biblioteca di novara

Letture animate e vere opere d’arte attendono i bimbi dai 3 compiuti sino ai 6 anni alla Biblioteca civica Elve di Novara. Piccoli lavoretti con materiali curiosi (trapunte, carte vellutate, pelli, fogli trasparenti, carte metallizzate e altre curiosità) per ambientare storie che si possono ricreare anche a casa.

Le storie racconteranno di Palazzi fatti di cose strane, di abbracci in giro per il mondo e di un omino di niente da ricostruire con le proprie mani. Senza dimenticare un fiore da realizzare per la mamma. Divertenti brevi letture accompagneranno ogni attività.

Date e orari degli incontri: sabato 12 e 26 maggio e sabato 9 e 16 giugno con orario dalle 10.30 alle 11.30 presso la sezione ragazzi della biblioteca di c.so Cavallotti 6

Per i più piccoli dai 18 mesi ai 36 mesi i laboratori saranno l’opportunità per stimolare la loro curiosità e voglia di scoprire. Attraverso 4 storie e l’utilizzo di materiali collegati al mondo naturale con un’ importante componente sensoriale tattile, visiva ed olfattiva, i bambini avranno l’occasione di fare i primi passi dentro le pagine dei libri.

Due percorsi letterari, entrambi collegati alla natura: Il bosco e la risaia sperimentando il contatto con riso, cortecce, pigne, terriccio e Facciamo musica con la natura con la creazione di suoni e rumori con materiali naturali.

Date e orari degli incontri: martedì 8 – 15 – 22 – 29 maggio con orario dalle 17.00 alle 18.00 sempre presso la sezione ragazzi della biblioteca di c.so Cavallotti 6

Tutti gli incontri sono gratuiti ma la prenotazione è obbligatoria

per informazioni e prenotazioni

tel. 0321 3702813 e-mail [email protected]

nati per leggere

 

Genitori, bambini, Biblioteca e insegnanti insieme per l’amore della lettura: è l’obiettivo che si è voluto porre la scuola dell’infanzia Elve di Novara che da settembre aderisce a un progetto triennale di monitoraggio in collaborazione con la Biblioteca comunale di Novara.

Partecipando al progetto Nati per Leggere, i genitori della scuola sono stati invitati a leggere tre frasi stampate su borse di stoffe e di votare la loro preferita.

L’iniziativa è stata accolta con interesse e curiosità, e ogni mattina mamme e papà hanno dedicato il loro tempo per far conoscere le loro scelte.

 

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Per gli insegnanti è stato molto stimolante sentire viva la partecipazione delle famiglie; la lettura e i libri sono un elemento molto importante e fondamentale per la crescita affettiva e cognitiva di un bambino. Accompagnare i propri figli verso il mondo dei libri significa saper dedicare costruttivamente tempo prezioso per la crescita dei propri bambini.

 

 

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Lodevole è l’impegno della Bilioteca civica di Novara e della dott.ssa Cesa, che propone sempre nuove iniziative e appuntamenti per avvicinare i cittadini, grandi e piccoli, al mondo della cultura, in modo semplice e gratuito.

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Quale sarà la frase che avrà raccolto più voti? Ve lo comunicheremo a votazione conlusa!

A presto!

 

lettura

Continua l’impegno di Roberto Rattazzi per promuovere la lettura a Novara. Questa volta il lettore volontario della Biblioteca di Novara ha fatto visita agli studenti dell’Istituto superiore Bellini con il libro IL MAGO DI OZ .

Bob ha rappresentato il taglialegna di latta e poi,  nel gruppo, lo spaventapasseri.

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Altra importante tappa è stata quella al castello di Galliate.

Durante il convegno indetto da ASL e NATI PER LEGGERE,  Bob ha parlato della sua esperienza di lettore volontario presso la TAV e il carcere di Novara.

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Infine, ecco una esperienza davvero divertente: il Laboratorio di PET TERAPY  all’hospice di Galliate.

