una piega del tutto inaspettata. Quando il suo migliore amico Stefano muore in un tragico incidente, il suo cervello si mette all’opera come mai prima di allora. Un cambiamento netto ed estremo, come nel passaggio tra un’età e un’altra. Anche perché Nico è l’unico a non credere fino in fondo nella teoria dell’incidente. Da quel momento in poi, molte cose troveranno una nuova collocazione, come il teatro, che entrerà a far parte dei suoi interessi e che lo spingerà verso un’inattesa consapevolezza di sé.

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    • Copertina flessibile: 184 pagine
    • Editore: Europa Edizioni (Roma) (4 ottobre 2013)
    • Collana: Edificare universi
    • Lingua: Italiano
    • ISBN-10: 8868540835
    • ISBN-13: 978-8868540838

 

Un romanzo profondo, a tratti complesso, che attraversa dettagliatamente la vita di un ragazzo dall’apparente vita normale, destinata a un’evoluzione inevitabile: è “Transazione forzata”, il libro d’esordio di Mauro Travasso, edito da Europea Edizioni..
Originario di Velletri, classe 1981 e un curriculum degno di un artista “avviato”, attualmente svolge la professione di scrittore e giornalista, collaborando con la rivista Il Granchio; laureato in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l’Università di Bologna, lavora con organizzazioni non governative che si occupano di comunicazione, educazione allo sviluppo e cooperazione internazionale.
Vincitore nel 2007 di una borsa di studio organizzata dall’Unione Europea, che lo ha portato a svolgere un tirocinio di tre mesi a Bucarest, in Romania, ha svolto volontariato in Italia, Canada e Islanda.
Dopo aver creato un’associazione senza scopo di lucro, si è recato in Nuova Zelanda per seguire un master di carattere manageriale.
Abbiamo incontrato l’autore e lo abbiamo intervistato per conoscerlo meglio.

1. “Transazione forzata” è la sua prima opera: di cosa parla in questo romanzo?

Parla del passaggio di Nico, 23 anni, dall’adolescenza alla prima età adulta in un contesto dove questa non finisce a 20 anni, quando non si è più formalmente teenager. Nico si sente il protagonista indiscusso della sua storia, che scrive in prima persona, perché vive la vita come se interpretasse il “cattivo” della situazione.
Nico comincia il suo percorso, a riflettere, perché avverte che la sua stessa vita deve prendere una piega diversa, ha bisogno di un cambiamento, ma ancora non è pienamente consapevole di quello che vuole in realtà, dove vuole arrivare e di come procedere per intraprendere la strada giusta per la sua transizione. La morte del suo migliore amico in circostanze misteriose forzerà questo suo processo di cui ne aveva già in parte sviluppato la consapevolezza.
A volte sembra che Nico abbia trovato la sua ispirazione, ma accade spesso in un percorso di transizione, e come succederà di frequente nella sua storia, proprio nel momento in cui Nico è certo di avere la situazione sotto controllo e le idee chiare, ci sarà sempre qualcosa che gli farà pensare di indietreggiare di 10 passi. Come quando nei giochi di società si è a una casella dalla meta finale, la vittoria, e per un dado che fa uscire un numero troppo alto, si ritorna in indietro. Un dado che lanciamo noi stessi.

2. Perché la scelta di un titolo così emblematico?
Perché la transizione di Nico è irruente, brutale, materiale, come il suo carattere. Ed è forzata anche dagli eventi perché Nico mette in discussione il contesto dove si trova a vivere, cercando nuove esperienze non solo per la sua crescita personale, ma anche professionale.

3. Qual è il messaggio che vuole trasmettere?
Il messaggio è che la vita è un continuo divenire e che bisogna cogliere le occasioni di evoluzione, soprattutto quando nascono e le maturiamo a livello interiore. È sbagliato pensare che tutto sia statico. È positivo interrogarsi sempre sul perché di certi avvenimenti, si cresce, anche se spesso questo processo fa soffrire. Siamo noi stessi a lottare per cambiare lo stato delle cose che ci circondano e che non ci vanno bene, questo è ovvio, però in alcune circostanze gli input ci vengono dall’esterno oppure si rende necessario anche accettare le situazioni che si prospettano, ma mai passivamente. Sta infatti a noi la libertà di scegliere come muoverci.

4. C’è qualcosa di autobiografico in questa storia?
Indubbiamente la propensione del protagonista alla dinamicità, alla ricerca di nuove esperienze per arricchire il proprio bagaglio di vita, a non fermarsi alle apparenze e entrare fino in fondo nelle questioni che mi interessano sul serio.

5. “Transazione forzata” fa un’analisi molto profonda dell’animo umano, “sezionando” sentimenti, pensieri, comportamenti. È stato difficile trasmettere questo tramite la scrittura?
Anche questo aspetto è autobiografico e per alcuni versi mi è riuscito naturale. L’autoanalisi interiore e il cercare di comprendere l’anima delle persone che incontro e approfondire la loro conoscenza, mi ha permesso di trasmettere queste emozioni attraverso la scrittura.

6. Ci descriva con 4 aggettivi il suo stile letterario…
Fresco, scorrevole, sarcastico, coinvolgente.

7. Come giudica il mondo dell’editoria oggi?
Difficile per noi autori emergenti, perché credo che la pubblicazione di per sé non basti se non accompagnata da un’adeguata promozione.

8. Da dove nasce la sua passione per la scrittura?
Dalla mia vena creativa, ho sempre immaginato storie sui vissuti delle persone ogni volta che mi capitava di vedere visi che catturassero la mia attenzione. Mi domandavo del loro passato, delle loro vicissitudini, soprattutto nei momenti “fermi” quando passavo tempo in attesa principalmente nelle stazioni o negli aeroporti. Osservare le persone muoversi, le loro espressioni mi ha sempre portato a creare situazioni nel mio immaginario.

9. C’è qualche scrittore o corrente letteraria al quale si ispira?
Ce ne sono diversi e diverse, personalmente cerco di coglierne la peculiarità che maggiormente mi affascina. Ad esempio mi piace Antonio Tabucchi per come descrivere la velocità dei movimenti dei personaggi nelle storie e le ambientazioni in Portogallo, quando ho viaggiato in Portogallo mi tornava alla mente ogni giorno. Oppure la narrativa giapponese, Banana Yoshimoto, Yukio Mishima, Murakami Haruki che pur scrivendo in decadi diverse mi hanno colpito per l’analisi introspettiva dei personaggi e quasi mistica dei paesaggi. Oppure alcuni autori mediorientali per la loro calma narrativa. E poi grandi classici, capisaldi che non sto a nominare, se non I promessi sposi che cerco sempre di rileggere per la correttezza dell’italiano scritto, è un buon esercizio.

10. Mauro Travasso nella vita di tutti i giorni…
Mauro è una persona semplice, innamorata della vita, che lavora anche per un’organizzazione non governativa, che scrive e legge, che viaggia spesso per svago o lavoro, si rifugia nella natura con il suo cane. Non riesce a farsi scivolare addosso nulla, cerca di vivere intensamente, apprezzando ogni momento, positivo o negativo che sia. E a cui piace sperimentare nuove esperienze, imparare ogni giorno, essere dinamico.

11. Progetti futuri?
Continuare a creare, a trasmettere messaggi attraverso la scrittura.

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