Psicologia: In vacanza con i nonni

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Psicologia: In vacanza con i nonni

I consigli della psicologa dell’età evolutiva, dott.ssa Milena Giacobbe

Nonni: insostituibili compagni di marachelle dei bambini e al tempo stesso rifugio sicuro nel momento in cui, per varie ragioni, i genitori non possono essere presenti.

Dovrebbero essere insomma una valida e alternativa fonte affettiva a cui i bambini dovrebbero poter attingere liberamente. I più fortunati si trovano a poter trascorrere con i nonni delle vere e proprie vacanze lontani dai genitori.

Soprattutto la prima volta che i genitori si trovano a dover decidere se lasciare o meno i figli per periodi più o meno lunghi con i nonni, arrivano i primi dubbi.

 Innanzitutto è necessario che la decisione sia presa con la massima serenità: affidare il proprio figlio ai nonni significa principalmente fidarsi di loro e delle loro capacità, altrimenti i giorni di vacanza dei figli si trasformeranno in un incubo per i genitori che si sentiranno in costante stato di allerta e si prefigureranno ogni tipo di incidente possibile … Se la paura è che i bambini possano sentire la mancanza di mamma e papà, potrebbe essere utile fare delle “prove” prima delle vacanze, lasciando magari i bambini a dormire dai nonni ed abituarli all’uso del telefono come mezzo che ad un’ora prestabilita o in caso di urgenze o necessità inderogabili, può smorzare un po’ la lontananza.

In secondo luogo, anche i nonni dovrebbero proporre di avere con se i nipoti solo se si sentono in grado di farsi “stravolgere” un po’ le abitudini e se, soprattutto, ne traggono essi stessi gioia!

Se questi sono i presupposti, la vacanza sarà veramente un toccasana per tutti! I bambini infatti sperimenteranno un diverso grado di autonomia rispetto a quando sono presenti mamma e papà: se i genitori hanno dato loro il permesso di andare via “da soli”, questo, ai loro occhi, significa non solo avere la fiducia di mamma e papà, ma avere la certezza di essere considerati “grandi”. Sembra banale, ma questa convinzione farà scattare in loro comportamenti “da grandi” .  Se le loro conquiste verranno poi raccontate dai nonni ai genitori, la gratificazione sarà tale da incentivare il mantenimento dei comportamenti imparati. Certo, spesso si teme che invece i nonni “viziando” i piccoli possano esattamente innescare una reazione contraria a quella da me descritta e, addirittura, sminuire la figura dei genitori. I bambini, però, come spesso ripeto, sono non solo collaborativi, ma sono in grado di assumere comportamenti adeguati al luogo e alle persone che li circondano, utilizzando quindi comportamenti diversi in situazioni diverse. I bambini infatti non dimenticano le regole trasmesse dai genitori solo perché i nonni non le applicano: sanno perfettamente che nonni e genitori hanno ruoli diversi e … ne approfittano nella maniera migliore! Certo è bene stabilire con i nonni alcune norme che ai genitori  desiderino vengano sempre rispettate (a patto che siano solo ALCUNE e che non implichino il dover rivoluzionare completamente le abitudini ei nonni stessi). Sebbene non esista una gerarchia affettiva, mamma e papà dovrebbero essere così sicuri delle loro scelte educative ed affettive, da non preoccuparsi se i nonni non sono proprio in linea con le loro idee: questo non è un motivo sufficiente, agli occhi dei bambini per sostituire i genitori con i nonni!!

Infine le vacanze dei figli lontani dai genitori possono essere l’occasione per dedicare un po’ di tempo in più a se stessi e al  partner, perché è indispensabile ricordare a se stessi che non si è solo genitori, ma anche mariti e mogli, uomini e donne!

 

Dott.ssa Milena Giacobbe

Psicologa dell’età evolutiva

Viale Dante, 20 Novara

Cel. 348.3173462

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