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Buon lavoro Roberto Rattazzi e, soprattutto, grazie per il tuo lodevole impegno!

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Genitori e insegnanti dovrebbero dedicare più tempo alla lettura per i bambini: in questo mondo simbolico è possibile migliorare le capacità cognitive e relazionali

Leggere una fiaba oggi è diventate una cosa rara, inconsueta. Internet, i videogiochi, la play station pian piano hanno invaso la vita dei nostri bambini, privandoli di una parte semplice, ma preziosa, che ha accompagnato la cresciuta di molti di noi.

Chi da piccolo non amava quel libro colorato e affascinante di Cappuccetto Rosso, del Gatto con gli stivali, della Bella addormentata nel bosco o di Cenerentola, che nascondeva mondi lontani e storie fantastiche?

Le fiabe sono la prima forma di narrazione che si avvicina ai bambini; esse provengono dall’oralità e sono state tramandate ‘a voce’ per secoli e secoli, soprattutto da persone popolane, senza istruzione. Sono stati alcuni scrittori, come Italo Calvino, ad aver avuto l’idea e il piacere di raccoglierle regione per regione, riscriverle e tramandarle come patrimonio comune.

Queste storie sono imperniate sulla figura di un eroe (che può essere un principe, un cacciatore, un animale, ecc…) e sono ricche di simboli universali che sarebbe molto educativo riproporre ai piccoli perché contribuiscono a lanciare un messaggio positivo: se il personaggio della storia riesce a superare gli ostacoli, a vincere il nemico e raggiungere il suo obiettivo, allora anche “ io ce la posso fare”. E così, anche temi difficili, quali la morte e la violenza, possono essere affrontati e quindi esorcizzati. Per essere consolato “io”, la storia deve darmi la certezza che il cattivo muoia perché il cattivo deve essere punito. E’ un bisogno interiore di ogni persona.

Forse non tutti sanno che nella versione originale dei “Tre porcellini”, ad esempio, i primi due maialini vengono uccisi dal lupo e solo il terzo si salva: qui la morte ha una funzione simbolica per farci capire che alcune soluzioni non sono appropriate, ma bisogna affrontare un cambiamento che ci porti alla strada giusta. Genitori e insegnanti dovrebbero organizzare tempi dedicati alla lettura per varie per ragioni: psicologiche, poiché il bambino attraverso il mondo simbolico delle fiabe percorre un processo di identificazione; cognitive, poiché si stimola un arricchimento della lingua materna; relazionali, in quanto l’adulto si dedica completamente al piccolo e “sta bene” con lui in un clima di benessere.

È molto importante ricordare alcune regole durante il momento della lettura; innanzitutto, bisogna parlare molto con i bambini, soprattutto quando attraversano la fase di acquisizione dei sistemi linguistici. La comunicazione non deve essere mai direttiva, ma collaborativa; l’adulto deve assumere un ruolo di regia, deve ascoltare e aiutare a mettere in moto il processo di apprendimento, che in questo caso è indiretto. La sua funzione è quella di mediatore, poiché presta la sua voce per leggere una storia: bisogna offrire ai piccoli delle chiavi di lettura per diventare critici”.

E’ utile, inoltre, leggere ai bambini stranieri le fiabe anche nella loro lingua originale, per non perdere la propria identità linguistica e abituare figli e alunni a vari stili di lettura (filastrocca, fiaba, favola) perché loro possano trovare la loro strada di lettura.

Vi lascio con il consiglio di un personaggio famoso, Albert Einstein: “ Se volete che vostro figlio sia intelligente, raccontategli una fiaba…Se volete che sia molto intelligente, raccontategliene di più.”

di Isa Voi

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Cari lettori, in una domenica autunnale, rilassante e piovosa come questa (al Nord piove da stamattina….) vi consiglio questa profonda e curiosa lettura, che aprirà le porte verso vari aspetti esistenziali e sociali.
Vi presento alcuni paragrafi per invitarvi ad abbandonarvi a questo meraviglioso romanzo, che per me rimarrà sempre un ricordo indelebile.
Buona lettura amici!
l ruolo di Bom andò ad Alaska e il ragazzo era Pedro Almodòvar.
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…cambiando la prospettiva con cui la si guarda anche la storia cambia, non sapremo mai se un’occasione persa non è stata in realtà un’occasione guadagnata, e dunque non serve a niente lamentarsi per quello che poteva essere e non è stato.

