La nuova rubrica di Avantage Jr Samuele Goury: “VIAGGIO IN UN MITO”

VIAGGIO IN UN MITO

Da un punto di vista naturale, il viaggio è connesso al movimento. Se fossimo nell’antica Grecia, troveremmo funzionale deificare il Movimento e porre il viaggio come un nipote semidio nato da una relazione tra la Vita e l’Uomo. Dal movimento nasce la vita, e dalla vita nasce una storia, ed ecco l’eredità singolare che il dio Movimento ha tramandato al nipote Viaggio: la possibilità di concepire Storia.

In filosofia, Il movimento, il più delle volte si attribuisce.[1] Zenone, al contrario, lo veste di sostantivo principale anche se in un contesto decisamente negativo all’interno del quale lo colpisce ripetutamente con i suoi famosi paradossi fino a farlo perire negandolo alla realtà.[2] Aristotele relega il movimento a un mero trasferimento locale, addirittura una “alterazione della qualità”[3]. Aristotele andrà a influire su tutto il pensiero medievale e le cose in età moderna non miglioreranno per il movimento che sarà soggetto a critiche dai filosofi più illustri che lo definiranno causa di mutamento.

L’antropologia sociale mette in evidenza la mobilità delle popolazioni nomadi di cacciatori raccoglitori, che migravano basandosi sulle stagioni e sugli spostamenti delle mandrie di animali. Il viaggio è quindi un elemento intrinseco alla natura; e anche quando il Tempo donò all’uomo esperienza e innovazione (facendolo sedentario), egli ha sempre realizzato viaggi e spostamenti, singoli o collettivi, armati di spada, di penna o di voce, per esplorare, conoscere e conquistare: consapevolezza.

Il Viaggio non può essere sottovalutato, è una medicina che rigenera vita. Quante volte sentiamo l’urgenza di uscire dall’ordinario e di intraprendere un viaggio? O forse non è altro che un sintomo di astinenza di quella droga ancestrale dal quale non riusciamo a disintossicarsi malgrado i tentativi? Che sia una droga o una medicina, che sia una scelta volontaria o una costrizione, è certamente notevole l’intensità che raggiunge e le risultanti che genera. Personalmente penso che quando si sceglie di viaggiare è un po’ come scegliere di giocare con Spazio e Tempo influenzando (seppur minimamente) i sistemi che regolano l’universo.

Certo è che il viaggio non ha origine esclusiva da una scelta volontaria, purtroppo esiste da sempre nella storia dell’umanità una variante oscura generatrice di viaggi e spostamenti, singoli o di massa.

La mia vita deve la sua esistenza a uno di questi principi oscuri: una necessità di movimento che merita uno spazio proprio dove essere sbrigliata. Qui posso fare cenno solo all’innumerevoli storie di persone, di popoli, delle orde di profughi che arricchiscono la storia dei loro viaggi e delle più disparate avventure. Basti pensare alle centinaia di migliaia, o alle milioni, chi saprà mai a quante vite Mediterraneo ha fatto da ponte, quante invece abbia negato a madre Terra, chissà quante storie di viaggi i gemelli Atlantico e Pacifico possono raccontare; esploratori, conquistatori, schiavi, migranti… Poi c’è il viaggiatore per eccellenza, il senza meta, colui che muove il corpo per far viaggiare lo spirito: il pellegrino macinatore di chilometri autore di tanti passi quante sono le domande che vuole esaudire, cugino del po’ più pigro Eremita che ha gli stessi problemi ma meno voglia di muoversi e allora sceglie di isolarsi in qualche luogo sperduto.

Servendoci della mitologia, abbiamo fatto cenno a un Viaggio che genera storie. Il Viaggio dunque come mito che racchiude in sé un’idea, una fantasia, un’aspettativa di vita, un richiamo a quella necessità primordiale, a quello spirito di conservazione che si appella al suo avo Movimento talvolta per sopravvivere, talvolta per viverci sopra.

