Amore campestre, passioni e poesia: intervista all’autore toscano Leonardo Manetti

leonardo manetti

Cari lettori,

oggi voglio presentarvi un giovane autore, Leonardo Manetti che conosco da molti anni e  che ha un amore particolare per la poesia e la “terra”.

Ho avuto il piacere di seguire il suo percorso artistico e di apprezzare tutti i libri che ha scritto durante la sua esperienza di scrittore: testi particolari, freschi e profondi che vogliono trasmettere passioni, pensieri e un legame molto intimo con la natura.

L’ho incontrato e intervistato per voi:

1. Leonardo Manetti, giovane poeta e artigiano: parlaci di te…

Sono Leonardo e vivo a Greve in Chianti nel cuore della Toscana, terra di grandi vini rossi e del famoso gallo nero, cosi non potevo non occuparmi di vino. Mi divido tra il lavoro nella mia azienda agricola dove coltivo viti, olivi e giaggiolo e la passione per la poesia. Provengo da una famiglia di viticoltori, mio nonno Nello e mia nonna Annita con la loro famiglia, con la fine della mezzadria negli anni ’60 si misero in proprio con la loro azienda di famiglia. La semplicità del mondo contadino che la mia famiglia ha saputo trasmettermi, anche gli latri nonni Fedora e Guido sono sempre stati contadini, hanno sicuramente incoraggiato la mia vena poetica con uno stile popolare e spontaneo. Non amo molto parlare di me, ma poi se comincio non smetto più, quindi mi fermo qui.

leonardo manetti

2.Come è nato il tuo amore per la scrittura?

Il mio amore per la scrittura non so da dove nasce, ognuno di noi ha un modo diverso di esprimersi e io nella poesia ho trovato il modo migliore per mettermi a nudo e per fare uscire tutto quello che ho dentro. Ma come ho già detto credo che i valori del mondo contadino che ho sempre vissuto e i posti dove vivo, io sono molto legato alla mia terra, mi hanno incoraggiato a scrivere.

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3.Quali sono i poeti e le correnti letterarie ai quali sei particolarmente legato?

Il mio poeta preferito è sicuramente Pablo Neruda, per la sua forma poetica che va dal realismo al surrealismo, con una metrica semplice di versi liberi e ricchi di sentimenti. Il suo argomento principale resta sempre l’amore ma parla di tutto e fa anche tante critiche, Voglio però parlare anche di Cesare Pavese, perchè a Neruda mi ispiro per la forma poetica ma leggere Pavese e il suo amore per la sua terra, come lo ho anche io per la mia, mi trasmette sempre delle bellissime sensazioni e grandi emozioni.

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4.Tu hai scritto molti libri di poesie, quale è il messaggio principale che vuoi condividere con i tuoi lettori?

Il tema centrale di tutte le mie poesie è l’Amore, l’amore in tutte le sue sfumature e dimensioni. Mi piacerebbe attraverso i miei libri trasmettere un messaggio di Amore, attraverso la diffusione della cultura dell’amore e della non violenza vorrei un mondo meno violento e più vero, anche se forse è solo utopia.

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5.Parlaci dei tuoi libri e di cosa ti ha ispirato?

Nei miei libri parlo molto di me stesso mettendomi a nudo, la gran parte delle mie poesie sono uno specchio fedele di come sono io con le mie emozioni e il mio vissuto. Spesso mi diverto a fare anche delle poesie “didascaliche”, la poesia come divulgazione del sapere, soprattutto sul mio lavoro. Nei miei libri le poesie didascaliche sono quasi sempre presenti anche se poche, ad eccezione del libro “Poesie in Cucina con le ricette di mamma Cristina” che è un testo volutamente “eccessivamente dottrinale”.

leonardo manetti

6.Quale è il tuo libro che riesce a descriverti meglio?

A questa domanda devo rispondere con due libri. Il primo è il libro sChianti, edito da Tempo al Libro nel 2013, il mio primo testo che racconta una parte della mia vita che poi continua nel libro diVersi in Prosa pubblicato l’anno scorso con YouCanPrint. Chi legge questi due libri scopre una parte della mia vita, a me sono serviti per mettere dei punti sul passato e per conoscermi meglio, ma non credo che ne scriverò altri che raccontano così esplicitamente dei periodi della mia vita.

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7.Cosa vuol dire, secondo te, essere scrittore oggi?

Essere scrittore oggi è un modo di vedere la vita con occhi diversi, come qualsiasi altra forma di arte. In un mondo che corre sempre più veloce, scrivere o fare arte in generale è un modo di vedere la vita con lo stesso stupore e l’innocenza di quando siamo bambini, cercando di risvegliare quel fondo fanciullesco che tutti gli uomini dovrebbero mantenere qualunque sia la solennità delle loro cariche. Questo aiuterebbe tutti a vivere meglio.

8. Quale è il tuo rapporto con i tuoi lettori?

Io scrivo soprattutto per me stesso, ma da quando le mie poesie sono diventate pubbliche, ho scoperto che la cosa più bella è quando gli altri si ritrovano nelle tue parole e il tuo testo a volte viene interpretato in maniera diversa perchè il vissuto della persona che legge è diverso dal tuo. Io nei miei libri segno una mia linea e le poesie non sono mai messe per caso, anche la sequenza e il numero della poesie li decido, ma poi la poesia singola diventa della persona che legge. Ascoltare o leggere i lettori che danno una loro interpretazione della poesia e i loro commenti per me è un grande arricchimento personale ed è un grande regalo che mi fanno.

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9. Tu, a differenza di molti autori, non hai un rapporto “stretto” con i social; quanto sono per te importanti oggi?
Progetti futuri?
I social sono un grande strumento e aiutano a farsi conoscere e ad avere uno stretto rapporto con i lettori, io li ho ma ultimamente li uso un po’ meno perchè preferisco di più la vita reale. I social sono necessari e non li rinnego, ma ho un rapporto di odio e di amore con loro, per farvi capire in maniera simpatica con un grande sorriso, è un po come mi succede con le donne, un rapporto di “odio” e amore ma non se ne può fare a meno.
I progetti futuri più belli oltre a quelli personali riguardano quelli insieme ad altri amici che scrivono come me. Vorrei riuscire insieme a loro a riportare l’attenzione sulla poesia, una forma d’arte bellissima ma spesso un po’ dimenticata, e poi vorrei dare un mio piccolo contributo alla sensibilizzazione e alla cultura in genere.

10.Una motto che , in poche parole, riesce a “parlare” di te…

Emanuele Martinuzzi, un poeta e filosofo ma per me soprattutto una grande amico in una sua intervista mi ha definito cosi: “Leonardo è verace, intenso e profondo come la terra e i sapori in cui nato e tuttora vive e crea. Sguardo schietto, che sembra vagare tra pensieri sia pragmatici che sottili, sempre alla ricerca di un qualcosa, di nuovo o di indefinito forse. Umile nei modi, quanto generoso nella conversazione. Genuina la volontà e la passione che mette nelle sue attività. Ricchi frutti dona a chi ricerca profumi, sapori e aromi unici, e anche a chi ricerca parole di bellezza.”
Sicuramente Emanuele ha esagerato perchè è un amico ma anche se solo una parte di quello che ha scritto mi rispecchia allora io sono contento di quello che sono e quello di me che traspare agli altri.

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