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…La maggior parte, a causa delle carenze affettive, presenta sintomi di iperattività, aggressività, disturbi alimentari, problemi di coordinazione motoria o di inserimento scolastico.
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…quando ad un bambino viene istintivamente da picchiare gli altri senza un motivo apparente, è sempre perchè lui per prima viene picchiato…
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…una ragazza dolcissima, che tiene sempre gli occhi bassi in un atteggiamento che non si sa se definire sottomesso o cupo, ed è un peccato che non li alzi e non li mostri con orgoglio…
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…il quartiere è multiculturale, non interculturale, e Claudia glielo ripete spesso; le comunità si tollerano ma non si mescolano, e i limiti vengono sempre rispettati.
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…quando Antòn le manda un messaggio sul cellulare, la Mamma tarda sempre uno o due giorni a rispondere , e questo basta ad Antòn per confermargli che non lo considera una priorità nella sua vita.
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…e a molti, specie ai sudamericani, sembra strano che siano degli uomini che vogliono occuparsi dei bambini, e ne diffidano.
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…che a una certa età bisogna scegliere tra la faccia e il c…., che più sei grassa meno rughe ti vengono: lo so.
 
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…la memoria ripercorre corridoi pieni di ragnatele in cui non si addentrava da parecchio tempo, e ricorda sequenze, momenti, immagini. Come se non bastasse, ha appena riconosciuto la canzone.
 
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…Non c’è niente di più inutile e patetico che ubriacarsi ascoltando una musica ferita di ricordi.
 
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E lui le diceva che l’amava e tutte quelle cose che si dicono quando uno è arrapato.
 
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…E mia nonna, poverina, ogni volta che mi vede mangiare insalata mi dice: “Non ricomincerai con certe sciocchezze, vero?” So che lo fanno con le migliori intenzioni, ma sono tutti così goffi…Non mi chiedono come sto, cosa mi spaventa, se piango o se ho qualcuno con cui parlare. Per loro, e non mi importa quante volte gli ho spiegato il contrario, si riduce tutto a un problema di immagine, al fatto che mi veda grassa oppure no, che mi veda bella o meno. Ormai ho lasciato perdere perchè tanto sono irrecuperabili. Mi dicono di mettere su qualche chilo quasi senza guardare il mio corpo; credo che ormai me lo ripetano per semplice abitudine, proprio come a una donna incinta si dice che sta divinamente anche se sembra una portaerei, sa?
 
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E’ da così tanto tempo che penso agli altri da aver dimenticato chi sono io. Succede a tutte noi del gruppo, tutte noi vediamo con  meridiana chiarezza la realtà di chi ci circonda ma non sappiamo avere cura dei nostri corpi, della nostra vita. E come se fossimo affette da una miopia selettiva. Non ci sono realtà oggettive che tengano . O almeno  non ci sono per me; io non so vedere me stessa. Per questo mi vedo sempre grassa anche se non lo sono.
 
 
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…I diversi gruppi si sopportano, ma non stabiliscono dei rapporti veri e propri. Per questo si convive senza gravi problemi, ma tra i gruppi non ci sono veri scambi, il meticciato non esiste, neanche lontanamente.
 
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Così, con il passare del tempo, mi ero abituata a staccare il telefono ogni volta che stavo  con lui. E, ovviamente, così finiva che mi allontanavo dalle mie amiche, perchè passavo sempre più tempo con lui, e quanto più stavo con lui meno vedevo le mie amiche, ragion  per cui  avevo sempre più bisogno di lui: un circolo vizioso.