“IN CAMMINO”, di Avantage Jr Samuele Goury

CAPITOLO 1

Premetto che non sarà una brochure di viaggio, non vi racconterò di quello che ho visto, cercherò di varcare la soglia del narratore, con un pizzico di presunzione, in una vertiginosa missione impossibile, l’intento sarà quello di descrivere ciò che ho provato, le emozioni e le passioni e perché no, con un contorno di vissuto.

La vigilia di questo viaggio è cupa, oscura e sfocata. Notti tormentate, confusione universale, pensieri struggenti, animo affranto, cuore spezzato… Prima ancora di lasciarvi immaginare un melodramma amoroso, vi correggo, la crisi era di tipo esistenziale.

Trapassato da cima a fondo da un profondo bisogno di capire la vita, il suo motivo e una ragione per tutto ciò che non s’incastra con la virtù Giustizia, inciampai più volte su me stesso solo cercando di delimitarne i confini oggettivi. Quelle rare volte in cui riuscivo a trovarle un labile compromesso ecco che si innalzava il muro della struttura sociale che non mi permetteva l’accesso all’applicazione della sua purezza all’interno del tessuto comunitario fatto di individui, unici, nel senso più stretto e dispregiativo del termine. Sì, perché essere unici nel contesto in cui viviamo significa perseguire un obbiettivo verticale, nel kit in  dotazione ti viene consegnato un paraocchi mentre ti viene requisito lo scrupolo, la solidarietà, per non parlare della carità; “per carità”, all’interno della metropoli sociale è proibito anche solo nominarla, non è funzionale, non frutta, non ti aiuta a scalare le vette della montagna invisibile che tutti chiamano carriera. Non so se l’abbiamo presa e traviata dallo spagnolo: “carrera”, che significa corsa, ma sì che questo mondo mi pare un circuito: Chiuso. Testa bassa intento a coltivare il tuo orto e appena esci dal seminato, pronti i siluri delle critiche, macigni di pensieri che minano alla tua integrità, e se sei fragile ti sgretoli…

In questa jungla di pensieri contorti e distorti, sono stato forte quanto basta per aggrapparmi a una idea, un’intuizione, un presentimento che è caduto come una goccia cade su uno specchio d’acqua palesandone la superficie e facendola rimbombare quasi in eterno. L’Idea del Cammino di Santiago è entrata così nella mia mente, proprio quando lo specchio della mia anima era in frantumi.

Niente di grave, semplicemente un ragazzo qualunque, alla prova e alla presa di coscienza del mondo che lo circonda che è così grande che non vede neanche l’orizzonte e allora ha paura, vive i vicoli bui della notte riuscendo con grandi acrobazie a non cadervi dentro, poi si sveglia deluso dall’incanto notturno e ricomincia a tremare sotto i colpi inesorabili delle aspettative che come un ariete cercando di penetrare le mura del suo castello mentale.

Questo stato d’animo lo spiega egregiamente l’antropologa statunitense Margaret Mead, che in L’adolescenza in Samoa fa la storia dell’etnografia e della psicologia perché nota e spiega come la maggiore felicità riscontrata nelle ragazze dell’isola di Tau rispetto alle coetanee occidentali sia in realtà un riflesso dato dal minor numero di aspettative che la società indigena relega alle proprie adolescenti. A confronto, il nostro sembra proprio un “selvaggio west”.

“Nei suoi studi Mead sottolinea l’influenza della cultura nel comportamento adolescenziale. Infatti l’adolescenza conflittuale, per l’antropologia, non è un fenomeno generale ma è tipica delle società occidentali. Da un punto di vista psicologico l’adolescenza è un periodo di sviluppo e di definizione dell’identità personale sia rispetto a “chi si è” sia rispetto al contesto sociale in cui si è inseriti. La relazione con i coetanei e con la famiglia cambia e l’adolescente va incontro a un progressivo distacco dai genitori e a un sempre maggior avvicinamento al mondo dei coetanei. La necessità di far parte di un gruppo di pari  molto forte tra gli adolescenti, e si creano gruppi informali non controllati dagli adulti e privi di particolari finalità.”(Cfr. Mazzotto Monica, Adolescenza, in Dizionario di Medicina, 2010, Treccani.it,  http://www.treccani.it/enciclopedia/adolescenza_(Dizionario-di-Medicina)/)

A questo punto, se riuscite a immedesimarvi in una persona in crisi, tormentato da una visione della vita troppo lontana dagli stimoli della società in cui è piombato, una persona che necessita di un po’ di spazio, che esige il suo tempo per pensare, filosofeggiare e soprattutto creare il suo posto felice nel mondo, allora siete pronti per camminare con me.

di Avantage Jr Samuele Goury

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