Il Viaggio soprattutto come bisogno primordiale intrinseco alla natura umana e non, reclama a gran voce un diritto ancestrale che per rispetto dell’ordine naturale stesso va ascoltato, organizzato ed esaudito.

Ho preferito comprimere in due facciate un po’ di tutto piuttosto che analizzare tutto di niente su un argomento incredibilmente affascinante e importante per l’Essere Umano, che alla fine tra disegni e preghiere è padrone del proprio destino solo viaggiando.

Questa ho ritenuto essere l’introduzione più appropriata alla nuova rubrica sul viaggio. Ringrazio Isa Voi che con grande gentilezza mi ha invitato a inaugurare questo spazio personale. Io sono Samuele Avantage Jr. e vi parlerò, come detto, di viaggi, di ogni tipo, i viaggi della Storia, della Filosofia, della Speranza e della Redenzione.


[1] Anassimandro lo mette in relazione all’infinito; Anassagora al Noùs (la mente ordinatrice dell’universo). Cfr. N. Abbagnano, G. Fornero, Itinerari di filosofia, protagonisti, testi, temi e laboratori, volume 1: dalle origini alla scolastica, edizione di G. Fornero, Paravia, Varese, 2009, pag. 46,86.

[2] Sono quattro in tutto gli argomenti mossi da Zenone contro il movimento, nel secondo si serve di Achille e una tartaruga, nel primo e quarto di uno stadio, ma è nel terzo che la sua invettiva raggiunge la sua massima espressione: “La freccia che appare in movimento è in realtà immobile: difatti essa occuperà ad ogni istante soltanto uno spazio determinato, pari alla sua lunghezza; e poiché il tempo in cui essa si muove è fatto di molteplici istanti, per ognuno di questi istanti, e per tutti, la freccia sarà immobile”. Cfr. N. Abbagnano, G. Fornero, Itinerari di filosofia, cit. pag.65.

[3] http://www.sapere.it/enciclopedia/moviménto+%28filosofia%29.html

[1] Anassimandro lo mette in relazione all’infinito; Anassagora al Noùs (la mente ordinatrice dell’universo). Cfr. N. Abbagnano, G. Fornero, Itinerari di filosofia, protagonisti, testi, temi e laboratori, volume 1: dalle origini alla scolastica, edizione di G. Fornero, Paravia, Varese, 2009, pag. 46,86.

[1] Sono quattro in tutto gli argomenti mossi da Zenone contro il movimento, nel secondo si serve di Achille e una tartaruga, nel primo e quarto di uno stadio, ma è nel terzo che la sua invettiva raggiunge la sua massima espressione: “La freccia che appare in movimento è in realtà immobile: difatti essa occuperà ad ogni istante soltanto uno spazio determinato, pari alla sua lunghezza; e poiché il tempo in cui essa si muove è fatto di molteplici istanti, per ognuno di questi istanti, e per tutti, la freccia sarà immobile”. Cfr. N. Abbagnano, G. Fornero, Itinerari di filosofia, cit. pag.65. [1] http://www.sapere.it/enciclopedia/moviménto+%28filosofia%29.html

CHI E’ AVANTAGE JR. SAMUELE GOURY

Da oggi cari amici apriamo una nuova frizzante rubrica che ci terrà compagnia con molte riflessioni, novità e suggerimenti.

Diamo il benvenuto a Samuele Avantage Jr. Goury, nato a Novara nel 1991 da mamma Annarita e papà Kipre.

Si è laureato in Storia nel 2014 ed è diventato Dottore Magistrale in scienze storiche nel marzo 2018; ha frequentato l’istituto per Geometri novaresi e ha insegnato in alcuni istituti novaresi, dedicandosi anche all’insegnamento della religione.

Conosce benissimo la lingua inglese, che ha studiato particolarmente conseguendo il b2.

Gioca a calcio da quando aveva 5 anni ottenendo importanti obiettivi; ama la musica, leggere romanzi storici e approfondire soprattutto le sue conoscenze con saggi filosofici.

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