Intervista a Emiliano Reali: “Il seme della speranza”, un romanzo che fa parlare il ragazzino dentro di me

Cari lettori,

Oggi voglio presentarvi un libro molto accattivante e coinvolgente che ho avuto il piacere di leggere, “Il seme della speranza”, un romanzo per ragazzi scritto da Emiliano Reali, blogger e autore di libri per ragazzi e romanzi.

Vincitore del concorso nazionale “Giovani Parole” indetto dalla scuola Holde
di Torino, alcuni dei suoi libri sono stati adottati nelle scuole primarie e
superiori. La sua raccolta di racconti “Sul ciglio del dirupo“è uscita in America col titolo On the edge e attualmente collabora con “Il Mattino” e l’HuffPost, curando la rubrica “Nel giardino
delle parole”.

Il romanzo parla del rispetto per l’ambiente, del valore dei singoli individui, di prostituzione femminile e dell’ormai dilagante valore assegnato all’apparenza e al potere. Il testo sarà consigliato come lettura estiva agli studenti di una serie di scuole dislocate su tutto il territorio nazionale.

Ho incontrato e intervistato Emiliano Reali, per condividere con voi i suoi pensieri :

Da dove è nata l’idea di questo romanzo?

Fin da piccolo vestivo i panni del mago Mercurius o del druido Zibetex giocando di ruolo, quindi avventure, incantesimi e luoghi fantastici hanno abitato i miei anni più spensierati, anche se l’infanzia non lo è mai realmente. Scrivere “Il seme della speranza” ha significato far parlare ancora il ragazzino dentro di me.

Foto di Cristina D’Andrea

Quale messaggio vuole trasmettere ai giovani?

Ce ne sono molti, alcuni più nascosti, altri evidenti, ma vorrei precisare che non mi rivolgo solo ai giovani. Anche se il libro verrà utilizzato come testo di lettura in svariate scuole mi auguro lo leggano anche gli adulti che non hanno ancora ucciso il bambino dentro di loro, potrebbe essere un modo per risvegliarlo. Mi limito a farle un piccolissimo elenco: rispetto per la natura, non scoraggiarsi di fronte alle difficoltà, la pochezza effimera del danaro e dell’apparenza, la sempre più frequente disumanizzazione dei rapporti umani che va frenata, l’altro come ricchezza, accettare che si può sbagliare senza che questo denoti irrimediabilmente chi siamo.

C’è qualcosa di autobiografico in questo libro?

La voglia di ribellarsi, la consapevolezza che la perfezione non esiste e che siamo un mosaico multicolore dove hanno spazio anche i grigi.

Quanto è  importante oggi, secondo lei, scrivere per ì ragazzi?

La scrittura è uno strumento importante per accompagnarli, farli sentire ascoltati, un libro può salvare la vita, se arriva in particolari momenti può fungere da ancora alla quale aggrapparsi per frenare la discesa. Mi piace credere che uno scrittore possa lanciare tanti piccoli semi nei cuori in crescita di giovani vite e che un giorno il profumo dei fiori che nasceranno renderà il mondo un posto migliore.

Ai “tempi del covid”, quanto è difficile per uno scrittore mantenere i rapporti con i propri lettori e colmare il vuoto di presentazioni e incontri?

Non è semplice, lo sto sperimentando in prima persona, ma ci si reinventa con presentazioni on line e iniziative varie. Chi ama i tuoi libri trova comunque il modo (con una foto, un video, un post su Facebook) di farti sentire il suo affetto e di tener vivo il bellissimo legame scrittore-lettore.

Secondo lei, che rapporto hanno attualmente i giovani con la lettura?

Pensando a come trascorrono il loro tempo i ragazzi limiterei senza dubbio l’utilizzo dei videogiochi e li manderei all’aria aperta, nei prati, a socializzare. Credo che siano aperti alla lettura, basta trovare (non è semplice) il modo di coinvolgerli e appassionarli.

Quando si è presentata in lei la passione per la scrittura?

Ho sempre scritto diari dove rinchiudevo i miei patemi, mia madre dice che ero bravo nei temi a scuola. Ma io volevo essere un giocatore di pallavolo o un veterinario. La vita però è strana e talvolta, per fortuna, sceglie per noi. Così a ventitré anni una mia amica mi fece leggere un racconto per un concorso, ne scrissi uno anche io e vinsi.

Progetti futuri?

Fare in modo che “Il seme della speranza” arrivi in più case e scuole possibili, pianificare le visite nelle scuole dove lo hanno consigliato come testo di lettura. Aspettare risposte per nuovi libri che attendono di spiccare il volo. Diciamo che non mi annoio!

L’AUTORE

Scrittore e blogger, è autore di libri per ragazzi e romanzi. Tra i vincitori nel
2001 del concorso nazionale “Giovani Parole” indetto dalla scuola Holde
di Torino, alcuni dei suoi libri sono stati utilizzati nelle scuole elementari e
nelle scuole superiori. Tradotto all’estero, la sua raccolta di racconti Sul
ciglio del dirupo è uscita in America col titolo On the edge. Collabora con
la pagina Cultura de Il Mattino e sull’HuffPost cura la rubrica “Nel giardino
delle parole”.
Il suo sito è www.emilianoreali.it

www.emilianoreali.it  

www.emilianoreali.com  

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