Il giardino degli aranci: Una lunga storia d’amore tra uno chef ed il suo mondo…

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La rubrica di Cristina Pace

Oggi vi racconto la storia di Antonino Chifari, Chef di Cucina, di rinomata fama nazionale ed internazionale

La sua carriera è iniziata nel lontano 1969 come lavapiatti in un ristorante situato alla stazione centrale di Palermo e da allora è stato un susseguirsi di traguardi 😉

Dopo circa un anno il proprietario si accorse della mia curiosità per la preparazione dei fondi delle salse, mi sentiva chiedere allo chef le informazioni sulle pietanze che lui preparava tutti i giorni, a quei tempi la cucina povera siciliana fece nascere in me questa grande passione, fu in quel momento decisi che volevo fare il cuoco a tutti i costi…

Lo chef vista la mia passione, (ero giovanissimo), chiese al mio povero papà, padre di dieci figli se mi poteva fare partire con un contratto stagionale in un albergo che si trovava nella città di Legnano Sabbie d’oro per fare esperienza.

Lo chef convinse mio padre che infine acconsentì. Così dopo qualche mese sono partito con la classica valigia di cartone legata con lo spago e piena di sogni da realizzare (ricordo sempre quella esperienza con molta emozione).

Erano trascorsi quasi sei mesi, si lavorava tantissimo, ma la passione che avevo, copriva la stanchezza.

Un giorno la direzione mi consegnò una lettera ricca di elogi per il lavoro svolto, in cui mi riconfermavano per la stagione successiva, fu in quel momento che capì che era l’occasione della mia vita e che avevo fatto la scelta giusta, avevo trovato la mia strada. ’

 

Da allora è cominciata la sua grande avventura di vita in Italia e all’estero: trattorie casarecce, ristoranti di prestigio, hotel a 3/4/5 stelle, resort, ha insegnato nelle scuole alberghiere di Palermo.

Ha ricevuto alcuni riconoscimenti professionali, come: la medaglia del cocorum per la carriera, è sono socio fondatore dell’accademia della cucina siciliana fondata nel marzo del 2010, nonché custode dell’identità territoriale di Trapani della libera università rurale saper&sapor.

Attualmente è il responsabile della qualità della ristorazione della catena Jolly hotel della Sicilia e fa da consulente presso varie aziende, sempre a Palermo avviando ristoranti di qualità.

 

Ha tantissimi progetti in corso per cui stay tuned…per il secondo episodio!!

 

Vi lascio con una sua lettera che ha scritto ‘alla sua amata’… indovinate chi è…

 

Lettera dedicata alla mia cara tanto amata (ristorazione)

L’eno gastronomia Siciliana ………………………………………………………………………………………………carissima Signora ristorazione complimenti non invecchi mai, mi sono innamorato di te quando ero ancora un ragazzino.

Sei molto ricca, elegante, famosa italiana, regionale, europea mondiale.

Radicata nel territorio, vanti di grande qualità, sei sempre vestita con abiti stagionali molto colorati e profumati, sei unica nel tuo genere sempre di moda, ti hanno vestita con grandi effetti speciali e decorata più e più volte.

Sai essere brillante, fantasiosa, fruttuosa, amorevole e originale.

Ti presenti ai tuoi ammiratori, molto calda, fredda, frizzante, fresca e stuzzicante.

Ti fai sempre accompagnare con un bouquet colmo di sapori, odori, colori, danzando con tanta musica,

Nella tua vita hai sempre avuto tanti ammiratori uomini di grande prestigio al tuo cospetto, che anno scritto di te tante ricette, tanta storia ,tanta tradizione, non c’è festa cui tu non sia invitata, senza la tua presenza tutto sarebbe vuoto squallido e privo di atmosfera .

Caro amore mio ti ho amato più della mia donna ti ho rosicchiato, odorato, manipolato, osservata con stupore, con gioia, con sacrifici, con molto impegno fisico e mentale, per amarti ho dovuto mettere tanta, tanta passione.

Ti ho dedicato i migliori anni della mia vita e per questo ti voglio ringraziare sono fiero di averti incontrata.

Ti ho amato perché insieme abbiamo avuto molte soddisfazioni quando ti presentavo in ogni tavola tutti rimanevano stupiti e affascinati dalla tua bellezza e dai tuoi delicati profumi.

Quanto amore mi hai trasmesso per tanti lunghissimi anni, abbiamo girato il mondo, abbiamo conosciuto gente di ogni paese, tu ed io abbiamo soddisfatto i palati di tante persone e di tanti politici che hanno mangiato con molta eleganza senza mai riconoscerci.

Sai ci sono stati momenti nella mia vita in cui però ti ho odiato.

Perché quando molte famiglie si riuniscono per le feste tradizionali, io nella mia, non ero mai presente, ti ho odiata perché per colpa tua non potevo portare i miei figli in vacanza o la domenica in chiesa ,non potevo mai essere presente quando la mia famiglia aveva bisogno di me.

Per stare con te, non ho visto crescere i miei figli.

Per stare con te ho logorato tutti i miei rapporti di amicizia, con tutti coloro che lavorano lontano, lontano dal nostro mondo.

Ti ho odiata perché ti sei presa con forza tutto il mio tempo.

Ho dedicato a te due vite di duro lavoro 16 ore al giorno di servizio impegnativo per 80 ore circa alla settimana, per 360 ore circa al mese per 40 anni , se facessi un paragone tra me ed un operaio normale che lavora 35 ore settimanali, che il sabato e la domenica non lavora , che in tutte le feste si gode la libertà ,che va in ferie d’estate che si gode tutto il suo territorio con la vita che la circonda , allora io ho davvero vissuto due vite.

Ti odio perché sono stato con te per tanti anni invecchiando per te e adesso nessun uomo politico di buon senso mi riconosce, tanti sacrifici e pensare che siamo tantissimi, tutti molto delusi e stanchi per averti servito molto intensamente.

Dopo gli anni e la stanchezza, devo dirti addio mi sono ammalato per averti tanto amato.

Il tuo schiavo d’amore Chef Chifari Antonino, sono stato il tuo amante 

dal 1968 al 2014.

di Cristina Pace

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